Ritornare vergini? È possibile. L’imenoplastica.

Ormai è noto che la prima volta, per una ragazza, non è davvero né la più bella né la più piacevole. Può essere considerata forse la più emozionante sotto certi aspetti, perché racchiude in sé la scoperta di qualcosa di sconosciuto e attraente, seppur spaventoso. Ma non si può comunque negare che i rapporti sessuali avuti successivamente ai primi siano di norma i più soddisfacenti; sia dal punto fisico, in quanto c’è una maggiore rilassatezza dei tessuti, sia da quello psicologico, poiché si è più coscienti di ciò che si vuole e di ciò che ci aspetta.

Eppure, nonostante questo c’è chi vorrebbe riprovare quella sensazione di dolore che si prova alla prima penetrazione: quell’invasione dolorosa che rompe la delicata membrana che circonda la vagina: l’imene.

L’imene è una membrana più o meno sottile e più o meno resistente, di forma anulare, disposta nel terzo inferiore della vagina. Non chiude completamente l’orifizio vaginale, altrimenti non permetterebbe la fuoriuscita del sangue mestruale, ma può essere abbastanza occlusiva da creare qualche problema e piccole emorragie al primo rapporto sessuale completo.

Nonostante la rottura dell’imene possa avvenire anche per traumi diversi dalla penetrazione (durante lo sport o a causa di cadute) il sangue versato durante il rapporto viene considerato come una garanzia di verginità. Per questo molte donne, specialmente nei Paesi in cui avere rapporti prima del matrimonio è considerato una colpa grave e un motivo di emarginazione sociale e discriminazione, vorrebbero poter ritrovare la verginità perduta.

Come provare di nuovo le sensazioni della prima volta?

Chi volesse di nuovo provare la sensazione di verginità può farlo utilizzando una crema inventata in India pochi anni or sono. La crema non restituisce l’emorragia della prima volta, ma può far sì che la donna ritrovi quella tonicità muscolare che rende i propri rapporti sessuali più simili ai primi. In questo modo è possibile coniugare il piacere di una psiche consapevole e quello di un corpo tornato alle prime armi, ma onestamente, sono molti gli esperti che dubitano che il prodotto possa effettivamente funzionare: tonificare i muscoli esterni è un conto, ma agire sulle mucose muscolari vaginali è ben altra cosa.

Esistono anche piccoli dispositivi pieni di sangue finto che vanno inseriti nella vagina e che al momento della penetrazione si rompono permettendo la fuoriuscita del liquido rosso. Se è necessario solo fornire una prova della propria (falsa) illibatezza, questa soluzione può andare, ma non tutti accettano il rischio che qualcosa possa non funzionare.

Chi non si fida delle creme e dei dispositivi da indossare o chi volesse provare nuovamente il dolore caratteristico del primo rapporto (e fingere così di essere veramente vergini) ha invece la possibilità di sottoporsi a un vero e proprio intervento chirurgico: l’imenoplastica.

In cosa consiste l’imenoplastica?

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L’imenoplastica è un vero e proprio intervento chirurgico: necessita di anestesia e attenzioni particolari. È un intervento di breve durata, che va dai 30 ai 60 minuti e si effettua senza ricovero in ospedale (a meno che non si scelga di effettuare un’anestesia totale).

Consiste in una vera e propria ricostruzione dell’imene. I lembi di pelle vengono recuperati e ricuciti in modo tale da chiudere parzialmente l’orifizio vaginale. Al primo rapporto l’imene si romperà di nuovo provocando una piccola emorragia: ed ecco la prova della (nuova) verginità.

Nel periodo successivo all’intervento è opportuno porre molta attenzione all’igiene ed evitare i rapporti per almeno 20 giorni, in seguito ai quali si è di nuovo pronte per il primo rapporto.

I Paesi in cui la verginità è un valore che, perduto, può rendere la vita di una donna non sposata impossibile e solitaria, un intervento come questo può certo essere comprensibile (anche se la soluzione del problema, certamente, andrebbe ricercato in una rivisitazione dei valori etici, delle libertà personali e delle imposizioni religiose di cui molte donne sono coscienti o incoscienti vittime).

Statisticamente però è l’America il Paese in cui l’operazione va per la maggiore. Qui non vi è alcun pregiudizio per chi conosce il sesso prima del matrimonio e l’imenoplastica serve soltanto a chi vuol provare di nuovo le sensazioni fisiche della verginità (quelle psicologiche, è ovvio, mai nessuno potrà restituirle).

La domanda che sorge spontanea allora è: perché mai?


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