Problemi erettili e meccanismo veno occlusivo: di cosa si parla?

Circa il 12,5% degli uomini al di sotto dei 35 anni manifesta problemi di tipo erettile. In moltissimi casi il disturbo è psicologico e dovuto ad ansia da prestazione, stress o paure particolari, ma in alcuni casi il problema è senza dubbio fisico.

Il meccanismo dell’erezione, necessaria per sostenere qualsiasi rapporto sessuale, è piuttosto complesso e mette in gioco più strutture del pene e dell’apparato circolatorio.
È noto infatti che chi presenta problemi circolatori gravi o condizioni di ipertensione cronica è sensibilmente più a rischio di coloro che hanno, al contrario, un buono stato di salute generale.

Come funziona l’erezione e cos’è una disfunzione erettile?

Perché un uomo riesca a sostenere un’erezione è necessario che il sangue affluisca al pene e vi rimanga per il tempo necessario a terminare il rapporto sessuale.
Quando il sangue non riesce ad affluire nelle giuste quantità o non riesce a rimanere all’interno dei corpi cavernosi del pene per il tempo necessario, si parla di disfunzione erettile.

Il meccanismo che gestisce il flusso sanguigno a livello genitale prende il nome di meccanismo veno occlusivo e lavora assieme agli stimoli del sistema nervoso simpatico e parasimpatico, due parti distinte del sistema nervoso centrale autonomo.
In condizione di flaccidità del pene, il sistema simpatico fa sì che le pareti arteriose dell’organo siano adeguatamente contratte, così da impedire un flusso eccessivo di sangue all’interno del pene stesso. In seguito agli stimoli sessuali, il sistema parasimpatico provoca un rilascio di questa muscolatura liscia arteriosa e fa sì che un maggior quantitativo ematico raggiunga il pene riempiendo i corpi cavernosi di cui è costituito. La forte pressione esercitata dal sangue effettua una sostanziale compressione delle vene, da cui il sangue solitamente defluisce, così che a causa di questa “occlusione meccanica” il flusso sanguigno in uscita sia interrotto e il sangue stazioni nel pene fino al termine del periodo di eccitazione.

Cosa può andare storto nel meccanismo veno occlusivo?

Affinché tutto funzioni per il meglio la quantità di sangue che “arriva” al pene deve essere adeguata.
Casi di ipoafflusso arterioso, cioè di quantità ematiche in entrata troppo esigue, non permettono il raggiungimento della pressione adeguata all’occlusione venosa.
Parallelamente quando si presentano casi di iperdeflusso, cioè quando troppo sangue scorre nelle vene in uscita prima che l’erezione sia raggiunta, il pene fa uscire più sangue di quanto ne entri e conseguentemente l’erezione non può avvenire.

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Le cause per cui il meccanismo occlusivo venoso non funziona possono essere diverse.
Principalmente cause cardiocircolatorie, ma anche disturbi a livello del sistema nervoso autonomo, anche se, come già detto, la maggiorparte dei casi consegue a disagi psicologici.

In ogni caso uno specialista può trovare delle soluzioni per il problema specifico, l’importante è seguire i consigli e le prescrizioni mediche, qualora vi fossero, e cercare di mantenere uno stile di vita sano e sereno.

Cosa fare in caso di difficoltà erettili?

Quando un uomo si accorge di avere difficoltà a completare un rapporto sessuale con una compagna, l’imbarazzo e il disagio psicologico fanno sì che vengano spesso cercate cure fai da te e prescrizioni mediche non specialistiche.
La cosa migliore da fare invece è recarsi da uno specialista, andrologo o sessuolo, per individuare le cause scatenanti e cercare di risolverle alla base. Attutire un sintomo non significa infatti curare la malattia e assumere farmaci come il viagra può essere una soluzione temporanea che però difficilmente è in grado di risolvere nel profondo un disturbo tanto fastidioso.
È perciò fondamentale che vengano descritti precisamente dal paziente i sintomi percepiti e che si informi lo specialista anche di eventuali cure farmacologiche (alcuni effetti collaterali possono infatti provocare disfunzioni erettili) o altri disturbi che possono ricondurre il medico alla vera causa scatenante della disfunzione.


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