La masturbazione (non) fa male

Per secoli la masturbazione è stata un argomento tabù, stigmatizzata al fine di esercitare un controllo sulla vita sessuale, rimossa e negata, degli adolescenti, i quali per troppo tempo hanno dovuto convivere con dei sensi colpa instillati per reprimere una pratica che invece è del tutto sana. Nonostante – vogliamo sperare – oggi nessuno creda più che essa sia causa di cecità o di chissà quale altra patologia fisica volta a smascherare il “peccatore”, la masturbazione è ancora troppo spesso vista con sospetto, come se fosse sintomo di una qualche forma di sociopatia o di chissà quale altra forma di devianza.

Un modo per iniziare a scoprire la propria sessualità

Durante l’adolescenza la masturbazione è invece un modo per iniziare a conoscere se stessi, a scoprire il proprio corpo in una fase di profondo cambiamento, il principio di una propria sessualità che andrà via via strutturandosi. E questo vale ovviamente sia per i ragazzi sia per le ragazze, la cui vita sessuale non è spesso considerata sullo stesso piano di quella maschile: un altro retaggio di valori culturali del passato che sarebbe bene accantonare definitivamente al fine di non incidere negativamente sullo sviluppo di vite emotivamente ricche e appaganti.

Niente danni ma vantaggi per l’organismo

La masturbazione costituisce un modo per raggiungere l’orgasmo per chi sia momentaneamente privo di partner, contribuendo in questo modo anche a far rilasciare al nostro cervello le endorfine che hanno un ruolo importante nel nostro benessere psicofisico. Per quanto riguarda gli uomini, inoltre, essa comporta benefici in sede di prevenzione di cancro alla prostata, poiché permette alle vescicole seminali e appunto alla prostata di svuotarsi liberandosi così da agenti potenzialmente cancerogeni.

Non una semplice valvola di sfogo

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La masturbazione può essere praticata anche in coppia, poiché costituisce un modo ulteriore per dare e darsi piacere.

Appurato che non rechi alcun danno dal punto di vista fisico, da quello psico-affettivo tale pratica dovrebbe essere integrata nella vita adulta da una vita sessuale attiva e soddisfacente e non diventare l’unico modo di raggiungere l’orgasmo, una specie di valvola di sfogo. Le situazioni piacevoli vanno cercate anche e soprattutto al di fuori della nostra pur ricca sfera intima, condivise con gli altri che vanno considerati come una fonte di arricchimento sotto ogni aspetto, non soltanto quello meramente fisico.

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Fonte:
www.rodiola.it


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