Malattia di Schlatter: quando ai bambini fanno male le ginocchia

Per quanto possa sembrare strano, le ossa non sono elementi statici del nostro corpo, ma cambiano, crescono e si sviluppano rigenerandosi continuamente nell’età adulta e soprattutto in quella infantile e adolescenziale.

In particolare le strutture articolari come gomiti e ginocchia hanno bisogno di molto tempo per poter raggiungere la loro forma definitiva senza che si creino problemi fastidiosi e, a volte, dolorosi.

Cos’è la malattia di Schlatter?

Viene chiamata anche Morbo di Schlatter o di Osgood Schlatter dal nome dei due medici che l’hanno descritta parallelamente agli inizi dello scorso secolo.

Questo disturbo colpisce una delle articolazioni più complesse del corpo: quella delle ginocchia.

Il ginocchio è costituito da un insieme di ossa, legamenti e muscoli che con la loro complessità permettono la mobilità necessaria alle gambe per camminare, correre, saltare e quant’altro.

L’articolazione è costituita da 3 ossa (femore, tibia e rotula) tenute insieme dal tendine rotuleo.

Il muscolo della coscia si lega al femore (nella parte superiore) su 4 punti diversi, mentre nella parte inferiore i 4 capi si uniscono dando vita a un unico tendine molto grande (il tendine rotuleo) che ingloba la rotula e si lega alla protuberanza prossimale della tibia in un solo punto.

A causa di questa particolare anatomia il muscolo della coscia, quando si contrae, fa forza sul femore, ma ancor di più sulla tibia.

Nel caso di ossa adulte e formate questo non è certo un problema, ma quando si tratta di ossa giovani che ancora devono completare il proprio sviluppo, uno sforzo eccessivo sulla protuberanza tibiale può generare dei disturbi funzionali provocando dolore e disturbi della mobilità.

Quali sono i sintomi della Malattia di Schlatter?

La malattia di Schlatter si manifesta con una sintomatologia caratteristica che prevede gonfiore nella parte più bassa del ginocchio e dolore al movimento che normalmente peggiora con l’attività fisica. Di norma con il riposo il dolore diminuisce, ma si ripresenta con la ripresa dell’attività.

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La malattia è frequente nei ragazzi e nelle ragazze molto giovani, in età dello sviluppo (10-14 anni per i maschi e 9-12 anni per le ragazze) e solitamente affligge il 20% di coloro che si dedicano allo sport in maniera eccessiva. In particolare sono il calcio, la pallavolo, il balletto o il basket gli sport che aumentano il rischio di infiammazione in quanto prevedono salti, corse veloci e rapidi cambi di direzione.

Chi non pratica sport a livello agonistico o comunque molto impegnativo, di solito non rischia di soffrire della Malattia di Schlatter, ma è comunque opportuno che in caso di dolore al ginocchio si sottoponga il bambino a una visita specialistica.

Anche se rari, alcuni sintomi vanno presi particolarmente in considerazione: febbre, arrossamento locale e difficoltà motoria anche nelle attività più banali; in questi casi è assolutamente necessario rivolgersi al medico il prima possibile per eliminare il dubbio di infezioni ben più impegnative.

Analisi e terapia

Nella maggior parte dei casi è sufficiente una semplice visita da parte di un medico specialista, come un ortopedico, per poter diagnosticare a un bambino la malattia di Schlatter; è però possibile che nei casi più difficili il medico consigli di effettuare anche delle radiografie per poter valutare eventuali danni alla tuberosità tibiale.

In ogni caso la terapia consigliata è quasi sempre quella conservativa: riposo e antidolorifici. L’astensione dallo sport è fondamentale per permettere al tendine rotuleo e all’area infiammata di tornare alla completa funzionalità, anche se spesso è difficile convincere un adolescente a interrompere gli allenamenti del proprio sport preferito.

Applicare del ghiaccio non può certo far male; al contrario può lenire il dolore e sostenere la ripresa.

Anche esercizi particolari consigliati da un esperto fisioterapista, possono essere importanti coadiuvanti per quanto riguarda il recupero della funzionalità fisica e sarebbe anche consigliabile che il soggetto variasse la tipologia dello sport praticato per evitare che lo stesso tipo di sforzo persista sugli stessi punti dell’inserzione ossea.

Fortunatamente il Morbo di Schlatter non è una malattia da considerarsi grave. Sono rari i casi in cui un dolore costante accompagna il soggetto fino all’età adulta e solitamente ciò avviene quando non si sono rispettati i consigli dell’esperto, specialmente per quanto riguarda l’astensione dalla fatica fisica.

Nella maggior parte dei casi, terminata la crescita del bambino, l’infiammazione non si ripresenta più e lo sport torna ad essere esclusivamente quell’importante passatempo a cui chiunque dovrebbe dedicare parte della propria giornata.


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