Cure termali: quali sono i benefici?

Già prima dell’estate la TV presenta sugli schermi di tutte le dimore italiane (e non solo) immagini di grande relax, con giovani e belle donne alle prese con i massaggi coi fanghi, o giovani prestanti che nuotano in vasche d’acqua limpida e termale.

Quasi tutti hanno sognato di poter godere almeno una volta nella vita di quel benessere donato dai centri termali: fanghi, massaggi, docce… tutto sembra direzionato esclusivamente al benessere psicologico della persona. Eppure le terme non servono soltanto a riposarsi da un anno di faticoso lavoro; in alcuni casi sono necessarie per curare determinate patologie, in particolare quelle infiammatorie e croniche.

Come funzionano le cure termali?

Le cure termali, o crenoterapia come viene definita in campo specialistico, si articolano in più metodologie: dalla conosciutissima fangoterapia alla balneoterapia alle irrigazioni.

In generale la crenoterapia può essere interna o esterna: la prima consiste nel bere le acque benefiche (terapia idropinica), la seconda nell’assumere i suoi principi tramite contatto cutaneo o inalazione.

Per quanto riguarda le applicazioni esterne, la fangoterapia è spesso associata alla balneoterapia. Queste consistono nell’applicazione del fango a una temperatura ottimale, solitamente 37-38°C, per una ventina di minuti, in un successivo bagno in acqua termale e infine in un massaggio tonificante. Questa metodologia è usata principalmente per malattie reumatiche e dolori articolari ed extra articolari e per osteopatie di diverso genere. Se i disturbi del paziente sono esclusivamente epidermici, la balneoterapia viene praticata da sola, proponendo al soggetto un ciclo di 15-20 bagni in acque specifiche.

Se invece il paziente soffre di rinite o bronchite cronica, sindromi bronchiali e disturbi laringoiatrici, la soluzione migliore è l’inalazione delle acque termali. Per rendere possibile l’inalazione è necessario che l’acqua venga frammentata in particelle più o meno grandi. Le tecniche di inalazione sono almeno 4: le inalazioni caldo-umide, che consistono nella respirazione di acqua termale suddivisa in particelle abbastanza grandi da arrivare alle alte vie respiratorie, l’aerosol che suddivide invece l’acqua in particelle più piccole in grado di arrivare anche ai bronchi e nelle vie aeree più profonde e le due tecniche di inalazione collettiva: le nebulizzazioni e lo humage. Queste ultime avvengono entrambe in una stanza appositamente allestita per ospitare più pazienti assieme: per le nebulizzazioni l’acqua viene suddivisa in particelle di dimensioni diverse che i pazienti respirano per un tempo che va dai 40 ai 60 minuti, per quanto riguarda lo humage, le particelle di acqua sono invece molto scarse: la tecnica consiste prevalentemente nell’inalazione dei gas prodotti dalle acque benefiche.

Meno conosciuti, ma altrettanto validi sono i benefici apportati dalle acque termali nel caso di problemi intestinali o ginecologici. Nel caso di colonpatie croniche o di disturbi vaginali o al collo dell’utero è infatti possibile affidarsi alle irrigazioni. Queste consistono nel direzionare un getto di acqua termale a pressione più o meno elevata e per un periodo di tempo ben determinato direttamente in vagina o nel retto. Le irrigazioni (questa volta nasali) si usano anche in casi particolari di riniti allergiche o comunque associate a grande produzione di muchi. La pressione a cui viene diretta l’acqua nelle narici ha infatti un grande potere di asportazione delle secrezioni.

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Le acque termali sono tutte uguali?

Purtroppo non esiste un’acqua “magica” che sappia curare da sola qualsiasi tipo di male. Ogni disturbo necessita di rimedi diversi e ogni rimedio può trovarsi in acque diverse più o meno ricche di un minerale piuttosto che di un altro.

Le acque termali possono essere oligominerali, mediominerali e minerali: le prime sono acque molto diluite, utili nei casi di gotta, ritenzione idrica e calcoli; le seconde sono indicate per diabete ed osteoporosi; le ultime sono invece acque ricche di minerali e in base alla composizione apportano benefici diversi. Le acque minerali possono essere acidule, alcaline, bicarbonate, calciche, carboniche, clorurate, ferruginose, magnesiache, radioattive, solfate e solfuree ed ognuna ha particolari effetti terapeutici. Per questo motivo è sempre opportuno richiedere il consiglio di un esperto prima di iniziare un trattamento termale, altrimenti gli effetti sul proprio disturbo potrebbero rivelarsi minimi o addirittura nulli.

Chi ha diritto a cure termali?

Chiunque voglia prevenire un disturbo di cui magari si soffre in famiglia o voglia migliorare il proprio stato di salute, può affidarsi a un centro termale ben organizzato che sappia fornire le giuste indicazioni in merito ai cicli terapeutici. In questo caso basta pagare il dovuto alla struttura che, prima di iniziare il ciclo, informa il soggetto anche del prezzo da pagare.

Ci sono però casi in cui è il medico specialista che prescrive le cure termali e in questo caso, forniti della “ricetta rossa”, ci si può presentare ai centri termali convenzionati per richiedere un trattamento specifico pagando solo una piccola quota. La ricetta deve riportare l’indicazione terapeutica specifica e la diagnosi, la quale deve rientrare nell’elenco delle patologie curabili con le terapie termali stilato del Ministero.

In questo caso il paziente paga soltanto il ticket a meno che non possa godere di esenzioni totali o parziali per età, per reddito o per categorie speciali.

Ovviamente, chiunque in qualsiasi momento può recarsi in uno dei centri termali di cui l’Italia è ricca e godersi appieno una bella vacanza rilassante che se non serve a curare il corpo, certamente farà molto bene alla psiche.


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