La tendenza ad essere schiave: lo slave nel sesso

I rapporti interpersonali nell’ambito della coppia, prendono forma giorno dopo giorno in base alle attitudini e all’indole di ognuno. C’è chi si aspetta un rapporto di coccole, chi preferisce la coppia in cui ognuno è indipendente dall’altro o chi entra in ruoli definiti di potere e sottomissione.

Gli stessi atteggiamenti si riproducono spesso parallelamente nei rapporti sessuali ed è opportuno che, affinché la coppia funzioni, le predisposizioni dei due partner siano compatibili.

A prescindere dalle piccole diversità individuali, la maggior parte delle coppie si aspetta dall’altro rispetto e complicità, in alcuni casi invece certe attitudini farebbero apparire alcuni rapporti violenti e brutali a un estraneo che ne venisse a conoscenza.

Slave e masters

Alcune donne associano spesso il concetto di dolore a quello di piacere, per questo sono sempre in cerca di rapporti piuttosto violenti (anche con lo stesso partner), ma in alcuni casi l’impostazione di sottomissione prescinde dal rapporto sessuale e coinvolge la coppia anche durante il normale svolgimento della vita quotidiana.

La donna che si sottomette totalmente al proprio compagno ama sentirsi sua schiava, completamente dedita al piacere di lui e priva di ambizioni proprie, se non quelle legate al soddisfacimento del proprio partner, il quale interpreta il ruolo del padrone, il master, che prende ogni decisione riguardante la propria vita e quella della compagna, sia relativamente alla piccole che alle grandi questioni.

Questa tendenza può riscontrarsi anche con i ruoli invertiti; più raramente è l’uomo ad essere lo slave e la donna a fare da padrona: la mistress.

Come impostare un rapporto TPE?

Il rapporto TPE (Total Power Exchange: totale scambio di potere) non può imporsi sin dall’inizio; per quanto spesso i due componenti della coppia manifestino subito un’indole slave/master o slave/mistress è necessario che ci sia un’educazione quotidiana al rapporto, educazione tesa spesso a ricevere una gradita punizione.

Coloro che amano la sottomissione durante il rapporto sessuale non possono definirsi slave se non si sottomettono anche per tutto il resto: cosa mangiare, cosa indossare, dove andare e che lavoro fare, sono tutte scelte che spettano a master e mistress.

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Nei casi più estremi poi il padrone cerca di educare il proprio schiavo a comportarsi come un animale in particolar modo cani o cavalli (dog o pony-training) così che possa essere appagato in tutti i suoi vizi e i suoi capricci.

Il rapporto quotidiano padrone schiavo è quindi un insieme di umiliazioni sia fisiche che psicologiche che però vengono ben apprezzate da entrambi i protagonisti della coppia.

Lo schiavo durante il rapporto sessuale

Ovviamente il momento del rapporto sessuale è quello in cui maggiormente si delinea il ruolo di padrone e di schiavo. Il master o la mistress decidono quando e come avere un rapporto sessuale e lo schiavo prova piacere nella brutalità e nella sottomissione.

Essere legati con corde, catene o manette, essere imbavagliati o percossi sono tutti atteggiamenti graditi all’uno e all’altro i quali si riforniscono nei più forniti sexy shop di oggetti come fruste o altre “armi” con cui provare dolore e piacere.

La cosa particolare di questo tipo di rapporto che va molto oltre il più frequente sadomasochismo è la totale e completa imparità del rapporto. C’è chi decide e chi subisce, chi comanda e chi ubbidisce in ogni momento della propria vita in ruoli che non si scambiano mai e si tratterebbe senza dubbio un rapporto passibile di denuncia se non fosse che anche lo schiavo è ben contento di subire le angherie del padrone.

Per quanto solitamente si pensi ai rapporti d’amore in altri termini, quando non c’è sofferenza la coppia può gestirsi come meglio crede. L’importante è che chi inizia un rapporto master-slave, sia cosciente della situazione che si accinge a vivere e non lo faccia per delle difficoltà psicologiche pregresse da recuperare con l’aiuto di un esperto, ma soltanto per il piacere di vivere una storia particolare e di assecondare la propria indole fuori dal comune.


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