Sesso nella terza e quarta età: si può?

Per l’amore, davvero non c’è età. E per il sesso?

Per quel che si sa i “vecchietti” tengono solitamente a bada i propri istinti per perdita di interesse o di possibilità fisiche; ma è sempre così?

In realtà sembra che una buona percentuale di over 65 pratichi un sesso soddisfacente più volte al mese e ci sono anche arzilli ottantenni che non rinunciano a un momento d’amore con la compagna di una vita.

Ma di certo le cose, col passare del tempo, cambiano.

Cosa cambia negli uomini della terza e quarta età?

Attorno ai 50 anni, l’uomo vive una situazione psicologica che viene comunemente chiamata andropausa. È una condizione di disagio in cui l’uomo si rende conto che il suo corpo sta cambiando, ma si sentirebbe ancora psicologicamente attivo, se l’organismo non mostrasse i primi segni di stanchezza.

Questa situazione di disequilibrio si ripercuote anche nell’attività sessuale, specialmente quando l’eccitazione psicologica inizia a superare quella fisica mettendo in evidenza piccole difficoltà erettili.

Queste difficoltà mettono a disagio un uomo, che inizia a sentirsi meno virile, ma creano delle preoccupazioni anche alla donna, che col cambiamento del proprio corpo, si convince di non essere più abbastanza desiderabile.

Con il passare degli anni comunque i rapporti sessuali possono tranquillamente andare avanti, anche se è necessario qualche piccolo accorgimento. In teoria infatti l’uomo rimane attivo per tutta la vita e, teoricamente, sarebbe in grado di procreare anche a 90 anni poiché permane la capacità del corpo di produrre spermatozoi sani, anche se in minore quantità.

Certamente i rapporti con la propria compagna diventano sempre più distanziati e hanno bisogno di un po’ di stimolazione fisica in più, ma questo è del tutto normale e non dovrebbe essere considerato, come a volte capita, un problema relativo ai sentimenti che si provano o all’impotenza.

Purtroppo quando un uomo non riesce a gestire i cambiamenti del proprio organismo, si instaura un circolo vizioso in cui le difficoltà erettili percepite inducono a provare un’ansia ingiustificata che però aggrava le difficoltà a mantenere un’erezione appagante. Perciò è sempre opportuno tenere in considerazione tutti gli aspetti del proprio organismo (anche l’avanzare dell’età!) e se si hanno dei dubbi, rivolgersi a un sessuologo che è sicuramente in grado di tranquillizzare il paziente e fornire i consigli appropriati per tornare ad avere dei soddisfacenti rapporti sessuali.

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Come cambiano le donne dopo i 50 anni?

Il cambiamento che le donne subiscono attorno ai 50 anni è ben noto ed è determinato dalla menopausa. La menopausa è la cessazione delle mestruazioni mensili, le quali dopo un periodo di irregolarità spariscono per non tornare. La menopausa è perciò l’indice della cessata fertilità femminile.

Molte donne comunque mantengono attivo il proprio desiderio sessuale e sentono il bisogno di perpetuare i rapporti con il proprio partner. Purtroppo le eventuali difficoltà maschili possono indurre la donna a pensare che la loro causa siano i cambiamenti fisici ed estetici del proprio corpo: aumenti di peso, calo del tono muscolare, pelle meno levigata, tutte caratteristiche che potrebbero renderla meno desiderabile agli occhi del marito o del compagno.

Se però l’atto sessuale viene consumato, la donna è in grado, anche dopo la menopausa, di provare più orgasmi, anche se, essendo le pareti vaginali più sottili, è possibile che si provi un certo dolore alla penetrazione, accentuato dal fatto che la lubrificazione diminuisce considerevolmente.

I cambiamenti fisici non influiscono sul piacere

Nonostante tutti i cambiamenti fisici di uomini e donne in età avanzata, c’è una buona percentuale di coppie che continua ad avere dei rapporti fino ai 70 o agli 80 anni.

Un’indagine del Censis ha rilevato che il 20,2% degli ultra ottantenni ritengono soddisfacente la propria attività sessuale e il 39% dei settantenni ha almeno un rapporto al mese, mentre un sondaggio australiano su uomini di 75-90 anni mette in evidenza che il 48,8% di loro hanno rapporti sessuali non frequenti, ma determinanti per la qualità di vita.

L’importante è quindi non farsi impaurire dai cambiamenti fisiologici e normali che il proprio corpo, ad un certo punto, decide di mostrare, ma assecondarli invece per far sì che il proprio rapporto con la compagna e il compagno di una vita rimanga sempre attivo e intimo a continua dimostrazione di un corpo sano e un sentimento duraturo.


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