Sesso a scuola

Le cronache giornalistiche e televisive parlano sempre più spesso di un fenomeno nuovo e preoccupante: il sesso a scuola. Alunne che fanno sesso con alunni o professori… la semplice idea, fino a qualche anno fa, sarebbe sembrata assurda, ma il XXI secolo ha visto sempre più spesso episodi di cronaca di questo genere: ragazzi e ragazze di 15 o 16 anni sorpresi a fare sesso (a volte addirittura completo) in bagno od in altri luoghi appartati degli edifici scolastici.
Quale la ragione di questo comportamento? Come possiamo educare i nostri figli e le nostre figlie ad avere rispetto del proprio corpo, di quello degli altri e (non dimentichiamolo) della scuola?

Perché si fa sesso a scuola

Può apparire strano che, di tutti i luoghi possibili, gli adolescenti scelgano proprio la scuola per fare sesso.
I motivi sono numerosi, ma quasi tutti possono ricondursi ad una causa precisa: la voglia di trasgredire. Questo tipo di comportamento ha un nome preciso in psicologia: comportamento borderline, ovvero “sul bordo”, “al limite”. Gli adolescenti, che vivono nell’età della noia per definizione, cercano a volte di provare emozioni forti proprio con comportamenti al limite della legalità; e in qualche occasione ben oltre la legalità…
Se fino a 20 anni fa il comportamento più trasgressivo che si potesse avere a scuola era di fumare una sigaretta in bagno, nel giro di alcuni anni la sigaretta si è trasformata in uno spinello (è noto a tutti infatti che gli adolescenti italiani consumano molte droghe, anche negli edifici scolastici).
L’ultimo gradino nella scala della vita “borderline” è però sicuramente il sesso, spesso fatto con partner più o meno casuali. Intendiamoci: non stiamo qui parlando della passione bruciante fra due adolescenti che hanno una relazione di tipo amoroso, bensì di rapporti occasionali con compagni di classe o di scuola in cui il fulcro del rapporto stesso è la sfida, l’emozione forte, la trasgressione appunto.

Sesso fra alunni e professori

Ma l’ultimissimo gradino del comportamento sessuale “borderline” a scuola è sicuramente un rapporto sessuale con un professore o una professoressa. Fortunatamente si tratta di casi decisamente rari, appartenenti più alle cronache americane che a quelle europee… eppure i casi in cui un adolescente o una adolescente inizi una relazione con un insegnante sono più frequenti di quanto si possa pensare. In questo caso entra in gioco una componente importante nell’adolescenza ovvero il rapporto con la figura autoritaria. Normalmente l’autorità per eccellenza è quella genitoriale, a cui si affianca quella dell’istitutore scolastico. Ma l’adolescenza è il momento della scoperta del sé, del proprio corpo e delle sue capacità seduttive. Intessere una relazione con un adulto (soprattutto un professore) appare ad alcune adolescenti confuse come un modo per sentirsi più grandi e più “scafate” delle compagne di classe. Nell’adulto entrano in gioco una serie di pulsioni ben più complesse del classico desiderio sessuale: in alcuni adulti il rapporto sessuale con l’adolescenza è una sorta di “canto del cigno”, di ultima possibilità di ritornare ai propri anni verdi, illudendosi di avere ancora 20 anni quando in realtà se ne hanno 40 o più…

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Come scoprire se i propri figli fanno sesso a scuola

In un’epoca in cui i telefonini sono ovunque, la cosa peggiore che possa succedere in seguito ad un rapporto sessuale a scuola è che esso sia stato filmato da uno dei due partecipanti e poi, per qualche oscura ragione, inserito in internet. A quel punto il danno è fatto: il video purtroppo diventerà” virale”, verrà cioè condiviso sempre di più finché, prima o poi, i protagonisti delle immagini verranno riconosciuti da amici e parenti. Ma è davvero questo l’unico modo per scoprire se i propri figli fanno sesso a scuola? Ovviamente no! È fondamentale, per evitare tutto questo, avere un rapporto aperto con i figli e le figlie adolescenti. Bisognerebbe parlare a casa anche di questi fatti di cronaca, non in modo morboso o giudicante ma con la massima serenità e distacco. In questi casi l’obiettivo non è cercare “il mostro” o la “pervertita” bensì capire e far capire che spesso le persone possono soffrire di disturbi di carattere mentale che sfociano in comportamenti sessuali errati, inappropriati. È quindi necessario che i genitori parlino coi figli, sin dal primo giorno di scuola alle superiori, di argomenti riguardanti il rapporto coi compagni di classe e i professori, cercando di capire se ci sia qualche amicizia intensa o qualche tensione, magari fra ragazze. Intorno ai 14, 15 anni la perdita della verginità rappresenta spesso un vanto, una sorta di “atto dovuto” in cui purtroppo il sentimento amoroso passa spesso in secondo piano. Una ragazza che non abbia dimostrato comportamenti disinvolti in tal senso potrebbe venire ostracizzata dai compagni e le compagne, considerata una “sfigata”, e ciò potrebbe portarla, in alcuni casi, a sviluppare comportamenti borderline di carattere sessuale proprio per guadagnare la stima dei coetanei.
In questo senso, un rapporto sessuale con un professore a scuola è sicuramente l’atto più trasgressivo possibile, ma anche quello che può portare a conseguenze più gravi.
Al secondo posto si situa il rapporto con un compagno o compagna di classe, che può comunque causare enormi problemi ai protagonisti della “bravata”.
La soluzione è, lo ribadiamo, il dialogo: in un’epoca in cui l’educazione sessuale è presente nelle scuole già dalle primarie, sarebbe assurdo considerare questo argomento come tabù. Non è necessario ovviamente andare nei dettagli: basterà spiegare ai propri figli due concetti fondamentali:
• devono avere rispetto del proprio corpo
• devono fidarsi dei propri genitori e sapere che possono rivolgersi a loro per qualsiasi dubbio, senza temere di essere giudicati o condannati


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