Scopamici: funziona?

Scopamici, trombamici, friend with benefits: tanti nomi per identificare un solo tipo di rapporto a due. Capita molte volte che un ragazzo o una ragazza siano attratti da un amica/o perché particolarmente piacente, affascinante, attraente; non abbastanza per instaurare una vera e propria relazione amorosa, ma quel tanto che basta per stimolare la propria fantasia sessuale.
Che fare allora? Farsi avanti potrebbe significare rovinare un’amicizia, trattenersi troppo potrebbe invece rivelarsi un’occasione persa.

Nascono così gli scopamici

Se si riesce a fare il passo decisivo, quello che permette di confidare all’amico/a i propri desideri sessuali, è possibile che la reazione sia piuttosto gradevole. La libertà sessuale attuale permette infatti di non considerare sconveniente consumare uno o più rapporti con un partner per cui non si prova altro che attrazione fisica.
Ci sono però delle regole da seguire per far sì che il rapporto non diventi né esclusivo né morboso.

Innanzitutto non c’è alcun obbligo: i ragazzi si vedono quando entrambi vogliono e hanno tempo senza che nessuno possa sentirsi “messo da parte” per un rifiuto (come spesso capita nelle coppie vere e proprie).
Non esiste gelosia: si possono infatti avere uno, due o più scopamici senza che nessuno debba esserne informato e senza che la cosa provochi rabbia o frustrazione.
Niente sdolcinerie: carezze, baci, parole carine presuppongono un interesse che va oltre quello sessuale e potrebbero sfociare, a lungo andare, nella nascita di un sentimento di affetto vero e proprio, cosa che tra gli scopamici non deve in alcun modo sussistere.
Allo stesso modo, affinché il rapporto rimanga adeguatamente distaccato, è sbagliato rimanere a dormire l’uno a casa dell’altro, telefonarsi solo per il piacere di sentirsi, farsi piccoli regali o mandare messaggini affettuosi.

Il tutto insomma deve limitarsi al rapporto sessuale, desiderato da entrambi, ma con la volontà di ognuno di non approfondire la relazione in nessun altro modo.

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Ciò che sembra invece molto apprezzato sia dalle donne che dagli uomini, relativamente alla loro rete di scopamici, è il poter raccontare a chiunque le proprie prodezze.
Avere uno o più rapporti privi di affetto dunque, oggi sembra essere un ottimo motivo di vanto.

Come “conquistarsi” uno/a scopamico/a?

Spesso è difficile avere il coraggio di chiedere a qualcuno la disponibilità a un rapporto particolare come quello tra gli scopamici. Si rischiano figure meschine, imbarazzanti o si rischia magari di rivolgersi a qualcuno che desidererebbe ben più che del sesso libero.
D’altra parte tirarsi sempre indietro potrebbe essere causa di numerose occasioni perdute. Che fare allora?
Sembra esistano dei siti internet appositi cui registrarsi e persino delle applicazioni per smartphone che permettono di creare una lista di persone, tra quelle dei propri contatti, con cui si sarebbe disposti a intraprendere un rapporto di scopamicizia. Ovviamente i prescelti si accorgerebbero del proprio inserimento nella lista altrui soltanto nel caso in cui anche loro ricambiassero tale desiderio palesandolo con la propria selezione di nomi.
Questo modo di legarsi agli altri è forse un po’ freddo, ma evita figuracce imbarazzanti; c’è però chi preferisce continuare a trovare rapporti con il contatto diretto cercando di interpretare gesti, sguardi, comportamenti e sperando di evitare fraintendimenti pericolosi.

Quanto può durare un rapporto di scopamicizia?

Difficile dirlo; è necessario essere costanti e attenti a non cadere negli errori classici del tipo di legame: pretendere un incontro anche quando all’altro non va o iniziare a provare qualche sentimento in grado di far nascere un rapporto meno carnale e più cerebrale.
Quando questo accade (e sembra che accada spesso) è bene mettere subito le cose in chiaro e capire che tipo di riscontro può esserci nell’altra metà della “coppia”, altrimenti si rischia di rimanere vittime di sentimenti non ricambiati e di soffrirne più del dovuto.
Quindi si può dire che non c’è certo nulla di male in un rapporto di scopamicizia, ma per evitare di ferire l’altro o se stessi è necessario che venga portato avanti con coscienza e attenzione.


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