Razze diverse, peni diversi. È corretto?

“La lunghezza del pene dipende dalla razza”: questo è quello che si sente dire molto spesso dalla gente comune e da qualche studioso che ha tentato di fornire statistiche poco attendibili.

Secondo i detti popolari, i neri sono i più fortunati, mentre gli asiatici coprono i posti più in basso nella classifica del “chi ce l’ha più lungo”.

Ma queste statistiche hanno davvero un fondamento scientifico?

Quali sono i dati?

Si trovano facilmente sul web cartine geografiche esplicative che rappresentano con colori diversi la lunghezza media dei peni degli uomini di regioni territoriali diverse. Da queste carte si evince che gran parte dell’Africa manifesta una media più alta rispetto all’Europa, agli Stati Uniti o all’Asia.

Se gli africani hanno peni lunghi in media 16,2 cm, gli europei arrivano a 15,6 cm, mentre gli asiatici superano di poco la media degli 11 cm.

In realtà altre statistiche che rivelano la lunghezza media regione per regione, mostrano come molti Paesi africani abbiano la stessa media di gran parte delle Nazioni europee e dell’America centrale o meridionale e come l’Ungheria presenti la stessa soddisfacente media del Sudan, del Cameron o del Congo.

Queste statistiche sono state portate avanti però da uno studioso che ha raccolto dati provenienti da autocertificazioni: in parole povere ognuno ha misurato il proprio pene nella propria intimità e poi ha fornito i dati ottenuti. Va da sé che chiunque ha potuto mentire come meglio ha creduto, così che l’affidabilità dello studio viene senz’altro meno.

Cos’è una razza?

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Dal punto di vista estetico è facile distinguere 2 persone di “razza” diversa: un asiatico, un africano e un europeo sono infatti molto diversi a livello macroscopico, basti osservare la forma degli occhi, del naso o il colore della pelle. Ma il concetto di razza, applicato alle persone è ormai superato, in quanto non è davvero più possibile suddividere tutto il genere umano in bianchi, neri e gialli. Un importante studioso italiano di genetica, Luigi Cavalli-Sforza, ha dimostrato mediante uno studio sul DNA di un vasto campione di persone provenienti da 16 popolazioni diverse dei 5 continenti, che, ad esempio, in alcuni casi c’è più diversità genetica tra due africani che tra un africano e un europeo. Le differenze macroscopiche tra le popolazioni, sarebbero per l’illustre studioso conseguenze dovute alla selezione sessuale o ai fattori ambientali, ma non ai geni umani.

La possibilità odierna di misurare la distanza genetica tra gli individui per valutare il grado di “parentela” tra le popolazioni ha permesso di appurare che, ad esempio, i berberi del nord africa sono imparentati con i lapponi più che con gli etiopi o gli africani occidentali, mentre i cinesi sono più legati agli aborigeni australiani di quanto non lo siano con i giapponesi, quindi come associare una caratteristica fisica al semplice colore della pelle? Cosa pensare degli aborigeni che sono neri e quindi dovrebbero essere ben dotati dal punto di vista dell’organo sessuale, ma sono imparentati con i cinesi e quindi con gli sfortunati asiatici?

È impossibile generalizzare parlando superficialmente di “razza nera” (che si sovrappone poi nell’immaginario degli incolti alla popolazione della sola Africa) che ha il pene più lungo di coloro che fanno parte della “razza bianca” o della “razza asiatica”.

A cosa credere dunque?

Gli uomini hanno da sempre sofferto del timore di non avere delle dimensioni adeguate così come le donne sono spesso felici di poter sfoggiare racconti interessanti sulle misure del proprio partner e questo può aver portato a diffondere leggende di vario genere mai suffragate da studi specifici. In realtà infatti, nessuno studioso (fortunatamente?) si è seriamente interessato all’argomento così che ciò che ormai è dato per sicuro non può rientrare nell’insieme dei dati scientificamente certi. Sicuramente la lunghezza del pene è un elemento fisico (come il colore dei capelli o l’altezza) che può essere caratterizzante di una data etnia, ma queste nel mondo sono più di 300 e ognuna ha caratteristiche proprie che si sono evolute grazie a fattori ambientali, genetici o semplicemente casuali; quindi ciò che si potrebbe correttamente sostenere è che “la lunghezza del pene dipende dall’etnia”, in che modo e a favore di chi, non è però mai stato studiato con dedizione scientifica.


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