Priapismo: è bene non esagerare col Viagra

Anni fa, quando cominciò ad essere pubblicizzato in maniera più insistente il più famoso farmaco che combatte le disfunzioni erettili, divenne famoso il caso di un uomo che, esagerando con le dosi, non riusciva più a rilassare il pene, arrivando a mantenere l’erezione per parecchie ore consecutive con conseguenti dolori  e danni ai tessuti.

Come funziona un’erezione?

Il pene è formato da 2 corpi cavernosi e una struttura cava posizionata tra loro, che avvolge l’uretra da cui fuoriescono urina e sperma attraverso un foro che si apre sul glande.

Questi tessuti sono estremamente elastici e sono costellati di piccole cavità che nel momento dell’eccitazione si riempiono di sangue permettendo l’irrigidimento dell’organo. La sostanza che permette al sangue di affluire al pene è l’Ossido Nitrico; questo fa sì che i muscoli dei tessuti cavernosi si rilassino permettendo al sangue di affluire tanto copioso da comprimere ad un certo punto le vene esterne che in questo modo non riescono a consentire la fuoriuscita del sangue dai tessuti. In seguito all’orgasmo, l’Ossido Nitrico finisce e i corpi cavernosi recuperano il proprio tono muscolare impedendo altro ingresso di sangue e decomprimendo le vene esterne che possono così rilasciare il sangue “intrappolato” nel pene, il quale torna in breve tempo allo stato flaccido.

Perché capita che il sangue non venga rilasciato?

Non è sempre colpa del Viagra se ad un certo punto ci si accorge che il proprio pene non accenna a diminuire la propria rigidità nonostante il desiderio sessuale sia cessato e tutto il resto del corpo si trovi in uno stato di rilassatezza; anzi questa situazione, detta appunto di priapismo (da Priapo, dio greco della fertilità) si presenta anche nei bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni ed è spesso causata da alcune malattie come l’anemia falciforme, talassemia, leucemia, mieloma, diabete.

Quando invece il problema si presenta tra i 20 e i 50 anni di età, le cause possono essere anche altre: abuso di farmaci che contrastano la disfunzione erettile o di alcool, utilizzo di farmaci psichiatrici o anticoagulanti, traumi agli organi genitali o lesioni al midollo spinale.

Statisticamente si è osservato però che almeno il 35% dei casi ha un’origine idiopatica, cioè sconosciuta.

Qualsiasi sia la causa, l’organo genitale può rimanere in erezione 4-6 ore o anche di più e quando questo accade è assolutamente necessario recarsi il prima possibile dal proprio medico o al Pronto Soccorso.

Come viene trattata la condizione di priapismo?

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Quando un medico si trova di fronte a un’erezione persistente la prima cosa che tenta di fare è l’aspirazione del sangue dal pene per cercare di decomprimere le vene e permettere il rilascio del sangue, ma non sempre questo metodo funziona, così il secondo tentativo è solitamente quello di iniettare nei corpi cavernosi dei farmaci vasocostrittori.

Se anche questa opzione fallisce non rimane che scegliere la via chirurgica.

Per quanto riguarda il dolore possono essere usati dei comuni antidolorifici come i FANS.

Se si ricorre tempestivamente all’aiuto medico solitamente non si presentano conseguenze gravi alla funzionalità dell’organo, ma se invece si fa finta di niente sperando che il turgore passi da sé è possibile anche che i tessuti si lesionino in maniera grave.

I casi di uomini che cercano di superare un problema di erezione assumendo troppi farmaci specifici sono purtroppo ancora numerosi e anche recentemente un ultra-sessantenne ha dovuto assistere all’amputazione del proprio pene perché la persistente erezione ha causato un processo di necrosi che, privo di supporto medico, non ha reso possibile alcuna terapia di recupero.

Anche quando l’esito del priapismo non è l’amputazione (che è comunque una soluzione molto rara) possono comunque manifestarsi delle conseguenze fastidiose, tra cui l’impossibilità di ottenere altre erezioni nel futuro.

Le terapie mediche e l’osservazione costante (quando ce ne sia bisogno) possono certamente scongiurare, nella maggiorparte dei casi, qualsiasi conseguenza e anche quando  la situazione si presenta molto grave è comunque possibile applicare delle protesi alla base del pene che possono permettere al soggetto di portare avanti le proprie relazioni anche dal punto di vista sessuale.


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