Piercing ai genitali

Un intimo abbellimento del proprio corpo per uomini e donne

Fino a pochi decenni fa era frequente vedere bambine, ragazze e donne adulte con i classici orecchini ai lobi delle orecchie, mentre gli uomini lasciavano da parte l’idea di forarsi i lobi preferendo altri metodi di abbellimento del proprio corpo. In breve tempo i buchi alle orecchie delle donne sono diventati più di uno, fino a coprire tutto il padiglione auricolare, il naso è stato ornato con piccoli brillantini o con un anello in metallo e anche gli uomini hanno cominciato a seguire l’esempio femminile. Ormai da tempo, piercing alle orecchie, alle sopracciglia o alle labbra sono pratica comune di ragazzi e ragazze, ma c’è chi va oltre nell’ambito degli orpelli corporei; c’è infatti chi si rivolge a un piercer per farsi forare i genitali con barrette o anelli in metallo.

Perché forarsi i genitali?

Le motivazioni per effettuare un piercing ai genitali possono essere diverse; gli psicologi parlano di un semplice abbellimento del proprio corpo, specialmente per quanto riguarda un’area solitamente “trascurata” per quanto riguarda l’aspetto estetico, ma sembra che alcuni, sia tra gli uomini che tra le donne, considerino il piercing ai genitali un’individualizzazione estetica o comunque un atto di trasgressione, considerando che spesso chi si fora i genitali ha già altri piercing sparsi per il corpo, magari anche al capezzolo, un’altra parte delicata che ha bisogno di attenzioni particolari nel momento in cui ci si voglia applicare un anello metallico.

In alcuni casi più che l’aspetto estetico o trasgressivo, la pratica incuriosisce gli interessati perché sembra possa aumentare il piacere sessuale proprio o del partner, sia come conseguenza psicologica (c’è chi li trova estremamente sexy!), sia fisica, visto che alcuni possono stimolare zone specifiche del corpo come il clitoride.

Quali sono i piercing genitali femminili più comuni?

Mentre in antichità alle schiave veniva imposta la castità proprio mediante l’applicazione di barrette o anelli metalli tra le grandi e le piccole labbra, oggi ogni tipo di piercing può avere al contrario una funzione eccitante, specialmente se stimola il clitoride, un’area estremamente innervata da cui scaturisce il piacere sessuale femminile.

Il piercing che fora il clitoride si chiama Clitoris: non tutte le donne possono applicarlo perché è necessaria una particolare forma della vagina ed è tra l’altro quello meno comune per il rischio che nel tempo tenda a desensibilizzare la parte. Decisamente più frequente è l’Hood che fora orizzontalmente o verticalmente il cappuccio del clitoride: la cute qui è meno delicata e la stimolazione del clitoride durante il rapporto è invece piuttosto incisiva. Altri 2 piercing piuttosto frequenti e di facile applicazione sono gli Inner-labia e gliOuter-labia, che consistono nell’inserimento di anelli metallici nelle piccole o nelle grandi labbra.

E per quanto riguarda i genitali maschili?

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Anche in questo caso la storia ci ricorda l’utilizzo antico degli anelli nei genitali: la castità degli ecclesistici che si applicavano un anello e una catena al glande e una certa comodità per il Principe Albert che cercava di tenere il proprio pene di lato, legato con un piccolo anello, quando indossava gli strettissimi pantaloni che andavano allora di moda e che mettevano in mostra gli antiestetici rigonfiamenti maschili.

E proprio il Prince Albert è uno dei piercing più comuni per gli uomini e consiste in un anello o un barbell che attraversa il glande entrando dall’uretra e uscendo accanto al frenulo. L’Ampallang attraversa invece in glande in senso orizzontale e è di applicazione piuttosto difficile per l’attraversamento dei corpi cavernosi; simile a questo ma più semplice è il Dydoe che attraversa il bordo della base del glande. Questa parte del pene viene forata anche con l’Apadravya, che prevede l’inserimento in senso verticale di un barbell. Mediante l’Hafada si fora invece la pelle dei testicoli, è solitamente un piercing semplice, ma data la delicatezza e la vascolarizzazione dell’area potrebbe presentarsi un’emorragia anche importante. La pelle che invece circonda il corpo dell’organo sessuale maschile può essere adornato con semplici anelli in metallo, mediante quello che viene chiamato Foreskin.

Comune a uomini e donne è un altro piercing: il Guiche che prevede l’inserimento di uno o più anelli nella zona del corpo che va dalla fine dell’organo genitale all’ano.

Ferma restando la libertà di ognuno di adornare il proprio corpo come preferisce, il consiglio che sembra comunque opportuno dare è di rivolgersi sempre a specialisti del settore che sappiano dare consigli sul tipo di piercing da scegliere e soprattutto sulla cura che è necessario porre subito dopo l’applicazione per evitare infiammazioni o, peggio, infezioni vere e proprie. È inoltre bene tener presente che attrezzature non ben sterilizzate e luoghi di lavoro poco attenti alla sicurezza possono provocare sanguinamenti, dolori, gonfiori o rossori e, in casi particolarmente sfortunati, causare il contagio di Epatiti, Aids o tetano.

Se poi si vuole praticare sport a livello professionistico è bene scegliere un tipo di piercing facilmente estraibile o rinunciare ad adornare i propri genitali: spesso è infatti vietato indossare bracciali, orologi, catenine, orecchini e quant’altro durante gli allenamenti e le partite e Aaron Eccleston, calciatore australiano e capitano degli Old Hill Wanderers, sa bene che un trauma nelle zone genitali durante una partita può causare la scoperta dell’intimo piercing e la conseguente espulsione con cartellino rosso.


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