Lo stile furry: solo sesso?

Furry, in lingua inglese “peloso”, indica oggi anche in Italia un vero e proprio stile di vita.

Gli appassionati di furry non sono tantissimi, ma abbastanza comunque da far sì che esistano associazioni ed eventi annuali per celebrare quello che in alcuni casi viene considerato esclusivamente perverso, mentre, secondo chi fa parte del gruppo, è soltanto un divertimento, una predisposizione, un modo di essere.

Cosa è la comunità furrista?

Gli appassionati del furry amano tutto ciò che riporta alla loro mente immagini di animali antropomorfizzati. Dai cartoni animati con animali di specie e razze diverse che parlano, si muovono e pensano come persone, ai peluche che rappresentano una via di mezzo tra conigliette e piccole donne, alle favole (come quelle di Esopo) che narrano fatti e vicende vissute da animali parlanti: questo mondo è quello che appassiona e in cui si rifugiano i furristi.

Trattandosi di argomenti totalmente fantastici e privi di realismo, sembra che l’interesse del furrista sia concentrato in un qualcosa di artistico, letterario, sognatore e infantile. Giocare a sentirsi come il proprio animale preferito (così come sembra faccia “Boomer”, un signore della Pennsylvania, che ama comportarsi come un cane, mangiando nella ciotola, abbaiando e giocando con sassi e bastoni) è uno degli aspetti principali del furrista, che se riesce a vivere una vita sociale “regolare”, ha bisogno comunque di uno sfogo nella propria intimità: comportarsi come un gatto, una volpe, un lupo o un roditore, secondo il proprio “istinto animale”.

C’è anche chi ama vestirsi con un abito rappresentativo: sono solitamente costumi ben fatti, interi e molto costosi (più di 1.300 appassionati hanno sfilato durante la parata dell’Anthrocon, il più grande raduno mondiale di furristi che nel 2014 ha contato quasi 6.000 partecipanti). Chi non può permettersi un vero e proprio costume intero, si accontenta di teste, zampe e code capaci di dare l’immagine dell’animale prescelto a costi più modesti.

E il sesso che c’entra?

Anche i furristi hanno ovviamente i loro istinti sessuali e spesso vengono soddisfatti mediante il sesso in costume. Questo, secondo la comunità furrista, non significa che l’unico aspetto della loro passione sia quello sessuale.

Certo è che sulla rete basta una piccola ricerca per trovare pornografia furrista e film a tema furry.

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Certo, ognuno soddisfa i propri desideri come meglio crede, ma c’è chi, nel campo della sessuologia, considera il furry una parafilia (ciò che qualche tempo fa veniva chiamata “perversione”). Non riuscire a distaccarsi dal mondo infantile delle fiabe, dei cartoni animati e dei film di animazione come Bambi, il Re Leone o gli Aristogatti viene in certi casi considerato un problema da gestire e che spesso può indicare un bisogno irrefrenabile di nascondersi nel mondo dell’infanzia, nonostante l’età adulta.

A tutto questo i furristi rispondono risentiti che il sesso è solo uno degli aspetti della propria passione (tra l’altro la tolleranza e l’apertura a nuove esperienze fa sì che si tratti di giochi a cui si abbandona il sesso eterosessuale, omosessuale o bisessuale senza alcun tipo di pregiudizio).

Esiste comunque, secondo gli appassionati del caso, un furrismo non esclusivamente adulto. La passione per i piccoli animaletti parlanti può coinvolgere anche ragazzi giovani e piccoli che, privandola di ogni sfaccettatura sessuale, amano portare avanti la loro passione divertendosi ad interpretare il ruolo del loro personaggio d’animazione preferito.

Parafilia o non parafila…

Come sempre, quando una passione, per quanto coinvolgente, non arreca danni alla propria vita sociale e relazionale, è certamente consentita e accettabile. Il problema (in particolare nell’ambito sessuale) sorge quando si instaurano rapporti di costrizione tra eventuali partner, ma anche quando il desiderio amoroso può essere soddisfatto esclusivamente mediante dei costumi di peluche. In questo modo infatti, può essere difficile vivere il rapporto di coppia serenamente e trovare un/una partner disposto/a ad accettare i giochi particolari dell’altra metà. Quando ci si rende conto che il furrismo influisce in modo troppo determinante nelle scelte importanti della propria vita sociale, lavorativa e relazionale è quindi opportuno chiedere il parere di uno psicologo esperto.

Questo ovviamente non vale per chi ha semplicemente un affetto e una passione artistica per un genere favolistico che coprendo tanti aspetti artistici, dall’illustrazione alla letteratura, ha sempre come protagonisti piccole persone-animaletti di fronte a cui chiunque non potrebbe che provare un certo senso di tenerezza.


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