La sifilide

Il preservativo è l’unica arma per contrastarne il contagio

Sembra una malattia antica, legata a Tolstoj o Casanova, che sembra ne siano stati affetti, ma in realtà è ancora oggi motivo di preoccupazione per gli istituti sanitari in Europa e nei Paesi vicini e  d’oltreoceano.

Vi sono almeno 12 milioni di nuovi contagi all’anno in tutto il mondo e se non viene curata può essere letale, ricoprendo il secondo posto, preceduta solo dall’Aids, nell’elenco delle malattie veneree col più alto tasso di mortalità.

Cos’è la sifilide, come si trasmette e come si sviluppa?

La sifilide è una malattia venerea provocata da un batterio, il Treponema pallidum, facilmente trasmissibile da un soggetto malato a uno sano mediante i rapporti sessuali non protetti di qualsiasi tipo: vaginali, anali, orali o con qualunque contatto tra le mucose infette.

I primi sintomi della malattia prevedono la comparsa di una ferita o di alcune pustole nelle mucose interessate direttamente dal contagio, questa fase (detta primaria) inizia tra i 10 e i 90 giorni dopo l’infezione e dura circa 3-6 settimane. La ferita guarisce da sola, ma il batterio è ancora presente nell’organismo e indirizza la malattia in quella che viene chiamata fase secondaria, caratterizzata da un’eruzione cutanea, rossastra o bruna, che può interessare più parti del corpo; anche in questo caso, l’assenza di una cura porta la malattia a procedere verso il terzo stadio, quello della sifilide latente o avanzata. I sintomi caratteristici della sifilide secondaria come cefalea, febbre, malessere, linfonodi ingrossati, alopecia e mialgia spariscono lasciando il posto ai primi danni a carico del cervello, degli occhi, dei nervi, del fegato o delle ossa. I danni peggiorano costantemente e se non vengono trattati portano inevitabilmente alla morte.

Le 3 fasi della malattia possono presentarsi a distanza anche di molti anni l’una dall’altra e il malato può accusare i primi danni seri relativi alla terza fase anche dopo 10 anni dal contagio e il fatto che molti sintomi spariscano da soli tra una fase e l’altra, illude il malato che si tratti di un disturbo passeggero, mentre invece il batterio rimane nel corpo fin quando non si procede al trattamento medico adeguato.

Come viene diagnosticata la sifilide e come si cura?

Il batterio responsabile della malattia ha una forma decisamente caratteristica ed è facilmente riconoscibile ad un’osservazione attenta dopo il prelievo di sangue o del siero fuoriuscito dalle ulcere del primo stadio. Esistono 2 tipi di test: uno aspecifico, più semplice e meno costoso; in caso questo risulti positivo si richiede la conferma mediante untest Treponema-specifico, più lungo e costoso, ma anche più affidabile.

Effettuata la diagnosi, la cura è abbastanza semplice, se la malattia non è andata troppo avanti, un ciclo ben dosato di antibiotici specifici può debellare il batterio presente nel corpo, ma è bene non illudersi che gli anticorpi generati possano proteggere a lungo. L’immunità elaborata dall’organismo dura qualche tempo, ma è sempre possibile ammalarsi di nuovo.

Pubblicità
loading...

Come contrastare il contagio di sifilide e che fare se si viene contagiati?

C’è un solo modo per evitare il contagio di sifilide: usare il preservativo sin dal principio durante ogni eventuale rapporto occasionale ed evitare ogni contatto diretto tra le mucose che possono essere coinvolte nel rapporto stesso.

La sifilide è una malattia grave e potenzialmente pericolosa; per questo nel caso si manifestino dei sintomi che possono instillare anche un minimo dubbio è opportuno rivolgersi a un medico e sottoporsi ai test. Se poi questi risultassero positivi è doveroso contattare i partner con cui si sono avuti rapporti nei 6 mesi precedenti alla comparsa dei sintomi per permettere loro di controllarsi ed eventualmente di curarsi.

È anche necessario seguire le prescrizioni mediche ed astenersi dall’avere altri rapporti sessuali fin quando il medico curante lo ritenga necessario; c’è infatti da considerare che il batterio può essere trasmesso anche dopo la guarigione ed è necessario tutelare gli eventuali partner evitando il rischio di contagiarli.

L’educazione sessuale per contrastare la trasmissione delle malattie veneree e preservare lo stato di salute proprio e degli altri, è fondamentale; basti pensare, a titolo di esempio, che chi è ammalato di sifilide ha una probabilità da 2 a 5 volte superiore di contrarre il virus dell’Hiv rispetto a chi non ne è affetto, aggravando irreversibilmente la propria condizione; purtroppo infatti non tutte le malattie sessualmente trasmissibili si possono curare con un semplice ciclo di antibiotici.


Articoli che potrebbero interessarti

Tags: , ,

Non ci sono commenti.

Lascia un Commento