Il cosplay: cos’è e come rientra nel gioco del sesso?

Mettersi un costume e interpretare un personaggio non è più solo un divertimento relegato al periodo del Carnevale, oggi il cosplay è un vero e proprio hobby che coinvolge giovani ragazzi e ragazze in qualsiasi periodo dell’anno.

Il fenomeno nasce in Giappone in tempi non recentissimi, negli anni ’70-’80, ma comincia a diffondersi attorno al 1995 quando un gruppo di ragazzi giapponesi ha deciso di muoversi a Tokyo con indosso il costume dei personaggi della loro serie preferita. Da quel momento il “gioco” si è diffuso talmente tanto da arrivare anche in Europa e schiere di fan di anime e cartoni o serie televisive giapponesi hanno iniziato a vestirsi come i loro personaggi preferiti in qualsiasi periodo dell’anno, specialmente in occasione di festival e convegni dedicati all’arte del fumetto e del manga.

Solitamente gli abiti vengono copiati minuziosamente o parodizzati simpaticamente da quelli del personaggio che si vuole imitare e i più appassionati imparano a riprodurre espressioni e gesti caratteristici del personaggio originale.

Esistono dei festival in cui il costume migliore viene premiato e in questo caso coloro che partecipano recitano interi brani delle serie preferite e chi offre la performance migliore vince il primo premio in bando.

Le donne del cosplay

Chi conosce gli anime giapponesi ha ben chiaro il tipo di vestiario che caratterizza collegiali con gonne ai minimi termini e lunghe gambe scoperte, o guerriere con aderenti tute colorate che nulla lasciano all’immaginazione sulle forme del corpo.

Proprio per questo spesso bellissime ragazze dedite al cosplay risultano particolarmente sexy e Giorgia Vecchini, la più famosa cosplayer italiana ne è un lampante esempio.

Corpi magri, ma formosi, seno abbondante e lunghissime gambe tornite sono le caratteristiche dei personaggi femminili più famosi ed è scontato dire che per quanto qualcuno dalle idee più tradizionaliste possa sorridere dell’abitudine di donne adulte di travestirsi e mettersi in mostra nell’ambito di un mondo che viene considerato adolescenziale, nessuno potrà non provare attrazione, più o meno accentuata, per loro.

C’è anche chi è stato criticato per l’eccessiva provocatorietà dei propri costumi; è il caso di Jessica Nigri, cosplayer americana che tende a rendere ogni personaggio molto più sensuale di quanto non sia.

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Qual è il ruolo del cosplayer nell’ambito del sesso?

Interpretare un ruolo nelle relazioni sessuali è un gioco che piace a molti; famosi sono i giochi in cui l’uomo e la donna diventano il capo e la segretaria, il medico e l’infermiera o l’arrestato e la poliziotta, ma chi è appassionato di anime non può non trovare eccitante il sesso in costume.

Nel 2012 è anche uscito nelle sale cinematorgafiche giapponesi un film tratto da un libro, Fugainai Boku wa Sora wo Mita, che tratta di una casalinga che per fuggire dai tormenti della propria vita inizia una storia d’amore con un liceale a cui propone una relazione in costume. Il film non lascia nulla all’immaginazione ed è stato vietato ai minori di 18 anni, e chissà se è stato proprio questo l’inizio della moda, sembra dilagante, del sesso in cosplay?

Oggi non sono soltanto i personaggi della fantasia giapponese ad essere imitati da sfegatati fan, ma anche serie televisive occidentali hanno collezionato una certo numero di seguaci che cercano di somigliare il più possibile ai personaggi di Harry Potter, della saga di Star Wars o di Game of Thrones.

Certo non c’è nulla di male a sentirsi eccitati di fronte a Lamù o Sailor Moon o, per quanto riguarda le ragazze, di fronte a Goldrake o Jeeg Robot: il gioco dei ruoli è sempre esistito nei rapporti sessuali e a volte può essere reso eccessivo, ma comunque accettabile, l’importante è che il tutto venga visto come un divertimento e che non diventi essenziale una parrucca di capelli rosa o verdi per sentirsi eccitati di fronte a una donna o a un uomo disposti ad avere una relazione.


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