Poliamore: amare molti partner si può? (parte 2)

Nella prima parte dell’articolo dedicato al Poliamore, disponibile qui, abbiamo parlato delle varie religioni che accettano questa pratica sentimentale e sessuale.
Fra esse va annoverata la neoreligione Kerista, fondata a New York nel 1956, fece un passo oltre: si iniziò ad ipotizzare l’idea di una polifedeltà; era quindi considerato lecito essere fedeli ai partner, che però erano quasi sempre più di uno solo. In questo caso è evidente che la relazione fra i partner non era solo fisica ma anche emotiva: si stava insieme solo alle persone a cui si voleva bene e non le si “tradiva” mai al di fuori di quel cerchio ristretto formato da 3 o 4 partner.
Ma come hanno reagito le religioni tradizionali a questa nuova e trasgressiva prospettiva socio-sessuale? Sicuramente non l’hanno considerata una moda passeggera né un progetto destinato a poche persone bizzarre. La preoccupazione nei confronti del poliamore è tale che proprio qualche mese fa, nell’Agosto del 2017, il consiglio chiamato “Council on Biblical Manhood and Womanhood” ha rilasciato un documento noto come “Nashville statement”, dal nome della città, Nashville, in cui è stato elaborato. La dichiarazione è stata firmata da ben 150 leader religiosi e fra i suoi 14 punti ne compare uno dedicato espressamente alla negazione del poliamore: “Noi neghiamo che Dio abbia progettato il matrimonio per ssere una relazione omosessuale, poligama o poliamorosa“.
Sebbene le chiese cristiane si siano sempre opposte alla poligamia e all’omosessualità è notevole che adesso abbiano ritenuto necessario opporsi al poliamore, segno che anche le religioni tradizionali riconocono tale pratica come qualcosa di diverso dalla classica promiscuità sessuale. Nel poliamore la parola “amore” ha davvero un significato importante e permette di creare relazioni stabili, in alcuni casi capaci di produrre una prole da accudire, appunto, in comune.

Cos’è il poliamore

Alcune persone tendono a confondere il poliamore con la poligamia ma si tratta di due concetti diametralmente opposti: la poligamia è semplicemente la possibilità per un uomo di sposare più donne, creando così un inevitabile rapporto gerarchico fra il partner maschile (superiore) e le partner femminili (inferiori). Nel poliamore il rapporto può essere fra una donna e due uomini oppure fra due donne e due uomini, creando così delle interazioni di tipi diversi, il cui denominatore comune è sempre il rispetto e l’uguaglianza fra i partner.
Per quanto concerne il sesso, il poliamore non è assolutamente un modo per praticare sesso di gruppo quanto piuttosto di interagire sentimentalmente con una comunità di 3 o più persone. Certo, la sessualità fa quasi sempre parte integrante di questo rapporto ma non è l’elemento fondante della relazione né l’obiettivo ultimo.
Il vero obiettivo del poliamore è creare una sorta di affetto collettivo fra persone che riescono a vivere in armonia ed amore.

Le difficoltà del poliamore

Ovviamente ogni medaglia ha il suo rovescio: sebbene il poliamore possa apparire molto affascinante, stimolante e, perché no, eccitante e trasgressivo, ci sono molte difficoltà che non vanno sottovalutate:

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  • Gelosia: la gelosia è una caratteristica tipica della maggior parte delle coppie. In teoria essa dovrebbe essere esclusa da ogni relazione poliamorosa; tuttavia è probabile che uno dei due partner possa a volte sentirsi escluso, per esempio se è fuori città per lavoro e gli altri due o tre partner continuano a vivere (e a fare sesso) fra loro anche senza di lui. In sostanza, in un rapporto poliamoroso la persona che è lontana dal gruppo sente molto di più la sofferenza rispetto al resto del gruppo, che rimane coeso e può continuare ad amarsi e praticare sesso anche se manca uno dei partner.
  • Mancanza di armonia: a volte l’armonia amorosa o sessuale è difficile a trovarsi fra due partner, figurarsi fra 3 o 4 alla volta! Il rischio è che alcuni partner finiscano con non l’andare più d’accordo fra loro, mettendo inevitabilmente in difficoltà il resto del gruppo.
  • Mancanza di equilibrio nella relazione: così come nelle relazioni a due, il rapporto amoroso è spesso sbilanciato a favore di uno dei partner (di solito quello che “ama di meno” e che perciò è meno dipendente dall’altro). Nel caso del poliamore può avvenire che due partner rappresentino il nucleo “forte” del rapporto, mentre gli altri partner (1, 2 o 3 che siano) ne rappresentino solo una propaggine, che potrebbe comunque essere esclusa in qualsiasi momento. Questo squilibrio impedisce alla relazione poliamorosa di diventare stabile e duratura.
  • Difficoltà di comunicazione: vi è mai capitato di non capirvi con il vostro compagno o  la vostra compagna? Di avere dei problemi di comunicazioni con il partner? Se ciò è possibile in un rapporto a 2, figuratevi in un rapporto a 4! Nel caso di difficoltà di comunicazione fra partner in un rapporto poliamoroso sarà quasi indispensabile rivolgersi ad un terapeuta; tuttavia non potrà essere un terapeuta di coppia bensì un terapeuta di… gruppo! Ma esistono già figure simili nel panorama degli specialisti di psicoanalisi?

Il poliamore in Italia

Se siete sinceramente interessati a questo argomento sappiate che anche in Italia esiste una comunità poliamore, nel cui sito troverete numerose informazioni ed approfondimenti. Come abbiamo cercato di spiegare, il poliamore non è una pratica legata al sesso di gruppo bensì una vera e propria esigenza dell’anima di chi sente di poter amare due persone nello stesso momento.
Se pensate di poter fare parte di questa comunità il primo passo da intraprendere è probabilmente quello di contattare coloro che praticano già il poliamore, per scoprire se davvero questa pratica può essere adatta anche a voi.


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