Le zecche: vettori di malattie anche importanti, ma difficilmente letali

Chiunque abbia un cane, viva vicino ad un pascolo o ami l’escursionismo, sa cosa sono le zecche.

Si tratta di piccoli animaletti della stessa famiglia dei ragni e degli scorpioni (aracnidi), che si nutrono del sangue di alcuni animali, ma che possono trasferirsi anche sull’uomo mordendolo e rimanendo attaccati anche per qualche giorno. Spesso infatti le zecche sono così piccole che individuarle è piuttosto difficile, specialmente se si nascondono dietro le orecchie, tra i capelli o in zone un po’ nascoste del corpo.

Quanti tipi di zecche esistono?

Esistono principalmente 2 tipi di zecche: le molli (Argasidae) e le dure (Ixodidae); entrambe si nutrono si sangue per poter completare il proprio sviluppo che si articola nelle 3 fasi di larva, ninfa e adulto. Solitamente rimangono in letargo per tutto l’inverno, fino a quando con i primi caldi di maggio si risvegliano affamate del sangue di cani, pecore o animali selvatici come cervi, daini ed altri presenti nel nostro ecosistema.

Alcune zecche necessitano di poche ore per assumere la quantità di sangue necessaria, altre devono invece rimanere attaccate all’ospite per qualche giorno. In ogni caso, se vengono disturbate possono tranquillamente staccarsi da un corpo e passare ad un altro senza rischi per la propria salute. Il rischio invece è per l’animale (o l’uomo) ospite che, se viene morso da una zecca infetta, può contrarre alcune malattie anche piuttosto gravi.

Contrariamente a quanto molti pensano, le zecche non saltano, quindi per potersi “attaccare” a un corpo è necessario che vi sia un contatto diretto con un animale infestato o con gli arbusti o le piante dove le zecche si posizionano in attesa che passi qualcuno da mordere.

Quali sono le malattie che si possono contrarre dopo un morso di zecca?

Se la zecca è sana il suo morso non crea alcun problema se non il fastidio di avere un parassita attaccato alla pelle; se invece la zecca prima dell’uomo ha morso o è stata in contatto con un animale infetto, possono svilupparsi nel breve termine delle malattie che sarebbe meglio scongiurare.

In Italia, le malattie più frequentemente trasmesse dalle zecche non sono tantissime.

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Le ricketziosi sono delle infezioni batteriche trasmesse dalle zecche dure; tra queste la più diffusa nel Mediterraneo è la febbre bottonosa, che provoca sintomi simili a quelli di un’influenza e un esantema maculo papuloso. Solitamente è una malattia facilmente curabile con degli antibiotici e solo nei casi particolarmente gravi può risultare letale (nel 3% delle evenienze). Anche la ehrlichiosi fa parte delle ricketsiosi e se è fastidiosa per i bambini può essere anche molto grave (ma quasi mai mortale) per gli adulti e gli anziani. La Borrelliosi di Lyme è anch’essa provocata da un batterio e colpisce articolazioni e apparato neuro-musclare; non è solitamente fatale, ma col passare del tempo può cronicizzarsi in vere e proprie artriti.

La Borrelliosi ricorrente (o febbre ricorrente da zecche) ha un bassissimo tasso di mortalità in Italia e nelle zone a clima temperato, mentre in Africa o Medio Oriente i casi letali possono arrivare al 10-15%. La tularemia può manifestarsi nelle forme cutanea o ulcero-ghiandolare, ghiandolare, oculo-ghiandolare, gastrointestinale, polmonare, setticemica o tifoidea e, solo nei casi in cui la patologia si presenti in forma polmonare o tifoidea e non venga trattata in modo adeguato, il tasso di mortalità può arrivare al 30%. Infine, la meningoencefalite da zecca è una problematica infezione causata da un virus, a volte è asintomatica mentre in altri casi si manifestano sintomi simil influenzali; nei casi più difficili, terminata questa prima fase della malattia, ne segue un’altra che mostra disturbi al SNC con un tasso di mortalità del 1%.

Cosa fare in caso di morso di zecca?

In generale infezioni trattate farmacologicamente in modo adeguato non costituiscono alcun problema per la vita del soggetto morso, ma per precauzione i medici tendono spesso a consigliare l’assunzione di un antibiotico nel caso di morso, così da evitare eventuali infezioni.

La prevenzione è comunque importante, per questo si consiglia sempre di vestirsi con maniche lunghe e pantaloni lunghi in caso di escursioni in percorsi molto erbosi (specialmente nei mesi da maggio a ottobre) e di controllare sempre il proprio cane, specialmente se a pelo lungo, dopo le consuete passeggiate quotidiane.

Nel caso si trovi una zecca attaccata al proprio corpo o a quello di un familiare, è opportuno rimuoverla con delle pinzette strette alla base della piccola bestia, una trazione e una contemporanea rotazione antioraria. Sarebbe meglio evitare che la testa rimanga attaccata, perché potrebbe incistirsi, anche se solitamente questo non provoca danni pericolosi; è invece importante non utilizzare olio o aceto per rimuovere l’animale in quanto questo potrebbe causare un rigurgito con riversamento di eventuali agenti patogeni direttamente nel sangue.


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