Violenza sessuale: come superare un trauma psico-fisico

Tante le campagne sociali e le pubblicità progresso per instillare nella mente degli uomini che la violenza sessuale è un reato contro la persona grave e inaccettabile. Eppure le violenze continuano ai danni di ragazze più o meno giovani, di amiche, fidanzate o sconosciute ognuna delle quali si trova poi a dover gestire un periodo della propria vita difficile ed estremamente stressante, in particolar modo se non c’è alcuna struttura sociale in grado di sostenere psicologicamente la vittima.

Perché la violenza?

Molti uomini sono convinti di avere il diritto di mostrare la propria mascolinità, il proprio potere e la propria autorità con la forza fisica. Ma dietro la violenza prettamente corporea, che vuole evidenziare una naturale debolezza fisica del sesso femminile rispetto al maschile (se l’uomo vuole qualcosa, la donna non può negargliela), vi è una violenza psicologica, tesa a umiliare la donna, colpevolizzarla e privarla della capacità di reagire.

Non sono sempre degli estranei a perpetrare questo tipo di violenza sulle donne, anzi sono spesso persone conosciute: amici, partner, vicini di casa o ex fidanzati, persone sicure di poter pretendere qualcosa dalla vittima della violenza e che approfittano della possibilità di entrare facilmente in contatto con lei per poter dare libero sfogo alla propria aggressività.

Spesso i consigli che vengono dati affinché si limiti il rischio di subire una violenza riguardano il modo di vestire o i locali da frequentare; sicuramente evitare di muoversi da sole in strade buie e in orari notturni limita la possibilità di incontrare dei malintenzionati (almeno quando si tratta di estranei), avere a portata di mano uno spray per la difesa personale può rendere più sicura qualsiasi donna ed evitare di indossare tacchi alti (scomodi in caso di fuga), sciarpe, che possano facilitare la presa di chi insegue, o abiti provocanti, che possano attirare l’attenzione, sono consigli utili e fondati, ma è bene tenere sempre presente che non esiste giustificazione per un’azione tanto spregevole come lo stupro, qualsiasi sia il vestito indossato o l’orario di rientro a casa, per cui se è consigliabile prendere delle precauzioni è anche fondamentale non sentirsi mai responsabili di ciò che è successo.

Cosa fare in caso si subisca una violenza?

Se si è reduci da un’esperienza tanto brutale come lo stupro è necessario innanzitutto riuscire a mantenere il più possibile la calma necessaria per chiamare un qualsiasi numero di soccorso (118, 112, 113 o il 1522) o recarsi anche da sole, se si è in grado di farlo, al più vicino Pronto Soccorso per sottoporsi a una visita.

Sarebbe sempre opportuno sottoporsi a dei controlli il prima possibile così da poter permettere ai medici di analizzare eventuali lesioni, prescrivere analisi di controllo, effettuare nel caso sia necessario un test di gravidanza e recuperare liquidi e muchi che potendo appartenere all’aggressore permetterebbero, in caso di denuncia, un suo riconoscimento inequivocabile.

Se ci si sente troppo scioccate per poter parlare subito di ciò che è successo con le autorità o i medici, è bene sapere che ci sono 6 mesi di tempo per denunciare una violenza sessuale, ma più passa il tempo più diventa difficile il riconoscimento dell’aggressore (nel caso non sia un conoscente) e la sua condanna.

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Per poter superare il trauma è anche consigliabile rivolgersi a uno psicologo specializzato che fornisca i mezzi per riacquisire fiducia in se stesse e negli altri e cercare di tornare il prima possibile alla propria quotidianità.

Vendere cara la pelle!

Il dato di fatto è che se un uomo decide di violentare una donna, difficilmente non riuscirà a farlo; questo però non deve impedire a una ragazza di tentare il possibile per difendersi anche a costo di ferire il proprio aggressore; qualsiasi oggetto può infatti diventare un arma di difesa, che sia dentro la borsa o da qualche parte attorno al luogo dell’aggressione. Anche urlare può servire a richiamare l’attenzione degli altri che presumibilmente dovrebbero accorrere ad aiutare una persona in pericolo; ma in ogni caso non risparmiarsi mai quando si tratta di difendersi da un violentatore.

Ciò che è importante tenere presente è che non si dovrebbe mai desistere e mai rassegnarsi all’aggressività altrui: continuare a difendersi fino a che è possibile farlo potrebbe rendere il gioco più faticoso che piacevole per lo stupratore.

Ma se comunque la violenza dovesse avere luogo, allora è fondamentale non colpevolizzarsi, non sentirsi responsabili e non vergognarsi di nulla: denunciare immediatamente l’accaduto rende invece giustizia a se stesse e a tutte le altre potenziali vittime dello stesso ignobile, vile, indegno delinquente.

 


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