Vertigini: la difficoltà non è solo nelle scale

Stanchezza, stress e situazioni particolari possono provocare quelle che vengono chiamate comunemente vertigini: dei giramenti di testa improvvisi, simili a quelli provati da chi non riesce a salire su una scala o ad affacciarsi a un balcone del 5° piano.

Le vertigini possono essere soggettive, se si ha la sensazione di girare in tondo nello spazio fermo, o oggettive, se invece l’impressione è che sia il mondo attorno a girare senza sosta.

Ma perché vengono le vertigini?

Come si presentano le vertigini?

Il problema delle vertigini è solitamente di breve durata, qualche secondo di instabilità e poi tutto torna come prima, basta sedersi o sdraiarsi un attimo e rilassarsi, ma esistono casi, in cui la vertigine è il sintomo di malattie più serie, che fanno sì che il disturbo perduri per delle ore o anche per dei giorni.

È scontato dire che passare delle ore con la sensazione distorta del mondo che ci circonda può essere davvero estenuante e può provocare anche brividi, nausea o addirittura vomito, nei casi più importanti.

La vertigine è comunque un sintomo e non una malattia di per sé, è quindi fondamentale, quando il problema si presenta frequentemente, rivolgersi a un medico per poterne capire la causa scatenante.

Quali possono essere le cause delle vertigini?

Le vertigini possono avere origini diverse, ma più comunemente il danno risiede nell’orecchio interno (vertigini di tipo otologico) sede del nostro senso di equilibrio. Problemi circolatori del sangue (come spasmi dei vasi sanguigni o l’indurimento dei piccoli vasi dovuto all’età o ad altre patologie)  o del liquido interno alle orecchie (come nel caso della malattia di Ménière) o anche pressioni esterne su alcune strutture particolari, possono infatti rendere difficile il lavoro del vestibolo e dei canali circolari, strutture deputate all’equilibrio umano. (Possono in alcuni casi anche formarsi dei piccoli calcoli nell’orecchio interno, con conseguente sviluppo di labirintolitiasi).

La vertigine viene invece definita centrale quando il problema risiede nel cervello; disfunzioni metaboliche o circolatorie, traumi o tumori possono inficiare la buona funzionalità di quella parte del cervello deputata a interpretare i segnali inviati dai nervi trasportatori degli impulsi sull’equilibrio. In questo caso le orecchie possono sembrare piene, come quando ci va l’acqua del mare o della piscina.

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Tensioni muscolari eccessive nell’area del collo possono provocare vertigini cervicali. In quest’area infatti i muscoli inviano continuamente al cervello impulsi relativi al senso di equilibrio e spasmi e pressioni eccessive possono causare l’invio di segnali errati.

Anche dei disturbi visivi possono provocare le vertigini. Gli impulsi inviati dal nervo ottico al cervello sono troppo frequenti o comunque errati e la traduzione cerebrale diventa difficile o impossibile.

Diagnosticare la causa delle vertigini

È sempre opportuno rivolgersi a un medico quando qualcosa non va nella percezione dello spazio che si ha intorno, ma è anche bene non preoccuparsi troppo; per quanto infatti siano possibili cause gravi, nella stragrande maggioranza dei casi il problema si risolve con poco.

I casi più frequenti prevedono infiammazioni all’orecchio, curabili con la giusta terapia farmacologica, o tensioni muscolari del collo, che con un po’ di massaggi e fisioterapia possono essere eliminati.

I casi più gravi devono essere presi in considerazione più attentamente, con analisi specifiche che valutino lo stato circolatorio del paziente e, quando necessario, delle TAC o risonanze magnetiche in grado di mettere in evidenza eventuali formazioni tumorali.

È bene inoltre non sottovalutare le cause psicologiche. Quando i controlli sulla funzionalità del proprio corpo hanno avuto tutti esiti positivi è opportuno tenere conto del fatto che stress eccessivo, ansia e tendenza alle somatizzazioni possono provocare frequenti vertigini e in questo caso è probabile che un periodo di vacanza o le ferie dal lavoro possano risolvere il problema in brevissimo tempo.


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