Vaccino sì o vaccino no?

La questione dei vaccini è dibattuta ormai da decenni: si sono ormai create 2 fazioni nette e distinte che vedono da una parte gli strenui difensori del vaccino come unico mezzo per difendere bambini e adulti da alcune malattie, mentre dall’altra lottano invece gli oppositori secondo cui qualsiasi vaccino può essere causa di malattie, ritardi mentali o morti premature.

Perché avere paura del vaccino?

Il funzionamento del vaccino consiste, semplicisticamente parlando, nell’iniettare in un organismo sano un agente patogeno inattivato tale da non originare la malattia, ma da consentire all’individuo di elaborare gli anticorpi necessari a combatterla, così che nel momento in cui avviene il contatto diretto con il virus questo possa essere battuto dagli anticorpi ormai presenti nell’organismo vaccinato.

Se tutto è così semplice perché c’è il timore che i vaccini possano fare più male che bene? Innanzitutto è probabilmente il ricordo di un episodio avvenuto qualche decennio fa relativamente ai vaccini e a delle morti conseguenti ad essi. In particolare il vaccino contro la poliomielite, realizzato utilizzando cellule di scimmia attorno agli anni 50-60, venne iniettato ad una grande quantità di americani, ma poco dopo si scoprì che un virus delle scimmie (chiamato SV40) da cui era stato tratto il vaccino era stato iniettato alle persone insieme a tutto al resto e la conseguenza è stata un forte aumento di alcuni tumori, in particolare mesoteliomi pleurici, tumori cerebrali, osteosarcomi e linfomi nei soggetti vaccinati. Questo vaccino ideato da Jonas Salk fu ritirato e sostituito con uno estratto da cellule sane. La poca efficacia del vaccino di Salk (specialmente in presenza dei focolai presenti in quegli anni) fece sì che in Italia venisse sostituito con quello di Albert Sabin che funzionava meglio del precedente, ma purtroppo è stato accertato da più ricerche scientifiche che in alcuni casi poteva provocare danni neurologici a volte letali (meno di 1 caso su 100.000), in particolare si tratta di encefaliti aspecifiche con conseguenti lesioni neurologiche e psichiatriche permanenti (1 caso su 10.000). In seguito anche questo vaccino fu ritirato e sostituito nuovamente con il Salk che, seppur meno aggressivo con la malattia, è comunque adeguato al rischio odierno di contagio.

Cosa dice la legge in Italia?

Dal 1991 i vaccini obbligatori in Italia per i bambini sotto i 12 mesi di età sono 3, aumentati a 4 dal 2001difterite, tetano, poliomielite ed epatite B, eppure si sente sempre parlare di vaccino ESA-valente; in commercio infatti si trovano vaccini che oltre a proteggere contro queste 4 malattie, liberano il soggetto anche dal rischio di pertosse ed emofilo B (e in più sono raccomandate le vaccinazioni contro rosolia, morbillo, varicella e papillomavirus). Molti genitori dubitano della buona fede farmaceutica perché è oggi praticamente impossibile trovare iniettabili solo i vaccini obbligatori e per sottostare alle leggi diventa una costrizione quella di  sottoporre i propri figli a tutti e 6 i vaccini dell’esavalente insieme, spesso senza che nessuno, tra medici e pediatri, dica quali sono effettivamente i vaccini facoltativi.

Anche i medici sono divisi tra chi sostiene fortemente le vaccinazioni e chi invece tratta l’argomento con più cautela; ad esempio Umberto Veronesi è totalmente a favore dell’esavalente e dei vaccini raccomandati considerati l’unica arma per evitare nuove epidemie e focolai di contagio di malattie potenzialmente gravi, mentre alcuni medici delle ASL di Modena hanno esposto alcuni loro dubbi mediante un’intervista concessa al programma televisivo Report.

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Il problema del vaccino secondo loro, non è nella metodologia scientifica in sé che invece ha dei fondamenti condivisi da tutti, ma nella produzione in laboratorio di questi farmaci (è infatti opportuno ricordare che il vaccino è comunque un farmaco e può quindi provocare degli effetti collaterali). In molti vaccini infatti, compreso quello antinfluenzale che ogni anno viene iniettato a milioni di persone, è presente un conservante a base di mercurio; che il mercurio sia tossico è ormai noto da tempo e il dibattito a questo punto si sposta sulle quantità della sostanza che vengono iniettate con ogni dose di vaccino.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto dei limiti alla presenza di mercurio nelle singole dosi di vaccino, ma sembra che in Italia questi limiti non siano rispettati e secondo alcuni medici l’accumulo del metallo in un infante che per 2 o più volte nell’arco di pochi mesi subisce l’iniezione di più farmaci assieme, almeno i 6 per l’esavalente più i 3 per il trivalente, può essere dannoso a volte anche a livelli gravi se il bambino è particolarmente sensibile.

Quando si tratta della salute dei propri figli è difficile fare una scelta a cuor leggero e in questo caso convivono la paura dei contagi di malattie potenzialmente pericolose e il timore che qualcosa possa andare storto durante la vaccinazione.

In questi casi in cui la scienza si divide, cosa può fare un genitore? Come può districarsi tra le varie informazioni? L’istinto cosa vi suggerisce?


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