Usare la mascherina in metropolitana: quanto è utile?

Le mascherine chirurgiche sono fondamentali quando un medico opera un paziente e in tutti i casi in cui è necessario che un ambiente rimanga pressoché sterile. Ultimamente è però frequente vedere in giro per la città e nelle metropolitane, molte persone indossare la mascherina per proteggersi da eventuali contagi e da particelle inquinanti.

Ma questo sistema funziona davvero?

Come funzionano le mascherine?

Nella maggior parte dei casi coloro che indossano le mascherine in città usano delle semplici protezioni, per naso e bocca, di materiale particolare, simili a quelle che usano i dottori delle serie televisive, con gli elastici che si agganciano dietro le orecchie o i nastri che legano sulla nuca. Queste mascherine offrono una protezione veramente limitata e difficilmente possono proteggere il soggetto dal contagio di influenze, quando si è in metropolitana, o dalle particelle inquinanti, quando si cammina in mezzo al traffico. Esistono certo mascherine che hanno una capacità di protezione del 78%, del 92% e del 98%, ma hanno un costo piuttosto elevato e dovrebbero essere utilizzate da coloro che lavorano con materiali tossici, più che da chi ha paura di prendere l’influenza.

Sicuramente ci sono alcuni casi in cui è opportuno vestire una mascherina protettiva; si tratta delle situazioni in cui si è malati, ma si deve comunque uscire o si ospiti a casa una persona affetta da patologie particolari.

Quali sono i benefici della mascherina in metropolitana?

L’aria della metropolitana, per quanto filtrata dalle apposite ventole, è solitamente ricca di agenti inquinanti o patogeni a causa prevalentemente del gran numero di persone che quotidianamente la utilizzano per recarsi a lavoro o spostarsi dentro le città. Uno studio del 2008-2009 del SIMG (Socetà Italiana di Medicina Generale) evidenzia quanto la concentrazione delle polveri sottili, sulle banchine ancor più che nei vagoni, sia preoccupantemente maggiore dei limite di 50 microgrammi per metro cubo imposto dall’Oms, sia nella metropolitana di Milano che in quella di Roma. Inoltre la grande concentrazione di persone è una inevitabile causa di presenza di agenti patogeni influenzali nell’aria.

Per contro una ricerca dell’Annual UK FluSurvey ha evidenziato quanto la percentuale degli influenzati che prendono quotidianamente i mezzi sia pressoché la stessa di coloro che si sono ammalati andando a lavoro senza mai salire su bus e metropolitane.

A maggior ragione, la mascherina può davvero proteggere dall’influenza?

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Come difendersi dall’influenza?

In casi particolari la mascherina può sempre essere un valido aiuto, specialmente se il soggetto è particolarmente debilitato e quindi a rischio di contagio. Nella maggior parte dei casi però il modo migliore per sfuggire ai malanni stagionali è mantenere uno stato di salute forte e un sistema immunitario attivo. Il nostro corpo sa riconoscere, quando non è debilitato, gli agenti patogeni e può isolarli prima che abbiano il tempo di procurare disturbi fastidiosi (in particolare all’apparato respiratorio o gastrointestinale).

In realtà quando si è sani non basta stare vicini a una persona influenzata per tornare a casa col mal di gola o il mal di stomaco; è invece molto facile ammalarsi quando le difese immunitarie sono basse a causa di un periodo di stress o di carenze alimentari.

Per rafforzare il proprio sistema immunitario è necessario mangiare molta frutta, in particolare quella ricca di vitamina C come le arance, soprattutto nei periodi invernali quando gli agenti patogeni sono in agguato. Se si sta vivendo un periodo particolarmente stressante è possibile respingere i malanni con l’aiuto di qualche integratore erboristico, come la rosa canina, il ribes nero o l’echinacea, che proteggono la gola e alzano le difese.

Ovviamente anche l’inquinamento contribuisce a rendere le difese dell’organismo meno reattive, quindi passare del tempo, quando possibile, lontano dalle città non può che far bene anche per prevenire l’influenza.


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