Unghie incarnite: dolorose e antiestetiche

L’onicocriptosi, volgarmente chiamata unghia incarnita, è uno dei disturbi più frequenti tra quelli che colpiscono le unghie, in particolare quella dell’alluce (ma non sono escluse le unghie delle mani) e che conseguentemente impediscono per motivi estetici o funzionali di vestire bellissimi sandali col tacco alto o scarpe chiuse con un’elegante punta stretta.

Cos’è l’onicocriptosi e a cosa è dovuta?

Le unghie crescono naturalmente in uno spazio ben definito circondato dalla carne della punta delle dita; normalmente questa crescita non causa alcun dolore e nessun fastidio, ma per cause diverse (genetiche o traumatiche) è possibile che l’unghia si ripieghi su se stessa incidendo la carne al proprio lato e crescendo dentro di essa, procurando così dolore, infiammazione e a volte delle infezioni caratterizzate dalla presenza di pus bianco o giallo e forte gonfiore.

Le cause principali che conducono all’onicocriptosi sono le scarpe strette (per questo l’alluce è il dito più spesso vittima del problema) che possono modificare l’andatura di crescita dell’unghia e lo stesso vale per i lavori o gli sport che insistono sempre sull’unghia del piede (come il calcio). Anche il modo di tagliare l’unghia può influire in maniera decisiva; le unghie dovrebbero infatti essere tagliate dritte, senza seguire alcuna curvatura (e in questo periodo la moda ci viene incontro con l’estetica delle unghie quadrate) e soprattutto è sbagliato tagliarle troppo corte: in questo modo infatti la carne tende a posizionarsi davanti all’unghia recisa che nel momento della ricrescita può spingerla in avanti rischiando di inciderla dolorosamente. Esistono poi delle motivazioni morfologiche per cui l’unghia può tendere ad incarnirsi, come delle deformità del piede o delle dita, ma anche posture o andature sbagliateonicomicosi insistente e cattiva igiene dei piedi, che nei soggetti a rischio può provocare un’eccessiva fragilità della pelle e quindi una più facile tendenza all’incisione da parte dell’unghia.

Come si previene l’unghia incarnita?

Ai primi accenni di dolore al lato dell’alluce o quando si è comunque soggetti a rischio, è bene prendere delle precauzioni per evitare un vero e proprio incarnimento. Innanzitutto è opportuno tenere pulito e idratato l’ambiente con lavaggi frequenti e creme emollienti, se poi l’unghia comincia a ripiegarsi è possibile ungersi la parte con dell’olio di oliva o porre sotto l’unghia piccoli batuffoli di cotone che la spingano verso l’alto, lontano dalla direzione della carne viva. Inoltre è consigliabile indossare scarpe comode o , nel caso di sollecitazioni continue, scarpe rinforzate sulla punta che proteggano l’alluce. Anche calze e collant troppo stretti possono essere deleteri perché, come le scarpe, incidono sull’andamento di crescita dell’unghia.

La prevenzione prevede anche pediluvi un paio di volte al giorno nei periodi di rischio, con acqua calda e sale, aceto o bicarbonato (che nei casi di principio di infezione brucia molto meno mantenendo l’effetto antisettico del sale) e impacchi con le mucillagini provenienti dalla bollitura della malva o dei semi di lino.

E se nonostante tutto l’unghia si incarnisce lo stesso?

Pubblicità
loading...

Se il problema va oltre le proprie possibilità di cura, è opportuno rivolgersi a un medico che innanzitutto valuta la presenza o meno dell’infezione e poi decide come affrontare il disturbo.

In alcuni casi è necessario incidere la parte gonfia del dito per permettere l’uscita del pus, in questo modo il dolore, che spesso è tanto forte da impedire anche lo sfioramento della parte, dovrebbe diminuire e una pulizia accurata e una crema antibiotica dovrebbero impedire ulteriori infezioni; in alcuni casi però è inevitabile unvero e proprio intervento chirurgico in anestesia locale, che prevede l’eliminazione della parte laterale dell’unghia e la pulizia mediante eliminazione di ogni traccia batterica di tutta l’area; in seguito la somministrazione di una particolare sostanza impedirà la futura ricrescita dell’unghia nella zona a rischio.

Esiste anche un nuovo metodo di operare l’onicocriptosi e si avvale di una molla in metallo che agganciata ai due lati dell’unghia, quello sano e quello infetto, può essere tirata per alzare la parte ripiegata su se stessa e indurne la crescita all’esterno della pelle. Questa tecnica, detta ortonixia, è leggermente più costosa della tradizionale operazione, ma la limitazione del dolore è immediata e non ha bisogno di convalescenza, quindi non serve perdere giorni lavorativi e in questo modo viene compensato il maggiore costo iniziale.

Anche in seguito alle operazioni comunque è sempre opportuno praticare i piccoli accorgimenti preventivi di cui si è parlato: pediluvi, igiene e adeguata scelta delle calzature; l’onicocriptosi infatti può ripresentarsi anche molte volte (a meno che l’unghia non sia stata rimossa) e dover sopportare troppo frequentemente un dolore tanto incisivo, può a lungo andare diventare estenuante.


Articoli che potrebbero interessarti

Tags: , ,

Non ci sono commenti.

Lascia un Commento