Traumi cranici e cadute dal seggiolone

Nonostante le più accorte attenzioni materne, capita spesso che bambini della prima infanzia cadano battendo la testa e facendo preoccupare genitori di tutto il mondo.

Una buona percentuale dei traumi cranici in età infantile è provocata dalla famosa caduta dal seggiolone, ma anche letti e fasciatoi possono essere luoghi pericolosi dove lasciare un infante incustodito, anche se per un tempo brevissimo; le mamme sanno bene che basta voltare gli occhi un attimo perché il loro bambino decida di sporgersi troppo da un seggiolone o tenti di scendere da solo dal proprio lettino.

Ma cos’è un trauma cranico?

Il trauma cranico è una lesione del cranio o del cervello che può avere più livelli di gravità:

dal semplice bernoccolo o livido (trauma lieve), alla momentanea e transitoria perdita di coscienza (commozione cerebrale), al danneggiamento dei tessuti cerebrali (contusione cerebrale), all’accumulo di sangue fuoriuscito da un vaso sanguigno che si rompe in seguito all’urto (ematoma), questi ultimi catalogati come traumi cranici moderati o gravi.

Se è vero che alcuni fattori possono rendere il bambino un soggetto più a rischio rispetto all’adulto, per la maggiore dimensione della testa in proporzione al corpo, la minore presenza di sostegni cerebrali, il maggiore afflusso sanguigno, è anche vero che un bambino ha una capacità migliore di reagire ai traumi e recuperare eventuali danni, sia a breve che a lungo termine e questo fa sì che più dell’ 80% dei traumi cranici nei bambini siano di lieve entità e assolutamente privi di conseguenze anche minime.

Cosa può accadere in seguito alla caduta e cosa fare?

La prima ovvia reazione in seguito a una caduta è il pianto. Un bambino non piange solo per dolore o malessere, ma anche per spavento. È bene quindi non preoccuparsi eccessivamente per le lacrime versate, soprattutto se il piccolo si fa consolare facilmente e torna a tenere il suo abituale comportamento nell’arco di qualche minuto.

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Può anche capitare che il bambino vomiti immediatamente dopo la caduta; anche questo non è un fatto grave, ma una conseguenza dell’urto.

La cosa importante è in ogni caso controllare il piccolo durante le 48 ore che seguono la caduta e non somministrare antidolorifici che potrebbero nascondere o alterare eventuali sintomi.

Svenimento immediato, vomito ripetuto, vertigini, perdita di equilibrio, sonno prolungato o stato confusionale sono alcuni dei sintomi che devono indurre un genitore a recarsi al più vicino Pronto Soccorso per gli adeguati accertamenti.

È bene sottolineare che i traumi cranici gravi si aggirano appena attorno al 4% dei casi.

Se il bambino cade da una altezza inferiore al metro, come avviene la maggior parte delle volte vista l’altezza di seggioloni, letti o fasciatoi, e “atterra” su un tappeto o sulla moquette è inutile colpevolizzarsi eccessivamente per la poca attenzione prestata, molto probabilmente tutto si risolverà con un bernoccolo su cui mettere un fazzoletto bagnato di acqua fredda.


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