Tossire sangue: quanto è grave?

Le vie aeree sono costituite da mucose molto vascolarizzate. Sono solitamente piuttosto resistenti, ma in presenza di alcuni fattori possono invece rivelarsi delicate e soggette a lesioni più o meno gravi.

L’apparato respiratorio si compone di faringe, laringe, trachea e i 2 bronchi che si inseriscono nei polmoni destro e sinistro; all’interno di questi 2 organi, i bronchi si suddividono in bronchioli sempre più piccoli che terminano con un alveolo, la struttura preposta allo scambio di gas tra il polmone e il sangue.

Quando una di queste strutture dell’apparato respiratorio si infiamma o si lesiona, i sintomi possono essere diversi, ma nella maggiorparte dei casi si manifestano tosse, dispnea, formazione di catarro ed emottisi.

Cos’è l’emottisi?

È in realtà il meno frequente dei sintomi percepiti dai pazienti, ma è pur sempre presente come conseguenza di alcune patologie particolari. L’emottisi consiste nel tossire sangue e questo fenomeno può essere più o meno grave in base al luogo di provenienza del sangue stesso e dalla quantità di sangue espulsa con il colpo di tosse.

Se vengono espulsi grandi quantità di sangue (paragonabili a 600 ml di liquido) con uno o più colpi di tosse nell’arco delle 24 ore, la situazione può essere importante e c’è quindi bisogno di recarsi il prima possibile a un Pronto Soccorso. Se le quantità sono invece molto minori o si presentano solo delle leggere striature mischiate o meno a emissioni di catarro, è opportuno semplicemente rivolgersi al proprio medico di fiducia per potersi sottoporre alle dovute analisi e ai test necessari.

Quali possono essere le cause dell’emottisi?

Molto raramente il sintomo è manifestazione di malattie molto gravi come la TBC o come l’infarto polmonare per una tromboembolia o l’insufficienza ventricolare sinistra.

Il 20% dei casi di emottisi grave è causata da tumori nei vasi bronchiali, mentre nell’80% dei casi il problema scturisce da alcune infiammazioni delle vie respiratorie, principalmente bronchiti acute o croniche e bronchiectasie, cioè l’ampliamento abnorme di un tratto delle vie respiratorie.

Quando il problema si manifesta nei bambini è opportuno controllare se sia stato inspirato qualche piccolo oggetto che entrando nei tratti aerei della trachea e dei bronchi può aver leso le mucose; in questo caso è ovviamente fondamentale che l’oggetto sia rimosso il più presto possibile.

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In ogni caso è opportuno recarsi tempestivamente dal medico affinché sia possibile una diagnosi accurata e una relativa terapia dedicata al problema specifico.

Come avviene la diagnosi?

Quando un medico si trova di fronte a un caso di emottisi grave la prima cosa che cerca di fare è di fermare l’emorragia prima che il sangue perduto sia eccessivo. Quando la perdita di sangue è ormai frenata è opportuno capire se l’origine della lesione si trova nello stomaco (e il sangue viene quindi vomitato e non tossito fuori) o nelle vie aeree; nel primo caso è necessario recarsi da un gastroenterologo, nel secondo è opportuno sottoporsi ad esami specifici che valutino lo stato di salute di tutto il tratto respiratorio.

Quando il sangue proviene da una lesione delle mucose superiori (naso, bocca, rinofaringe e faringe) solitamente non c’è da preoccuparsi, ma se così non fosse diventa necessario sottoporsi a radiografie, TAC, risonanze magnetiche o broncoscopie secondo il parere del medico specialista.

Se si ritiene che l’origine del problema risieda nei polmoni può essere utile una scintigrafia o una angiografia polmonare.

Come si affronta il problema?

Ovviamente differenti cause scatenanti richiedono diversi approcci terapeutici, ma è certo che una volta scongiurato il pericolo di dissanguamento o di soffocamento dei casi più gravi, nel paziente rimane la paura e uno stato psicologico delicato che i medici devono assolutamente tenere sotto controllo. In questi casi è infatti fortemente sconsigliato qualsiasi tipo di narcotico, perciò è il supporto medico-psicologico che deve restituire al paziente la calma e la tranquillità per potersi sottoporre agli esami necessari e poter iniziare la terapia specifica nel modo migliore.


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