Singhiozzo, cause e rimedi

Il singhiozzo. Ognuno di noi ha nel corso della sua vita fatto i conti con questo piccolo disturbo, spesso imbarazzante per noi e divertente per chi ci sta intorno, che a volte può arrivare ad essere davvero fastidioso. Nella quasi totalità dei casi è un sintomo di poco conto che può scomparire in poco tempo, anche con rimedi mutuati dalla saggezza popolare; solo raramente può essere invece specchio di patologie più importanti del nostro organismo.

Singhiozzo: perché accade?

Il singhiozzo è dovuto a contrazioni involontarie del diaframma, il più importante muscolo respiratorio, causate dall’irritazione del nervo frenico, deputato al suo controllo e collegato ad altri organi importanti del nostro corpo come cuore, fegato, stomaco e reni.
Molto spesso esso trae origine da scombussolamenti che avvengono nel nostro stomaco: se facciamo un pasto abbondante e veloce oppure se beviamo bevande gassate o alcoliche (così si spiega il classico singhiozzo degli ubriachi), ecco che il nostro stomaco tenderà a produrre succhi gastrici in eccesso e a dilatarsi, generando delle reazioni incontrollate a livello nervoso e quindi respiratorio.
Anche repentini cambi di temperatura possono provocare il singhiozzo e, dal momento che esso ha origine comunque nervosa, anche stati emotivi di eccitazione, stress e ansia possono determinarlo.
In alcuni casi esso può dipendere anche dall’effetto di alcuni farmaci assunti o dalle conseguenze di interventi chirurgici.

Quando iniziare a preoccuparsi?

Come tutti sapete, il singhiozzo è nella stragrande maggioranza dei casi un piccolo fastidio che scompare in poco tempo e che non interferisce con le nostre attività quotidiane. In rari casi può però protrarsi molto a lungo arrivando ad impedirci di parlare, respirare o nutrirci correttamente. Quando ciò accade bisogna contattare il medico, al quale ci si rivolgerà anche nel caso in cui il singhiozzo dovesse protrarsi oltre le 48 ore.
Essendo il singhiozzo legato al nostro sistema nervoso e ad altri organi importanti, se persistente può essere sintomo di irritazioni nervose, disturbi al sistema nervoso centrale o metabolici, effetti collaterali dell’assunzione di farmaci. Per sincerarsi della sua origine allora si ricorrerà ad alcuni esami quali elettrocardiogramma, ecografia, risonanza magnetica e radiografia del torace.

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Rimedi semplici ed efficaci

Al di là dei poco frequenti casi sopra indicati, il singhiozzo è solo un piccolo fastidio e quindi non c’è ovviamente alcun motivo di preoccuparsi. È chiaro quindi che non c’è alcun motivo di precipitarsi al pronto soccorso con la comparsa dei primi “hic”!
Per farlo passare bastano solitamente alcuni rimedi di pubblico dominio, come il trattenere il respiro per ritornare a tenere “a bada” il diaframma. Anche il bere velocemente dei sorsi d’acqua si rivela efficace, poiché stimola diversamente i nostri muscoli e manda impulsi al cervello di altra natura che non sia respiratoria. Il far prendere lo spavento è un rimedio curioso che sembra non avere alcuna base scientifica né anatomica ma in realtà non è così: la sensazione improvvisa di paura può provocare infatti una contrazione improvvisa del diaframma che può portare all’arresto del singhiozzo. Chi invece predilige metodi meno cruenti e più “dolci” potrà mangiare un cucchiaino di zucchero semolato, che il diaframma invece lo fa rilassare.


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