Sentirsi la testa vuota: ci sono altri sintomi?

In momenti di stanchezza eccessiva, stress, ansia, agitazione e nervosismo può capitare di sentirsi la testa vuota, come staccata dal corpo, inconsistente e contemporaneamente pesante e gonfia.
Cosa significa?
Nella maggiorparte dei casi il fastidioso disturbo si presenta sporadicamente e solo nei momenti di tensione, ma può capitare che si manifesti invece più frequentemente spaventando così il soggetto che ne soffre il quale, giustamente, si reca immediatamente dal medico a chiedere aiuto.

Da cosa può essere provocata la sensazione di testa vuota?

È difficile riuscire a descrivere questo tipo di sintomo con una singola parola; i pazienti solitamente parlano di giramenti di testa, senso di confusione, vertigini, estraneità e a volte pesantezza alla nuca. Spesso tutti questi sono modi diversi per indicare lo stesso senso di malessere.
Alcune volte il disturbo dura pochi secondi e si ripresenta solo in occasioni particolari, altre volte è piuttosto ricorrente e risulta impossibile individuare dei fattori scatenanti.
In ogni caso la sensazione è tanto fastidiosa da far sì che chi ne soffre si rivolga al medico quanto prima per ottenere delle risposte e, soprattutto, una soluzione.

Le cause scatenanti della sensazione di vuoto alla testa possono essere molte e di diverso tipo, fisico o psicologico. Nel caso in cui l’origine sia fisica le responsabili potrebbero essere le orecchie. All’interno delle orecchie infatti risiede un complesso di ossa e piccoli canali predisposti al mantenimento dell’equilibrio, se insorge un’infiammazione o un’infezione in quest’area del corpo è probabile che il soggetto manifesti vertigini e sensazione di testa vuota, spesso accompagnati da un fastidiosissimo ronzio che sembra provenire direttamente da dentro la testa.
Più raramente sono dei problemi cardiocircolatori che possono dare gli stessi sintomi, in questo caso però presumibilmente si verificano anche altri disturbi come formicolii, intorpidimenti o palpitazioni.
La tensione muscolare è un’altra possibile causa scatenante del disturbo. Muscoli cervicali troppo tesi, collo troppo rigido, posture sbagliate e conseguenti infiammazioni ossee e muscolari possono provocare vertigini e sensazioni affini a quella della testa vuota.

Se le cause scatenanti non risiedono nel corpo, significa che il paziente sta vivendo situazioni psicologicamente troppo stressanti e conseguentemente il corpo reagisce con sintomi di questo genere.
Ansia, stress, condizioni di tensione continua a causa di situazioni familiari, relazionali o lavorative particolarmente difficili da vivere possono causare una reazione psicologica del soggetto che si ripercuote sul corpo con sensazioni come di estraneamento, perdita di concentrazione, senso di disagio e, ovviamente, testa vuota.

Come risolvere il problema della testa vuota?

Molto spesso il primo medico che ha a che fare con questo sintomo è il medico di famiglia, che non sempre, per mancanza di strumentazione specifica può individuarne la causa scatenante; con una visita anamnestica il medico può però indirizzare il paziente dallo specialista più opportuno, che sia un cardiologo, un otorino o un ortopedico.
Lo specialista, in seguito a visite approfondite e ad eventuali esami come TAC o risonanze magnetiche, può confermare o escludere la causa fisica.

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Quando la causa fisica è accertata la soluzione del problema risiede nell’eliminazione della causa stessa: massaggi dal fisioterapista o dall’osteopata per le tensioni muscolari ed eventuali farmaci ed accorgimenti particolari per i problemi cardiocircolatori o del sistema vestibolare dell’orecchio.

Se la causa è invece da ricercarsi nel proprio stato psicologico, diventa necessario cercare di modificare, quando possibile, la situazione che genera particolare stress.
Putroppo questo a volte è, più che difficile, praticamente impossibile e risulta allora fondamentale l’aiuto di uno psicologo che offra le proprie competenze per poter cambiare la percezione di ciò che si ha intorno e che si sta vivendo con eccessivo malessere.

In alcuni casi serve una vera e propria terapia, ma altre volte riuscire a concedersi un po’ di tempo esclusivamente per se stessi, facendo qualcosa che piace e praticando un po’ di movimento (basta semplicemente passeggiare, da soli o con il proprio cane), può bastare affinché si ritrovi un certo stato di serenità e si limitino sostanzialmente anche le manifestazioni fisiche che, ovviamente, non fanno altro che alimentare lo stress già percepito.


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