Riduzione del campo visivo: cos’è e quali sono le cause?

Siamo abituati solitamente a vedere un certo spazio davanti a noi, decisamente più ristretto rispetto a quello di un gufo, ma comunque abbastanza ampio da permetterci di espletare le funzioni più comuni, come muoversi tra degli ostacoli o guidare l’automobile.

Per la precisione, il campo visivo umano ha complessivamente una forma ovoidale estendendosi a destra e sinistra per 90 gradi temporalmente (verso l’esterno), per 60 gradi nasalmente e superiormente e per 70 gradi inferiormente.

Esiste anche una “macchia cieca naturale”, cioè presente normalmente in tutti gli uomini e le donne e si trova più o meno verso i 10-20 gradi temporali da entrambi i lati; in questo punto non ci sono i fotorecettori a causa della presenza del nervo ottico. Normalmente nessuno si accorge del punto cieco del proprio campo visivo anche perché la visione binoculare sopperisce a questo “difetto”.

Alcune patologie possono però interferire con l’ampiezza del campo visivo, specialmente se sono a carico della vascolarizzazione, della retina o dello stesso nervo ottico.

Quali sono le malattie che possono causare una riduzione del campo visivo?

Solitamente i problemi di vista si manifestano con una certa evidenza, ma la diminuzione del campo visivo può stranamente presentarsi in modo abbastanza subdolo da non essere percepito immediatamente, a meno di manifestazioni acute dovute a ictus o patologie simili.

La malattia che più frequentemente causa una riduzione del campo visivo è il glaucoma che provoca una progressiva degenerazione del nervo ottico con conseguente interruzione della trasmissione dell’impulso visivo al cervello. Il danno al nervo è causato da un ingiustificato aumento della pressione oculare che nella norma deve essere compreso tra i 14 e i 18 mmHg.

Spesso i sintomi del glaucoma, tra cui, appunto, la riduzione del campo visivo, si manifestano dopo molti anni dall’insorgenza della malattia e purtroppo in questo modo viene meno la fondamentale tempestività della terapia.

Il glaucoma, fortunatamente non è una malattia così comune (ne soffre il 2% della popolazione circa), ma per cercare di limitare al massimo le conseguenze più gravi, tra cui la cecità, è opportuno che coloro che presentano dei fattori di rischio si sottopongano a degli esami preventivi.

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Un’altra patologia che può causare la limitazione del campo visivo è la DMLE: la Degenerazione Maculare Legata all’Età; in questo caso è una parte della retina deputata alla visione centrale che viene danneggiata, così mentre rimane intatta la visione periferica e la percezione dello spazio, la visione centrale perde via via di definizione fino a far sì che il soggetto che ne soffre debba usare una lente d’ingrandimento per poter leggere, scrivere o comunque vedere i dettagli di ciò che ha davanti a sé.

Come viene evidenziata una riduzione del campo visivo?

Le ultime analisi oculari permettono di valutare lo stato retinico e l’ampiezza del campo visivo mediante test manuali e computerizzati; la microperimetria può evidenziare la fissazione e la stabilità retinica e valutare la corrispondenza tra le aree retiniche stimolate e il difetto visivo accusato.

Queste analisi (insieme ad altre altrettanto importanti) sono utili non sono in campo oftalmologico, ma anche in quello neurologico; infatti molti problemi relativi alla vista e al campo visivo possono essere causati da lesioni alle vie ottiche retrobulbarichiasmatiche e retrochiasmatiche. Questi danni possono essere provocati da ischemie, tumori o neuropatie di vario genere.

È possibile recuperare la limpidezza del proprio campo visivo?

La riduzione del campo visivo non è una malattia di per sé, ma è invece il sintomo di qualcosa su cui il medico specialista deve indagare. Una volta accertata la causa del problema è necessario che venga applicata una terapia specifica, sia essa per il glaucoma o per altre patologie per le quali, se anche non esiste una cura specifica che risolva completamente il problema, è possibile comunque elaborare terapie che ne limitino la sintomatologia e riescano ad apportare un sensibile miglioramento della qualità della vita; per far sì che ciò sia possibile è però di fondamentale importanza la tempestività con cui si agisce, per cui è bene rivolgersi a un oculista ogni volta che un disturbo di qualsiasi genere colpisce più o meno rapidamente i propri occhi.


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