La retrazione gengivale: l’igiene orale è fondamentale

Sorrisi smaglianti degni delle pubblicità di un dentifricio? A tutti piacerebbe potersene vantare, ma l’aspetto estetico dei denti può essere minato da alcuni fastidiosi disturbi eliminabili, per fortuna quasi sempre, con un po’ d’attenzione nella prevenzione.

Come è strutturata la bocca?

La salute (e quindi la bellezza) del cavo orale dipende dalla cura che si mette nell’igiene di denti, lingua, gengive e mucose. Per quanto riguarda le mucose, che compongono tutto l’interno della bocca, bastano degli sciacqui con un collutorio di qualità o semplicemente il lavaggio accurato dei denti, affinché non sussistano problemi;. Lo stesso vale per la lingua, che però può essere anche leggermente strofinata con lo spazzolino da denti o con degli appositi attrezzi particolarmente delicati (per non irritare il muscolo, ricco di recettori del gusto, le papille). I denti sono disposti in 2 arcate, superiore e inferiore, e per quanto la forma sia diversa e caratteristica per ogni tipo di dente (incisivo tagliente, canino appuntito o molare atto alla triturazione), sono tutti strutturalmente uguali. Sono formati da una corona (la parte visibile) e una radice (nascosta e protetta dalle gengive); la radice è impiantata nell’osso della mandibola o della mascella e ha una forma biforcuta innervata e vascolarizzata. Questa parte più innervata si chiama polpa e compone, oltre all’interno della radice, anche la parte più interna della corona, circondata dalla dentina e più esteriormente dallo smalto (la parte bianca che si vede). L’inserzione del dente nell’osso è protetto dalla gengiva, una mucosa delicata che contribuisce alla protezione e alla stabilizzazione dentale. La gengiva, assieme a tutta la struttura ossea che accoglie il dente, prende il nome di parodonto e quando questo si infetta per un eccesso batterico causato da placca o tartaro non adeguatamente trattati si parla di parodontite.

La parodontite è una malattia piuttosto seria e dolorosa, ma esistono dei fattori che dovrebbero fungere da campanelli d’allarme per un’eventuale insorgenza della patologia. Tra questi, la retrazione gengivale è il fattore più frequente.

Come si presenta la retrazione gengivale?

La retrazione gengivale è un processo che progredisce di giorno in giorno e, in alcuni casi, è difficile rendersene conto se non grazie al responso di un dentista che effettua una visita di controllo. Le gengive retratte appaiono più sottili, più “corte” di quelle sane, meno integre e sono spesso arrossate e possono sanguinare o fare male. Spesso infatti ci si reca dal dentista proprio a causa di frequenti sanguinamenti gengivali anche in seguito al semplice sfregamento dello spazzolino. Quando la situazione è grave per una eccessiva trascuratezza, i denti appaiono molto lunghi (specialmente gli incisivi) e gli spazi alla base tra un dente e l’altro sono troppo ampi rispetto al normale.

Molto spesso lo stadio iniziale della retrazione viene percepito a causa di una maggiore sensibilità di uno o più denti al caldo, al freddo o anche al semplice contatto oppure ci si accorge del disturbo perché si sente che il dente non è più “ben piantato” nell’osso.

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Cosa fare per evitare la retrazione gengivale?

Spesso la retrazione gengivale è dovuta a fattori meccanici di una spazzolatura errata (per questo spesso ne soffrono anche coloro che, attentissimi all’igiene orale, si spazzolano con vigore molte volte al giorno); lo spazzolino da denti dovrebbe avere setole di media durezza, e dovrebbe essere tenuto leggermente angolato rispetto al dente per uno sfregamento non violento di 2 – 3 minuti.

Il resto dell’igiene orale è affidato al filo interdentale, che deve essere usato quotidianamente e nel modo corretto affinché non si ledano le gengive, e dagli sciacqui con collutori naturali.

Quasi sempre la retrazione gengivale può essere controllata e gestita, ma se il problema diventa molto serio sia per il dolore che per l’estetica esiste la possibilità di sottoporsi a una ricostruzione gengivale per via chirurgica. In ogni caso è opportuno, quando si accusano dei problemi alle gengive, recarsi da un dentista per un controllo (che dovrebbe comunque essere annuale per chiunque). Un professionista è certo in grado di valutare la condizione delle gengive e la presenza di eventuali rischi di retrazione e, nei casi più gravi e meno frequenti, di conseguente parodontite.


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