Rachitismo: prendere il sole è fondamentale

“Non state troppo al sole o rischiate un tumore alla pelle!”: oncologi e dermatologi di tutto il mondo sono soliti mettere in guardia i propri pazienti riguardo a un grave problema cutaneo. Questo però non deve significare che “prendere il sole è dannoso”; stare sotto al sole d’estate come d’inverno è infatti fondamentale per il benessere della persona in generale e dello scheletro in particolare.

Le ossa dello scheletro: come sono fatte?

Le ossa sono strutture rigide che sostengono il corpo e lo accompagnano in tutti i movimenti grazie alla muscolatura e a tutte le diverse componenti delle articolazioni.

Benché rigide, non sono certo elementi statici del nostro corpo, sono infatti formati da cellule particolari: osteoblasti, osteoclasti e osteociti; le prime “producono” nuovo tessuto osseo, le seconde eliminano il tessuto vecchio e le terze gestiscono questi 2 processi.

Per creare nuovo tessuto osseo è necessario che l’organismo possa fornire i giusti materiali di costruzione, in particolare calcio, fosforo e vitamina D, in grado di fissare bene i minerali a formare le molecole opportune. Se uno di questi elementi, in particolare la vitamina D,  dovesse venire a mancare o dovesse essere particolarmente carente potrebbero svilupparsi casi di osteomalacia negli adulti o rachitismo nei bambini.

Cos’è il rachitismo e come si manifesta?

Quando la mineralizzazione ossea non avviene nel modo corretto, lo scheletro si indebolisce e le ossa risultano meno dense e più fragili, come nel caso dell’osteoporosi, che però colpisce gli adulti e prevalentemente le donne dopo la menopausa.

Il rachitismo invece è una patologia che si sviluppa nel bambino mostrandosi con una sintomatologia peculiare e preoccupante.

Già dai primi mesi di vita le ossa di un bambino rachitico sono particolarmente elastiche e morbide e la fontanella stenta a richiudersi impiegando anche 24 mesi di tempo. Lo sterno ha la caratteristica forma “a piccione”, è cioè direzionato verso l’esterno, come nei volatili, e le gambe si deformano progressivamente con i tentativi del bambino di alzarsi e camminare. Le ginocchia tendono a essere vare o valghe e le epifisi delle ossa lunghe, sotto il peso del corpo, si schiacciano formando una specie di “braccialetto osseo” sulle caviglie, le ginocchia o i polsi. Anche la colonna vertebrale tende a deformarsi con eventuali scoliosi o cifosi e il disturbo si manifesta anche con uno spiccato ritardo nella fuoriuscita dei denti.

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Altri tipi di manifestazioni non ossee che dovrebbero comunque essere prese in considerazione, sono eventuali convulsioni o laringospasmi, tendenza alle bronchiti e ai raffreddori, per le deformazioni toraciche, debolezza muscolare e difficoltà motorie.

Come trattare il rachitismo?

L’unico modo per aumentare la mineralizzazione delle ossa è somministrare al bambino la vitamina D, il colecalciferolo, indispensabile per il benessere osseo sin dai primi giorni di vita.

Se normalmente ne servono circa 200 UI (unità internazionali) al dì, nei casi di rachitismo si può arrivare a doverne assumere anche 1600 UI.

Il modo migliore per evitare il rachitismo è però sempre la prevenzione. La vitamina D si trova negli alimenti di origine animale, come nel tuorlo delle uova, nei latticini, nel pesce, e in alcune verdure, in particolare quelle a foglia verde; ma questa è anche una delle pochissime vitamine che il nostro corpo è in grado di sintetizzare grazie a una provitamina presente sulla cute (il 7-deidrocolesterolo) che a contatto con i raggi del sole si trasforma in vitamina D a livello epatico. Basta quindi che una madre in gravidanza stia al sole con il viso e le braccia scoperte anche per soli 15-20 minuti al giorno per scongiurare il pericolo del rachitismo nel bambino.

E inoltre è bene tener presente che non è necessario chiudere in casa il neonato per timore di malattie o pericoli vari, il piccolo può uscire ben presto alla luce del sole e godere dei raggi solari tanto piacevoli quanto indispensabili.


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