Punture di api e vespe

Solitamente innocue, a volte pericolose

Capita che una bella gita o un pic-nic rilassante con gli amici o la famiglia venga rovinato da spiacevoli episodi di punture da parte di vespe o api.

Solitamente questi piccoli incidenti provocano un semplice dolore temporaneo che per quanto fastidioso svanisce in poco tempo permettendo il ritorno al gioioso momento di festa, ma alcune volte, in caso di allergia, alla puntura di vespa consegue direttamente il trasporto al Pronto Soccorso.

Cosa fare dopo una puntura d’insetto?

Quando una vespa o un’ape pungono, la prima cosa da fare è eliminare il pungiglione che spesso rimane conficcato nella carne rischiando di infettarsi.

Solitamente basta porre del ghiaccio sulla puntura e in breve tempo il fastidio svanisce, ma in alcuni casi è necessario ripetere l’applicazione dopo qualche ora.

Anche spalmare del dentifricio, quando è disponibile può avere un effetto disinfettante, ma se i sintomi persistono è opportuno applicare una crema al cortisone o prendere degli antistaminici.

Chi ha con sé una scorta di prodotti naturali, può affidarsi all’argilla bagnata (nei casi d’emergenza anche con la saliva) che ha un potere assorbente, all’oleolita di arnica eall’olio di lavanda.

Quando si è in presenza di una reazione allergica?

Pizzicore, bruciore, lieve gonfiore, dolore e prurito sono reazioni assolutamente normali dopo una puntura di ape o vespa, ma in pochi minuti tutto passa a meno che non si presenti una reazione allergica. Questa può avere vari livelli di gravità e in alcuni casi può risultare anche fatale.

A livello epidermico il gonfiore, il dolore o un eventuale eritema può espandersi per una vasta zona attorno al punto di inserzione del pungiglione (o anche in punti sensibili lontani da esso); spesso può comparire febbre, spossatezza dovuta a un abbassamento della pressione o nausea, il tutto per un periodo di tempo che dura anche 7-10 giorni.

I rischi più gravi si corrono però a livello respiratorio: un eccessivo restringimento della laringe può impedire il passaggio dell’aria e un improvviso restringimento dei bronchi può essere causa di un attacco d’asma.

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In rari casi si può incorrere in uno shock anafilattico, cioè in un abbassamento grave e costante della pressione sanguigna.

Cosa fare di fronte a un caso di allergia?

Solitamente un adulto è già al corrente del proprio rischio allergico ed è munito di tutto ciò di cui ha bisogno per limitare le reazioni gravi, quindi l’attenzione maggiore va posta nei confronti dei bambini. Se in seguito ad una puntura si manifestano sintomi quali raucedine, difficoltà a parlare, tosse insistente o difficoltà a respirare è assolutamente necessario portare il soggetto in ospedale il prima possibile. Qui al paziente vengono iniettate dosi di cortisonici e antistaminici e in caso di shock anafilattico si ricorre all’adrenalina; il paziente viene poi tenuto sotto controllo fino alla completa sparizione dei sintomi.

In seguito a una grave reazione allergica è sempre opportuno rivolgersi a un allergologo che con i dovuti test che valutano l’entità dell’allergia, può elaborare un programma di cura e prevenzione per i possibili casi futuri.

Oltre a dare consigli su come vestirsi o su come organizzare i propri pic-nic (ad esempio evitando di cucinare all’aperto per non attirare gli insetti) il medico può consigliare un periodo di immunoterapia desensibilizzante, cioè un vaccino che in tempi più o meno brevi è in grado di rendere le reazioni allergiche assolutamente più gestibili.

Le reazioni allergiche si presentano mediamente nel 2% dei soggetti che hanno subito una puntura e ogni anno sono tra 5 e 20 le morti per reazioni allergiche. Questo non deve indurre però a demonizzare questi piccoli animali. Gli imenotteri infatti (api, vespe, bombi e calabroni) sono elementi importantissimi per l’equilibrio biologico ambientale in quanto sono predisposti all’impollinazione delle piante; è grazie a loro che piante e alberi possono riprodursi facendo sì che nelle nostre tavole ci siano sempre frutta e verdura di cui nutrirsi; inoltre sono loro che producono miele, pappa reale e propoli. Quindi è bene non farsi pungere seguendo consigli su come reagire alla presenza di un’ape (senza urlare o agitarsi troppo, ma semplicemente allontanandosi con calma) e su come premunirsi in caso di puntura, ma è anche importante essere coscienti dell’importanza del compito che questi animali svolgono quotidianamente.

punture api

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