Polidipsia: quando la sete è patologica

Chiunque conosce la sensazione di sete; giornate estive molto calde, febbre alta, abbondante sudorazione per lo sport, influenze che provocano diarrea o vomito causano degli stati temporanei di disidratazione che devono essere compensati con una maggiore assunzione di liquidi e per questo il cervello invia la sensazione della sete.

I medici consigliano sempre di bere almeno 1-1,5 litri di acqua al dì e in alcuni casi si può certamente arrivare anche ai 3 litri, ma cosa significa se invece si è in grado di assumere anche 30 litri di acqua in un solo giorno?

Significato e cause della polidipsia

La sete eccessiva, quindi il bisogno di ingerire quantità di liquidi troppo elevate per un corpo sano, viene chiamata polidipsia ed è il sintomo di patologie che possono essere anche abbastanza serie.

In alcuni casi il sintomo può essere temporaneo, come quando si è vittime di un’intossicazione, altre volte invece le cause scatenanti possono essere durature e necessitano di cure specifiche adeguate al tipo e alla gravità della malattia.

Cause frequenti di polidipsia sono il diabete mellito e il diabete insipido; la prima è una malattia del metabolismo che causa una frequente e rapida variazione del livello glicemico del sangue e che alterna fasi di iperglicemia a fasi di ipoglicemia dovute anche a consistente perdita di glucosio attraverso le urine e la seconda comprende invece una gran varietà di patologie caratterizzate tutte da poliuria, cioè da una gran quantità di urine espulse durante la giornata e conseguente bisogno di reintegrare liquidi bevendo acqua.

Anche la sarcoidosi ipotalamica, cioè una malattia cronica ad eziologia spesso sconosciuta che causa una grave infiammazione persistente, e un trauma cranico che procuri danni cerebrali specifici possono essere cause di polidipsia.

Oltre alle cause prettamente fisiche è possibile che il sintomo si manifesti anche per motivazioni psicologiche, come nel caso di alcuni ritardi mentali a di malattie psichiatriche particolari; in questo caso la polidipsia viene detta psicogena oppure viene chiamata dipsomania o patomania.

Quali sono le conseguenze della polidipsia?

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La polidipsia è un modo mediante il quale il corpo richiede liquidi. Non sarebbe quindi di per sé un problema se non nascondesse la progressione di altre patologie che necessitano invece di terapie adeguate.

L’unico caso in cui la polidipsia stessa e la gran quantità di liquidi ingeriti può provocare dei problemi è quando la causa scatenante è psicologica. In questo caso si può andare incontro a intossicazione da acqua cioè a un’iperidratazione dovuta all’ingestione di grandi quantità di liquidi non controbilanciati da un’adeguata espulsione di urine; l’intossicazione da acqua può inoltre provocare una condizione di iponatremia o iposodiemia, in questo caso la quantità di sodio presente nel sangue diminuisce sensibilmente provocando problemi di salute da tenere sotto controllo.

Una conseguenza inevitabile della polidipsia è la poliuria notturna, cioè la eccessiva frequenza del bisogno di urinare nelle ore notturne; questo problema solitamente non colpisce il soggetto nei casi di malattie psichiatriche.

Non essendo una malattia di per sé non esiste una cura specifica per far diminuire la sete del paziente, è però possibile, sottoponendosi alle visite necessarie, capire la causa del sintomo e affrontare questa nella maniera più opportuna. Se il problema è psichiatrico è ovviamente necessario rivolgersi a uno psichiatra competente, se invece si tratta di diabete un endocrinologo e un internista possono elaborare una terapia farmacologica capace di tenere sotto controllo il problema con il supporto anche di una dieta ben calibrata sulle esigenze del soggetto; traumi cranici e sarcoidosi vengono trattati secondo la specificità del caso.

Le conseguenze dirette della polidipsia come l’eventuale intossicazione da acqua e la poliuria sono gestite assieme alla patologia scatenante e solitamente hanno una durata temporanea che termina con la cura della malattia d’origine.

A volte non è facile rendersi conto di quale sia la quantità di acqua assunta durante tutto il giorno, ma se è evidente un’eccessiva sensazione di sete e arsura è necessario rivolgersi a un medico il prima possibile affinché il benessere della persona possa essere garantito nei tempi e nei modi più opportuni.


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