Piattole o pidocchi del pube

Si eliminano in breve tempo con un semplice antiparassitario

Sono piccoli atropodi dalle zampette uncinate che vagano nelle aree del corpo dove sono presenti dei peli deponendo uova e procurando un forte prurito.

Si chiamano pidocchi del pube, perché questa è la zona dove maggiormente si stabiliscono, ma, specialmente nei maschi per la maggiore presenza di peli, possono spostarsi anche nell’addome e nelle ascelle, fino ad arrivare nella barba e nelle sopracciglia.

Come si presentano i pidocchi del pube?

Se nella zona pubica o perianale si accusa un prurito eccessivo a cui proprio non si può resistere, è bene osservare attentamente se sono presenti piccoli animaletti di forma tondeggiante e di 1-2 mm di diametro, con un colore che va dal dorato al brunastro e che affondano il capo dentro la pelle per nutrirsi di sangue; vederne alcuni è la prova di un’infestazione da Phthirus pubis.

Sono parassiti innocui che procurano il fastidioso prurito a causa della saliva che viene iniettata con i loro morsi a scopo anticoagulante del sangue e in alcuni casi questa provoca anche delle macchioline bluastre, dette macule cerulee, altro segno distintivo della presenza dei pidocchi.

Oltre all’animaletto vero e proprio è possibile notare anche le uova che sono state deposte: sono chiamate lendini, si trovano solitamente alla base del pelo e si presentano come un piccolissimo chicco di riso traslucido lungo circa 1 mm.

Come si trasmette l’infestazione di pidocchi del pube?

L’unico modo affinché dei pidocchi possano posarsi su un pube è attraverso il contatto diretto; vale a dire mediante un rapporto sessuale con una persona già afflitta dal disturbo o con lo scambio di abiti, asciugamani, lenzuola usate precedentemente da persone ospiti di pidocchi.

È importante che coloro che si accorgono di avere le piattole pongano una particolare attenzione all’igiene dei propri abiti, lavando ogni indumento, specialmente biancheria intima, ma anche lenzuola, con acqua bollente o comunque a temperatura superiore ai 60°C o “soffocando” ciò che non è possibile lavare facilmente, come i piumini, il pile, la lana o le coperte molto ingombranti; ciò è possibile chiudendo questi ultimi in sacchi di plastica nel modo più ermetico possibile (meglio se sotto vuoto) ed aspettando il tempo necessario per la morte dei parassiti, almeno 3-4 settimane. È consigliabile anche stirare con il ferro ben caldo tutto il vestiario in modo da assicurarsi che i piccoli pidocchi non siano più infestanti.

Cosa fare se si scopre di avere le piattole?

Se ci si accorge di avere le piattole basta andare in farmacia e farsi consigliare un prodotto antiparassitario specifico da applicare e lasciar agire per qualche minuto per poi ripetere l’operazione dopo circa 12 giorni, quando eventuali uova appena deposte possono

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schiudersi dando vita ad altri parassiti. Il trattamento deve ovviamente essere effettuato anche dagli eventuali partner.

Le piattole non hanno alcun tipo di complicazione, se non piccole manifestazioni di impetigine o delle lesioni sulla cute dovute non direttamente alla loro presenza, ma alla forza con cui ci si gratta per il fastidioso prurito.

È necessario cercare di non diffondere il parassita, evitando i rapporti sessuali (viene considerata una malattia sessualmente trasmissibile, ma in questo caso il profilattico non protegge dal contagio!) e lavando accuratamente l’ambiente in cui si vive, in particolar modo letti e divani.

C’è chi per l’imbarazzo preferisce non andare in farmacia e tenta invece dei rimedi “fai da te” come bagni estremamente caldi o lavaggi delle zone intime con candeggina o aceto. Se è vero che l’aceto può servire per staccare le uova dalla loro sede rendendo più facile l’asportazione mediante un pettine a denti stretti, i bagni troppo caldi possono invece provocare delle ustioni e i lavaggi con la candeggina possono irritare gravemente la delicata parte intima.

Statisticamente coloro che subiscono il contagio da pidocchi del pube a livello mondiale sono il 2-10%, ma probabilmente molti non riportano il problema ai medici, rivolgendosi direttamente al farmacista.

È sicuramente imbarazzante dover esporre un problema di questo genere al proprio medico, ma è anche vero che un po’ di “coraggio” permetterà di utilizzare un buon prodotto che solo uno specialista può consigliare e che è fondamentale per risolvere il disturbo in brevissimo tempo e senza rischiare fastidiose sovrainfezioni per le ferite da grattamento.

>> Qui trovate informazioni su come sconfiggere i pidocchi dei capelli


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