Pet therapy: l’animale domestico non è solo diletto

Sembra che in Italia siano circa 60 milioni gli animali domestici che fanno compagnia e rallegrano le giornate dei rispettivi proprietari. Più della metà di questi amici a 4 zampe sono cani, seguiti in percentuale dal gatto, dal coniglio e poi pappagalli e pesciolini rossi.

Chiunque abbia in casa un animale domestico sa quanto sia impegnativo: lettiere, passeggiate, cibo di qualità, veterinario e quant’altro, ma per i propri amici dall’amore incondizionato si è disposti a spendere anche una discreta parte dello stipendio, nonostante fino a poco tempo fa cani e gatti venissero comunemente considerati l’elemento anti-igenico della casa, quello da tenere lontano dalla cucina, dalla camera da letto e, soprattutto, dai bambini.

Le cose stanno però per cambiare: associazioni e medici stanno rivalutando il significato che può ricoprire la presenza di un piccolo amico a 4 zampe in una casa dove abitano, in particolare, bambini o anziani.

Il contatto con gli animali: il nuovo punto di vista

Sono ormai molti gli studi che sottolineano l’importanza di un cane o un gatto in una casa dove vive un bambino, in particolare se il piccolo ha problemi di salute fisici o psicologici.

I peli del gatto non portano malattie, l’alito del cane non infetta chi gli sta intorno: quando le basi dell’igiene vengono rispettate, Fido e Felix possono tranquillamente vivere in casa, anche negli ambienti da sempre considerati più “a rischio”.

In particolare, dormire con il proprio animale sul letto può essere decisamente piacevole e può addirittura migliorare la qualità del sonno del proprietario che si sente più coccolato o, in alcuni casi, più sicuro.

C’è da dire che se l’animale crea fastidio o disagio durante la notte, di certo il sonno non ne giova e, in questo caso, è opportuno rivedere le abitudini del piccolo quadrupede.

Pet therapy: cos’è?

In italiano viene chiamata zooterapia e consiste in una tecnica di supporto delle tradizionali cure per malattie di diverso genere e che utilizza proprio la compagnia di uno o più animali di specie anche diverse.

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Come confermato anche nel sito della Polizia di Stato, rientrano a far parte dell’ambito della pet therapy due diverse branche: la AAA e la TAA. Le prime sono le Attività Assistite con Animale, ad esempio i cani guida per i non vedenti o altri animali addestrati specificamente per sopperire a invalidità di diverso genere; le seconde sono le Terapie Assistite con Animali: grazie alla semplice convivenza con un piccolo animale domestico, la qualità di vita di un soggetto con difficoltà fisiche o psichiche, può sostanzialmente migliorare.

Se le AAA sono piuttosto conosciute, le TAA sono state prese in considerazione solo in tempi relativamente recenti. Psicologi, medici ed esperti del comportamento animale sono tutti d’accordo sul fatto che non solo far crescere un bambino con un animale domestico fa bene e rende il piccolo più responsabile (con le dovute attenzioni, ovviamente), ma è anche possibile riscontrare dei miglioramenti clinici nel caso di bambini con problemi di salute.

Chi può beneficiare della pet therapy?

Nonostante i bambini sembrino essere i più recettivi nei confronti della pet therapy, anche gli adulti e, soprattutto, gli anziani possono giovarne molto.

Accudire un piccolo amico fa sì che il paziente si impegni in qualcosa e ne riceva in cambio un affetto semplice e disinteressato.

Quando le situazioni sono particolarmente difficili, il team di specialisti presente nelle varie associazioni d’Italia predisposte a fornire sostegno in tal senso, valuta il tipo di animale con cui iniziare la pet therapy, solitamente coniglietti o pappagalli, che intimoriscono meno i bambini che hanno paura, per passare poi a bestiole più grandi come gatti o cani.

Ragazzi con problemi dell’attenzione o di comportamento sono riusciti a migliorare le proprie prestazioni e conseguentemente la propria quotidianità.

Chi volesse iniziare un approccio alla pet therapy può rivolgersi a uno dei centri specializzati, facendo attenzione che sia sempre presente almeno un terapeuta e un veterinario, oltre agli operatori formati allo scopo.


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