Pap-test per prevenire il tumore alla cervice uterina

L’HPV, Human Papilloma Virus, è il responsabile del pericoloso tumore alla cervice uterina (o del collo dell’utero), causa, fino a poco tempo fa, di una considerevole quantità di vittime.

Oggi è possibile scongiurare il rischio delle conseguenze più gravi dell’infezione virale, mediante uno screening, cioè una serie di esami specifici tesi a limitare il più possibile lo svilupparsi delle cellule tumorali.

In cosa consiste il pap test?

Il pap test è un esame molto semplice che viene affettuato nello studio del ginecologo in pochissimi minuti; viene chiamato anche esame citologico vaginale o striscio vaginale e consiste nel prelievo di alcune cellule presenti nel collo dell’utero. La pratica è praticamente indolore, mediante una piccola spazzola vengono prelevate le cellule che poi un laboratorio specializzato può analizzare; la paziente non deve preoccuparsi di alcuna preparazione specifica per la visita, ma dovrebbe evitare nelle 48 ore precedenti al test di effettuare lavande vaginali o di avere rapporti sessuali che potrebbero invalidare i risultati.

Nella maggiorparte dei casi i risultati, pronti dopo circa un mese dalla data del test, daranno esito negativo, questo evidenzia l’assenza di qualsiasi tipo di cellula pretumorale o comunque fuori dalla norma, ma se dovessero esserci delle anomalie il ginecologo solitamente tende a chiamare la paziente per sottoporla a test più approfonditi.

L’utilità del test risiede nel fatto di essere in grado di evidenziare la presenza non solo di cellule tumorali, ma anche di quelle pretumorali, che cioè ancora non si sono evolute in un tumore vero e proprio, ma che hanno comunque bisogno di analisi più approfondite.

Queste analisi corrispondono solitamente a una colposcopia ed eventualmente a una biopsia, relativamente al caso specifico.

La colposcopia consiste in una visione estremamente ingrandita dell’area vaginale e uterina così da mettere in evidenza la consistenza della presenza di cellule anomale nel collo dell’utero; se anche la colposcopia lo rende necessario, il medico procede con una biopsia, che invece prevede il prelievo di altre cellule da analizzare per valutare la gravità della situazione oncologica.

Chi deve sottoporsi al pap-test?

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Spesso la presenza del Papilloma Virus è totalmente asintomatica; questo significa che non andare dal ginecologo fin quando non si presenta il problema potrebbe essere un grave errore. Per questo motivo sono state molte le campagne informative che hanno sponsorizzato il pap test come il metodo di prevenzione che in pochissimo tempo è stato in grado di diminuire di più del 90% i casi gravi di tumore alla cervice uterina.

Le donne tra i 25 e i 64 anni possono godere di una maggiore sicurezza se, ogni 3 anni, decidono di sottoporsi al semplice test; in questa maniera, anche nel caso si evidenzino cellule pretumorali c’è tutto il tempo per eliminarle tramite conizzazione o mediante altre tecniche chirurgiche, prima che evolvano peggiorando inequivocabilmente in un vero e proprio carcinoma.

Oggi è facile curarsi di questo aspetto della propria salute, oltre agli ospedali infatti, che a volte implicano una lunga attesa prima di una visita, e ai ginecologi privati, che possono costare anche molto, esistono quasi ovunque dei consultori pronti a dare assistenza ginecologica gratuita a chiunque ne abbia bisogno e alcune Regioni hanno anche istituito una giornata dell’anno in cui le donne vengono invitate a sottoporsi gratuitamente al test.

I metodi per prendersi cura di sé sono quindi molti e la campagna informativa è stata piuttosto chiara sull’argomento: un piccolo fastidio provocato da una visita che può sicuramente risultare imbarazzante in alcuni casi, è necessario se non si vuole rischiare di doversi sottoporre a cure molto più dolorose e prolungate nel tempo per curare un carcinoma ormai maturo.


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