Marijuana a scopo terapeutico

L’uso della marijuana è stato per lungo tempo bandito poiché ritenuta responsabile di disorientamento e della perdita di capacità cognitive. Nota come sostanza stupefacente originaria dalla canapa indiana, l’uso improprio della marijuana può diventare pericoloso, specie se assunta con alcol o altre sostanze che possono alterare lo stato psico-fisico. Da tempo si parla invece di estendere l’uso della marijuana per scopi terapeutici, derivata da molti studi eseguiti su pazienti affetti da alcune patologie che hanno avuto sensibili miglioramenti grazie ad essa.

Patologie da curare con la marijuana

Le nuove scoperte effettuate da una ricerca scientifica accurata hanno portato alla conclusione che la cannabis è in grado di alleviare le sofferenze causate da molte patologie. Numerosi pazienti affetti da AIDS, cancro, sclerosi multipla, epilessia, asma, sintomi psichiatrici, e altre malattie degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson trovano netto miglioramento con l’inserimento di farmaci a base di marijuana. Anche per coloro che soffrono di anoressia, una dose giornaliera di 5 mg, contenente l’agente psicoattivo del THC, è sufficiente per stimolare l’appetito, mentre è positiva l’associazione con la chemioterapia per la riduzione di nausea e vomito. Inoltre, l’impiego della cannabis si è rivelato efficace nel trattamento del glaucoma, diminuendo la pressione interna dell’occhio.

Come usufruire della terapia con la marijuana

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Dopo lunghe battaglie, finalmente in Italia è stato approvato il decreto per il riconoscimento della cannabis terapeutica, ed è stata accertata l’attività farmacologica del principio attivo del THC. Ma trovare farmaci a base di cannabinoidi in Italia è un’impresa, e l’iter per richiederli costa tempo e denaro. Infatti, anche se i fondi regionali prevedono un rimborso totale o parziale, questi fondi di solito sono sempre insufficienti e il paziente è costretto a pagare di tasca propria. In Italia non è permesso coltivare la pianta allo scopo di produrre le medicine, ma è il medico stesso che si incarica di richiederle alla Asl che, prima di effettuare la richiesta, chiede l’approvazione all’Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero. Se la procedura è regolare, il farmaco arriva nell’arco di un mese, e il costo per il paziente è di circa 600 euro. Proprio negli ultimi mesi alcune regioni d’Italia, prima fra tutte la Toscana, hanno emanato un provvedimento a tutela della salute, che consente la somministrazione di farmaci cannabinoidi presso le strutture dell’Asl e quelle private, con la possibilità di continuare il trattamento anche a domicilio. Una novità positiva, che i pazienti hanno accolto con gran sollievo.


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