L’infarto rosso: uno stile di vita sana può prevenirlo

Tutti gli organi del corpo umano devono essere irrorati dal sangue per essere nutriti e ossigenati così da poter funzionare al meglio; quando per cause diverse l’irrorazione viene meno il tessuto si lesiona e in breve tempo muore, lasciando una zona necrotica che in base all’organo colpito può generare conseguenze più o meno gravi.

La mancanza di irrorazione per occlusione di un vaso sanguigno viene detta “infarto”.

Quali sono i tipi di infarto e qual è il loro aspetto?

Se l’organo colpito si presenta bianco e totalmente privo di sangue si parla di “infarto bianco”; questo colpisce prevalentemente gli organi che hanno una circolazione terminale come i reni, il cervello o il cuore.

Tessuti come quelli dei polmoni, dell’intestino o del fegato hanno invece una doppia circolazione che fa sì che nel momento in cui l’arteria principale si occlude, il sangue refluisca e irrori eccessivamente l’organo colpito passando per i vasi circostanti. In questo caso si presenta una sovrabbondanza di sangue che ristagna nel tessuto il quale assorbe le sostanze e l’ossigeno presenti e puoi muore per ipossia.

Entrambi i tipi di infarto presentano una cicatrice cuneiforme con la punta sull’occlusione dell’arteria e la base sull’area necrotica dell’organo. Questa cicatrice viene solitamente considerata dal corpo come una sostanza aliena e può causare delle infiammazioni del tessuto circostante; comunque nel tempo il tessuto cicatriziale viene riassorbito anche se nel caso di infarto rosso possono formarsi delle cisti. Infatti la necrosi nell’infarto rosso viene detta di tipo colliquativo cioè tale da ammorbidire i tessuti fino a farli diventare semiliquidi, questi vengono poi circondati da una membrana che delimita l’area infartuata e che può racchiudere parte del tessuto molle (come nel caso delle cisti apoplettiche che si possono formare in seguito a infarto cerebrale).

I sintomi, la diagnosi e la cura dell’infarto rosso

Il sintomo principale dell’infarto è costituito da un violento dolore all’organo colpito in seguito al quale è bene che il paziente venga tempestivamente soccorso da medici esperti i quali sono in grado di diagnosticare la patologia con l’osservazione di alcune analisi specifiche tra cui radiografie e arteriografie; in seguito si intraprende un percorso terapeutico a base di farmaci trombolitici e anticoagulanti con cui si tenta di sciogliere l’ostruzione arteriosa e di rendere il sangue più fluido.

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Normalmente l’infarto regredisce spontaneamente, ma in alcuni casi si rende necessario l’intervento chirurgico, ad esempio quando la situazione si aggrava perché l’infarto non viene immediatamente riconosciuto come purtroppo può capitare nel caso di infarto all’intestino, il quale può avere esiti anche fatali se non viene trattato nel modo corretto.

È possibile prevenire l’infarto?

L’infarto è causato da un’occlusione dell’arteria che irrora un organo. Tale occlusione è dovuta a trombosi, cioè a un coagulo di sangue, a embolia, cioè al distaccamento di un coagulo o di una placca che si è formata in un altra parte del corpo e che ha viaggiato fino a raggiungere un vaso più piccolo ostruendolo o per spasmo della parete muscolare dell’arteria.

Sicuramente uno stile di vita sano può limitare fortemente il rischio di infarto. Una dieta equilibrata evita l’accumulo di grassi nelle vene e la conseguente ostruzione del vaso o la formazione di placche che poi possono staccarsi e muoversi lungo l’apparato circolatorio. La prevenzione migliore si può però ottenere con la giusta attività fisica, sia per chi vuole preservare un buono stato circolatorio, sia per chi ha già qualche piccola disfunzione e vuole contrastare i rischi di una cattiva circolazione. Qualche minuto di movimento fisico quotidiano stimola la circolazione sanguigna permettendo ai vasi di rimanere elastici e puliti e non si creda che serva un grande sforzo, basta una bella passeggiata con il proprio cane o un piccolo spostamento in bicicletta o semplicemente andare a fare la spesa a piedi quando possibile, per assicurare al proprio corpo la giusta ossigenazione e un benessere duraturo.


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