Il lettino solare: fa male davvero?

Nonostante ultimamente le attrici e i vip della tv e del cinema tendano a sfoggiare un colorito chiaro e rosato della propria pelle, alcuni anni fa la moda imponeva invece di avere sempre viso e gambe abbronzate con un bel colore bronzeo uniforme anche a gennaio quando di sole che abbronza se ne trova davvero poco. Cosa fare, dunque? La risposta è semplice: affidarsi al lettino solare.

Quanto fa male il lettino solare?

Qualche anno fa nel Regno Unito e in America l’utilizzo dei lettini solari e delle lampade abbronzanti è aumentato vertiginosamente specialmente tra le ragazze di giovane età. Molti studi sono stati fatti su quanto un bombardamento a volte incontrollato di raggi uv sulla pelle potesse essere dannoso per la salute e finalmente si è giunti a una conclusione: se usare il lettino nelle giuste dosi è possibile, esagerare può essere estremamente pericoloso.

Sorvolando sulle protesi al seno scoppiate nel 2004 alla giovane Carolyn, che dopo aver speso 23.000 euro in operazioni per diventare uguale a Pamela Anderson, ha dovuto trovare un metodo alternativo per recuperare il nuovo seno perduto durante una seduta in un lettino abbronzante, il pericolo maggiore dipende dalla reazione cutanea all’eccesso di raggi ultravioletti.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha recentemente confermato gli studi della Yale School of Public Health di New Haven che evidenziano la correlazione tra il forte aumento dell’uso del lettino abbronzante tra gli anni 1970- 2009 e la maggiore incidenza dei tumori alla pelle tra cui il BCC (carcinoma alle cellule basali) o il melanoma, sensibilmente più grave.

L’utilizzo del lettino solare in giovane età, presumibilmente negli anni del college o delle superiori, aumenta di una percentuale che va dal 69 al 74% il rischio di sviluppare un tumore alla pelle, che se in alcuni casi può essere risolto con cure lunghe e costose, in altri può essere anche fatale.

Nel 2010 un medico oncologo, Natale Cascinelli, ha esposto la sua opinione controcorrente sui lettini solari affermando che il loro utilizzo, se consono, non dovrebbe provocare alcun problema di salute, in quanto i raggi ultravioletti, che siano artificiali o naturali, sono identici tra loro. In un lettino solare però, quelli che vengono assorbiti dal corpo sono molti di più ed è quindi necessario avere la coscienza, se proprio non si può fare a meno dell’abbronzatura a febbraio, di valutare bene i tempi e i modi di esposizione che devono essere diversi da persona a persona in base principalmente al tipo di cute (è ovvio che coloro che hanno una pelle candida come quella di Nicole Kidman, devono porre attenzione estrema all’utilizzo di lampade e lettini).

Ultimamente però l’Australia ha vietato l’uso di questi strumenti di bellezza e anche altre Nazioni stanno seguendo l’esempio o hanno deciso di regolamentarne l’utilizzo anche all’interno dei centri estetici vietandolo ai bambini e a tutti i minorenni. Gli altri devono comunque sottostare ai consigli degli esperti (possibilmente di dermatologi competenti) che sanno modulare i tempi di esposizione dai 5-6 minuti ai 10-11 minuti in base al soggetto.

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Aspettare l’estate è il modo migliore per ottenere  un’abbronzatura sana

Se proprio non si vuole aspettare è opportuno rivolgersi a centri estetici dotati di personale competente e sottoporsi a controlli dermatologici periodici per evitare qualsiasi rischio, ma è forse meglio associare l’abbronzatura all’estate e alle giornate al mare o al lago ( tra l’altro decisamente importanti in quanto il sole permette l’assimilazione di vitamina D) rimanendo comunque all’ombra tra le 11 e le 15.

Sarebbe comunque il caso di accettare la tonalità della propria pelle senza voler esagerare nei cambiamenti estetici, godendo di quel miglioramento che il sole estivo concede naturalmente alla tonicità epidermica senza in questo modo correre alcun rischio di salute.

Ovviamente, vista la moda recente portata avanti da Katy Perry o Anne Hathaway, Laura Chiatti o Bianca Balti con le loro pelli candide, è bene non pensare a evitare del tutto il sole con ombrellini parasole stile ottocentesco perché se l’eccessiva esposizione ai raggi uv è pericolosa, la totale mancanza di sole per tutto l’anno non è certo salutare.

 


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