Le punture di insetto (prima parte)

La puntura di insetto può fare davvero molti danni!

 

L’estate non è solo il periodo più soleggiato dell’anno, è anche quello in cui la natura si risveglia e insieme ad essa risvegliano anche gli insetti. I prati di ogni città, di ogni giardino pullulano di api, vespe e calabroni, intente a prendere dai fiori quel nettare necessario a mantenere l’alveare o il nido. Ma che succede quando questi animali, se disturbati volontariamente o involontariamente, pungono?

I vari tipi di puntura di insetto

Api, vespe e calabroni non pungono tutte allo stesso modo. Il pungiglione dell’ape infatti non riesce a ritrarsi così velocemente da evitare di rimanere incastrato nel corpo umano. L’ape infatti quasi sempre muore dopo aver punto un essere umano perché quando l’animale cerca di ritirarsi il suo pungiglione, insieme a parte dell’addome, rimane incastrato nell’epidermide causando la morte dell’insetto. La puntura di vespa e calabrone è invece molto più rapida perciò maggiore dovrà essere l’attenzione se si viene punti da uno di questi due insetti: la vespa o il calabrone “arrabbiato” potrebbe infatti potenzialmente pungere pure tre o quattro volte lo sventurato che si trova a “litigare” con questi insetti. Immaginate quindi I danni che possono fare 10 o 20 vespe o calabroni che attaccano la medesima persona…

Come intervenire in caso di punture di insetto

Normalmente la singola puntura non causa problemi gravi: di solito si avverte un forte dolore, seguito da un intenso bruciore, da un gonfiore dell’epidermide e da un fastidioso prurito. Tali consequenze della puntura possono comunque essere risolte rapidamente con delle apposite creme, acquistabili in farmacia. In alcuni rari casi però, se la persona è allergica alla puntura dell’insetto, possono innescarsi pericolose reazioni corporee che, in casi rari, possono anche portare alla morte per shock anafilattico.
Risulta quindi fondamentale, dopo aver subito una puntura di insetto, intervenire tempestivamente ed appropriatamente. La prima cosa da fare e capire cosa esattamente ci abbia punto: è stata un’ape? Una vespa? Un calabrone? Successivamente si dovrà eseguire queste semplici operazioni:

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Se l’insetto responsabile della puntura è un’ape, si dovrà rimuovere il pungiglione (preferibilmente con l’aiuto di una pinzetta) in modo da far sì che il veleno non invada l’epidermide.
Successivamente si potrà lavare abbondantemente con sapone ed acqua la parte lesa
Se è disponibile, si dovrà usare un sacco di ghiaccio per tamponare la puntura ed evitare il sopraggiungere del gonfiore, soprattutto se la persona è stata colpita alla gola
Infine si potranno applicare dei farmaci atti a ridurre il danno, quali l’Aloe o altre sostanze sempre acquistabili in farmacia.

La puntura dell’ape

Come abbiamo detto, sebbene la puntura dell’ape non sia di solito un problema grave, in caso di allergia la reazione anafilattica potrebbe avere conseguenze drammatiche. Il veleno dell’ape però viene iniettato in modo relativamente lento dall’addome dell’animale perciò sono sempre disponibili alcuni preziosi secondi per eliminare il pungiglione. Se non avete a disposizione una pinzetta non perdete tempo prezioso per cercarla in qualche cassetto, provate subito a rimuovere il corpo estraneo con una carta di credito o un pezzetto di cartone e, nel caso nemmeno esso fosse disponibile, usate pure le dita. Prima si rimuove il pungiglione meglio è! Dopo una ventina di secondi il veleno sarà passato completamente dal corpo dell’animale all’epidermide, aumentando il dolore causato dalla puntura. Va comunque ricordato che la maggior parte del veleno si trova all’interno di una minuscola sacca posta proprio sopra il pungiglione. Risulta quindi indispensabile prestare la massima attenzione a non premere tale sacca: la pressione infatti provocherebbe una fuoriuscita violenta del liquido velenoso, con tutte le conseguenze del caso.

La puntura delle vespe e dei calabroni

Come abbiamo scritto in precedenza, a differenza dell’ape che muore “eroicamente” dopo aver attaccato il nemico, la vespa e il calabrone possono pungere quante volte vogliono. Se pensate di essere stati punti da uno di questi insetti dovrete innanzitutto spostarvi rapidamente, anche correndo, se necessario, fino ad allontanarvi di almeno una cinquantina di metri dal luogo della puntura. Quasi sempre l’insetto non vi seguirà, anche perché se vi siete spinti nelle vicinanze del suo nido è probabile che una volta allontanato il nemico la vespa o il calabrone torni a difendere il suo territorio e non venga a disturbarvi a 50 o 100 metri di distanza (che per una vespa equivalgono a kilometri umani). Questo punto si dovrà pulire l’area della puntura, applicare del ghiaccio e successivamente una crema antistaminica o a base di cortisone. Non esitate comunque ad andare dal medico per controllare che sia davvero tutto a posto e che non si siano innescate delle eventuali reazioni allergiche, che in qualche raro caso possono manifestarsi anche dopo diverso tempo dal momento della puntura dell’insetto.


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