Le punture di insetto: il tafano

Continua il nostro viaggio fra le punture di insetto (la prima parte la troverete qui)
Dopo api, vespe e calabroni ci occupiamo oggi di insetti meno conosciuti ma sicuramente  pericolosi: i tafani. Vi è mai capitato, nel mezzo dell’estate, di iniziare a grattarvi per la puntura di qualche insetto senza che siano presenti api, vespe o le tanto odiate zanzare? Molto probabilmente l’esemplare che vi ha punti è una femmina di tafano. Sono solo le femmine infatti (come nel caso delle zanzare) ad essere ematofaghe, a nutrirsi cioè di sangue umano.

I tafani in dettaglio

La famiglia dei tafani (il termine “famiglia” è appropriato in quanto solo in Italia ne esistono ben 80 specie!) appartiene al gruppo degli ectoparassiti (ovvero quei parassiti che vivono e proliferano all’esterno dell’organismo ospite). Il termine volgare per il tafano è “mosca cavallina”; non a caso, in quanto anche in inglese il tafano è chiamato “horse-fly”, ossia mosca dei cavalli. Se siete appassionati di equitazione avrete sicuramente notato, soprattutto in estate, come i cavalli agitino insistentemente la coda nelle ore più calde della giornata. Tale comportamento non dipende dal caldo eccessivo ma proprio dalla presenza di queste mosche fastidiosissime.

I pericoli delle punture di tafano

Oltre ad essere particolarmente dolorose, le punture di tafano sono molto pericolose perché potenzialmente portatrici di malattie di vario tipo. Il dolore della puntura dipende dal fatto che essa è, in effetti, un vero e proprio morso in quanto i tafani possiedono mandibole poderose con le quali lacerano la pelle del loro ospite. Il sangue quindi sgorga abbondantemente (per lo meno per gli standard del tafano!) permettendo all’insetto un pasto rapido ed abbondante.
Curiosamente la puntura di tafano non porta il classico prurito di quella di zanzara, in compenso però causa un vero e proprio dolore, associato, in casi rari, a reazione allergiche di diversa intensità. L’allergia non riguarda il morso del tafano in sé bensì la sua saliva. Il risultato allergico può portare:

debolezza diffusa
• fastidiosa orticaria
vertigini più o meno intense
edemi (cioè accumuli di liquidi)

Ma quali malattie può portare il tafano?
Alcune hanno nomi esotici, ad esempio il Loa loa.
Più che una malattia, si tratta di un parassita detto nematode filiforme, ovvero un particolare verme cilindrico di dimensioni microscopiche che prima (quando è ancora in stato larvale) infesta il corpo del tafano e poi quello dell’umano ospite, corpo in cui si sviluppa completamente. Si tratta del cosiddetto “verme dell’occhio” in quanto il Loa loa preferisce come habitat l’area del tessuto connettivo sottocongiuntivale. Fortunatamente questo tipo di infezione è abbastanza raro in Italia e sono in alcuni casi presente complicazioni o sintomi avvertibili dall’uomo.

loading...

Un’ altra patologia è la cosiddetta “febbre dei conigli” provocata dalla Francisella tularensis (che peraltro può essere causata anche dalle punture di pulci o zecche. Niente di grave, comunque: si tratta di una febbre tranquillamente affrontabile con una terapia a base di antibiotici.
Diverso invece il caso della temibile antrace!
Come sappiamo l’antrace (o meglio “bacillus anthracis”) è stata usata per creare spaventose armi chimiche, capaci di colpire l’apparato respiratorio umano e causare anche la morte. Ancora più grave dell’infezione polmonare è quella all’apparato gastrointestinale, molto spesso fatale. Pare che le punture del tafano possano veicolare l’antrace, trasmettendola quindi all’uomo. Fortunatamente si tratta di casi rarissimi e la stessa antrace, se individuata per tempo, può comunque essere sconfitta con un apposito trattamento antibiotico.

Come curare le punture del tafano

Il metodo più semplice, economico ed efficace è quello di acquistare una apposita pomata in farmacia senza ricetta. Come primo soccorso si può comunque applicare del ghiaccio, soprattutto per evitare fastidiosi rigonfiamenti cutanei. Nel caso in cui la ferita dovesse secernere del pus sarà opportuno rivolgersi al proprio medico, che valuterà l’eventuale profilassi antibiotica.
Rimane comunque buona norma quella di prestare particolare attenzione quando ci si trova negli ambienti in cui i tafani prolificano, ovvero quelli in cui si trovano bovini od equini. Se, per ragioni lavorative o di diletto, siete spesso a contatto con mucche o cavalli, cercate di indossare abiti lunghi, quindi pantaloni e magliette o camicie a maniche lunghe. Certo, soffrirete di più il caldo, ma riuscirete a proteggervi efficacemente dalle punture di questi insetti non esattamente simpatici…


Articoli che potrebbero interessarti

Non ci sono commenti.

Lascia un Commento