La muffa nera: odiose macchie sul muro e nelle piastrelle

Quante volte è capitato di spostare un sedia, un piccolo mobile o semplicemente di poggiare l’occhio su un angolo nascosto della casa e vedere orribili macchie scure che piano piano tendono ad allargarsi? Si tratta solitamente di quella che viene chiamata “muffa nera” e i problemi che può creare non sono soltanto estetici.

Cos’è la muffa nera e dove si forma?

Le muffe sono dei microrganismi pluricellulari che si riproducono mediante spore. In particolare la muffa nera è la Stachybotrys chartarum e si sviluppa in tutti i materiali da costruzione, specialmente se ricchi di cellulosa.

Muri rovinati ed esposti alle piogge, pareti di cartongesso, carta da parati, parquet sono tutti luoghi dove la muffa può proliferare, ma è comunque necessario che si presentino le condizioni favorevoli allo sviluppo: un tasso di umidità superiore al 55% e la poca areazione.

Spesso si trovano macchie dietro le porte e negli angoli dove è più difficile il ricircolo di aria o tra le piastrelle del bagno, specialmente se si tratta di stanze piccole e senza finestre.

La rottura di tubature dell’acqua, problemi strutturali al tetto o crepe profonde nei muri sono comunque considerati i maggiori fattori di rischio affinché si sviluppino grosse macchie di muffa nera.

Quali sono le conseguenze della muffa nera per la salute umana?

La muffa nera non vive solo della macchia nera visibile ad occhio nudo, ma produce continuamente spore invisibili che circolano nell’aria e possono essere respirate o ingerite.

I casi di malattie veramente gravi causate dalla muffa nera sono rari e coinvolgono per lo più persone già compromesse nel loro sistema immunitario, ma è comunque frequente che allergie a carico dell’apparato respiratorio o della cute peggiorino sensibilmente e si cronicizzino manifestandosi con tosse e starnuti importanti, mal di testa, difficoltà respiratorie, eritemi cutanei, prurito e rossore agli occhi. Gli organismi più deboli possono sviluppare polmoniti da muffa nera, sinusiti croniche o tumori al fegato.

È quindi evidente quanto sia importante eliminare la muffa appena ci si accorge della sua presenza ed è fondamentale porre delle piccole attenzioni nel processo di rimozione per non rischiare di respirarne quantità eccessive.

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Come eliminare le macchie di muffa nera?

L’eliminazione delle macchie di muffa è piuttosto complessa per le particolari accortezze di cui necessita il procedimento. È possibile affidarsi a metodi naturali o chimici, ma in ogni caso è opportuno proteggersi per evitare di respirare una quantità eccessiva di spore. Quando infatti la macchia nera viene toccata, le spore invisibili prodotte dalla muffa “volano” nell’aria circostante e rischiano di venire a contatto con l’apparato respiratorio o con i cibi.

Proprio per questo nel momento in cui si decide di lavare una macchia di muffa è opportuno indossare dei guanti e una mascherina ed è altresì necessario spostare i mobili e proteggere pavimenti e porte (per evitare che le spore finiscano nelle stanza adiacenti) con un telo di plastica spesso e resistente.

Esistono prodotti spray da utilizzare direttamente sulle macchie e anche vernici antimuffa che tengono a distanza la formazione di nuove macchie, oppure è possibile utilizzare prodotti come bicarbonato di sodio diluito in acqua, aceto puro o oli essenziali come quello di semi di pompelmo o il tea tree oil.

È importante anche prevenire la formazione della muffa. Quando ci sono dei guasti alle tubature dell’acqua o al tetto è bene ripararli il prima possibile e se ci sono comunque zone della casa particolarmente umide è opportuno utilizzare un deumidificatore che limiti fortemente la possibilità di proliferazione.

L’utilizzo di ventilatori per deumidificare non va bene, specialmente se la macchia di muffa si è già sviluppata; in questo caso infatti le spore verrebbero diffuse nell’aria proprio grazie alle correnti prodotte dal ventilatore stesso.

È soprattutto importante controllare le zone a rischio della propria casa e agire tempestivamente per evitare che fastidiosi sintomi possano poi protrarsi nel tempo e necessitare di cure specifiche lunghe e non sempre risolutive.


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