La gonorrea

Spesso asintomatica, ma comunque pericolosa

Una delle malattie sessualmente trasmissibili individuate in tempi relativamente recenti è la gonorrea, o blenorragia, di cui nel 1879 M. Naisser ha scoperto lo specifico agente patogeno: un batterio chiamato gonococco, o Neisseria gonorrhoeae.

Il batterio si localizza nelle mucose genitali maschili e femminili, ma può svilupparsi anche nel retto o nell’apparato orale.

Viene chiamata anche “scolo” e sia gli uomini che le donne sono a rischio di contagio, entrambi con possibili conseguenze più o meno pericolose per l’intero stato di salute.

Come si trasmette la gonorrea e quali sono i sintomi?

Quasi sempre il contagio dell’infezione avviene tramite un rapporto sessuale vaginale, anale o orale non protetto con un partner infetto, ma è possibile anche il contagio da madre a figlio durante il parto.

Per quanto spesso nella donna la malattia risulti asintomatica, possono manifestarsi fastidi durante la minzione e perdite vaginali più o meno consistenti. In base alla posizione del primo focolaio del batterio è possibile che si accusi una cervicite eventualmente seguita nel tempo da endometrite, salpingite o salpingoovarite.

Nell’uomo le manifestazioni più comuni sono, oltre al dolore alla minzione e a delle eventuali perdite bianco-gialle dal peneun’infiammazione generale di glande e prepuzio accompagnata, assai raramente, da microascessi ed ulcerazioni sulla cute dei genitali.

Se il focolaio batterico si trova nel retto si possono accusare perdite, pruriti anali, sanguinamenti o gonfiori intestinali dolorosi, ma nella maggior parte dei casi non si manifesta alcun sintomo degno di nota.

Un più o meno leggero mal di gola può presentarsi in caso di gonorrea a livello orale.

Qual è la diagnosi e quale la cura della gonorrea?

Purtroppo la mancanza di sintomi chiari rende spesso difficile o tardiva la diagnosi di gonorrea, ma nel caso ci siano dubbi sulla propria salute il medico può prescrivere analisi specifiche dopo aver prelevato con dei tamponi dei campioni epiteliali da cervice, uretra, retto o faringe a seconda dei casi e mediante la colorazione di Gram è possibile osservare l’eventuale presenza del gonococco.

In alcuni casi è però sufficiente un esame delle urine, specialmente quando l’infezione è a carico di cervice o uretra.

Pubblicità
loading...

Un trattamento antibiotico dovrebbe essere sufficiente all’eliminazione del batterio responsabile della malattia, ma la varietà dei ceppi che la provocano rende più difficoltosa la scelta del farmaco da parte del medico. Oltretutto, recentemente in America si è osservata una preoccupante diffusione della gonorrea dovuta al batterio di un ceppo chiamato H041 particolarmente resistente ai farmaci, tanto da far sì che si parlasse di super-batterio; solitamente però una terapia di antibiotici combinati può sconfiggere la malattia, anche se nel caso di donne in gravidanza è necessario porre attenzione al tipo di farmaco utilizzato, poiché potrebbero sussistere interferenze con lo sviluppo normale del bambino.

Per apportare un piccolo aiuto naturale parallelo alla terapia farmacologica, gli esperti consigliano lavaggi con yogurt o con olio di tea tree o aceto di sidro di mele sciolti nell’olio di cocco e contemporaneamente l’assunzione di aglio, vitamina K e zinco.

Esistono complicanze alla malattia?

È necessario che la gonorrea venga trattata il prima possibile; ignorarla può causare conseguenze irreversibili e gravi sia negli uomini che nelle donne. Queste ultime possono incorrere in una grave infiammazione delle pelvi (PID:  pelvic inflammatory disease) con febbre, dolori, ascessi e conseguente lesione delle tube di Falloppio, a cui può seguire l’infertilità o eventuali gravidanze ectopiche.

Anche nell’uomo la sterilità è una possibile conseguenza, in particolare se la gonorrea evolve in epididimite, un’infiammazione piuttosto dolorosa.

Nel caso siano i bambini ad essere infettati durante il parto, cecità, problemi articolari o al sangue anche ad esito fatale sono tutte conseguenze possibili.

Solo in una percentuale di malati minore dell’1% l’infezione può colpire la circolazione sanguigna e le articolazioni.

A parte per i rarissimi casi in cui il contagio avviene per lo scambio di oggetti infetti, la regola per prevenire l’infezione è una soltanto: usare il preservativo sin dall’inizio durante ogni rapporto sessuale, specialmente se occasionale. Solo in questo modo è possibile evitare il contagio e, soprattutto, le conseguenze più o meno importanti che ad esso possono seguire.


Articoli che potrebbero interessarti

Tags: , ,

Non ci sono commenti.

Lascia un Commento