Invecchiamento da fumo: sigaretta o pelle tonica?

Invecchiamento da fumo: sigaretta o pelle tonica?

Per chi fuma nulla è più rilassante di una bella sigaretta dopo pranzo o cena oppure durante la pausa di lavoro. A poco servono gli avvertimenti intimidatori sulle confezioni: l’infarto o il cancro risultano troppo “invisibili” perché se ne consideri seriamente il rischio.

Ciò che invece colpisce e preoccupa molto chi fuma, specialmente le donne, è l’accertato invecchiamento della pelle dovuto alla nicotina.

Questo è un problema decisamente più vicino alla sensibilità di molte fumatrici, in quanto più immediato e assolutamente visibile!

Cos’è la nicotina?

La nicotina è un alcaloide piuttosto tossico presente nelle foglie di una pianta appartenente alle solanacee, usato tempo fa in medicina e in dosi più elevate come insetticida.

Nelle dosi di una sigaretta, provoca nell’essere umano l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna e svolge un effetto benefico sull’umore inducendo uno stato di rilassatezza generale.

La nicotina crea forte dipendenza ed è per questo che chi fuma si imbatte in grandi difficoltà nel tentativo di smettere. Si ha solitamente bisogno di una scossa o un motivo forte per farlo e, se non è sufficiente la pubblicità progresso sui danni permanenti delle sigarette, forse può aiutare l’ombra di un effetto collaterale di ben poca gravità rispetto a un infarto, ma che può ledere, in parte, il proprio senso di autostima: l’invecchiamento della pelle.

Cosa succede alla pelle del corpo?

Fumare fa sì che lo strato corneo dell’epidermide si ispessisca e che i vasi sanguigni che lo irrorano si restringano sensibilmente rendendo difficile l’irrorazione e quindi la distribuzione delle sostanze nutritive alla pelle. Questo avviene in tutto il corpo ma gli avambracci e soprattutto il viso sono i bersagli più colpiti.

Il colorito spento, le guance senza tonicità e le rughe profonde costituiscono le caratteristiche di uno “smoker’s face”. Questo è un termine che letteralmente significa “viso del fumatore” ed è utilizzato dai dermatologi per definire il volto delle fumatrici, riconoscibili a colpo d’occhio.

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Non c’è solo perdita di tonicità, ma anche chiazze più scuresecchezza e ruvidità a cui le creme e i cosmetici non riescono a far fronte.

Le scorte di Vitamina A (retinolo), utile nei processi riparativi della cute, calano, mentre aumenta la produzione di metalloproteinasici, enzimi specifici per la distruzione del collagene, già debilitato dal fumo.

Non è da sottovalutare nemmeno il fattore “meccanico” che inevitabilmente influisce sulla formazione di rughe profonde. Sono inconfondibili le fessurazioni perpendicolari alle labbra o le cosiddette zampe di gallina di chi è portato a strizzare in continuazione gli occhi infastiditi dal fumo della propria sigaretta.

Più raramente accade che soggetti particolarmente predisposti possano essere affetti da acne adulta. Questa patologia colpisce i fumatori quattro volte più dei non fumatori ed è caratterizzata dalla formazione di pustole infiammate sul mento e sulla mandibola delle persone di età compresa tra i 25 e i 50 anni.

Qual è la buona notizia?

Fortunatamente non c’è da preoccuparsi troppo. Tali danni sono infatti totalmente reversibili. La pelle del viso riacquista il colorito e la tonicità originali una volta smesso di fumare; i tessuti vengono ossigenati di più e diminuiscono i radicali liberi. Inoltre non viene dispersa l’acqua transepidermica permettendo una migliore idratazione e quindi un aspetto decisamente più sano del viso.

I danni procurati alla pelle dal fumo dipendono molto anche dal numero di sigarette fumate durante il giorno e nell’arco degli anni. Gli studi effettuati sono basati su dati relativi a persone che hanno fumato un pacchetto di sigarette quotidianamente per almeno 10 anni, quindi fumare un paio di sigarette al giorno, se proprio non se ne può fare a meno, probabilmente non influirà sull’immagine di giovinezza che con tanto impegno le donne cercano di mantenere.

Ma siamo sicuri che convenga rischiare?


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