Intossicazione da metalli pesanti: significato, cause, conseguenze

Il corpo, per far sì che tutte le funzioni metaboliche funzionino perfettamente, ha bisogno anche di alcuni elementi che si trovano normalmente negli alimenti o possono essere introdotti nella dieta tramite degli integratori: zinco, potassio o rame sono presenti in molti dei più famosi integratori e ricostituenti, ma esistono metalli che non solo non sono indispensabili, ma possono invece essere dannosi per la salute dell’uomo: i cosiddetti metalli pesanti.

Questi metalli si trovano naturalmente nella terra e non esiste una definizione esatta che li identifichi; sono considerati pesanti i  metalli che hanno una densità superiore a 5 g/cm³ o che si trovano in una data posizione nella tavola periodica degli elementi e che tendono a formare legami complessi e molto forti con le molecole con cui vengono a contatto provocando spesso conseguenze dannose; tra i metalli pesanti quelli di cui più si sente parlare relativamente all’inquinamento ambientale, vi sono arsenico, piombo e mercurio.

Come vengono assunti i metalli pesanti e cos’è un’intossicazione?

I metalli pesanti possono essere assimilati dall’organismo per via cutanea, via aerea o attraverso il cibo. Lo smog delle città più inquinate contiene un pulviscolo con tracce di piombo e le esalazioni di vernici tossiche possono essere respirate; una volta entrati nel corpo gli atomi dei metalli pesanti si legano fortemente con le strutture organiche accumulandosi negli organi e provocando presumibilmente dei seri disturbi.

Anche l’alimentazione può essere vettore di intossicazione, ad esempio il pesce è uno dei maggiori responsabili delle intossicazioni da mercurio.

Quando ci si trova per lungo tempo a stretto contatto con uno dei metalli pesanti per cause ambientali o lavorative, è possibile sviluppare delle patologie che si evolvono poco alla volta (a volte peggiorando di giorno in giorno in modo impercettibile) fino a procurare uno stato di malessere generale prima e delle vere e proprie patologie acute dopo.

Tempo fa un fatto di cronaca narrava di una donna che impazzì poiché era abituata a bere durante il mattino la camomilla che aveva preparato la sera prima e che aveva tenuto in una vecchia tazza di un materiale contenente piombo. Questo metallo si deposita nei tessuti molli come midollo osseo, cervello, fegato o reni e si lega poi fortemente alle ossa rimanendovi per anni senza che si possa smaltire, provocando danni come neuropatie, ipertensione, coliche, impotenza o sterilità. L’intossicazione da piombo viene chiamata spesso saturnismo ed è stata la causa della morte di Van Gogh e Goya che inumidivano il pennello con le labbra dopo aver usato vernici contenenti piombo.

Oggi si parla anche molto dell’acqua inquinata da arsenico. Questo metallo è presente in natura ed è normale trovarlo nei terreni vulcanici, ma se assunto in quantità eccessive può originare problemi gastrointestinali o alterazioni vascolari o cutanee. La preoccupazione per l’arsenico ha fatto sì che molti comuni in cui il problema è importante venissero installate delle fontane leggere, cioè dei distributori di acqua potabile liscia o frizzante che mediante un filtro viene purificata dall’arsenico ed altri agenti inquinanti.

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Come viene diagnosticata e trattata un’intossicazione da metalli pesanti?

Quando un paziente presenta sintomi come diarrea, mal di stomaco, mal di testa, nausea, vomito, sudorazione senza che possa essere individuata una causa specifica il medico dovrebbe approfondire le indagini; in alcuni casi l’intossicazione risulta più evidente, specialmente quando compaiono delle striature bluastre sulle mucose orali; se la situazione è particolarmente grave il paziente può avvertire difficoltà cognitive, linguistiche o motorie. Quando la situazione è dubbia, il medico prescrive delle analisi del sangue e delle urine e, in base al caso specifico, anche un’analisi approfondita dei tessuti, come pelle o capelli e dei raggi x che, se è presente l’avvelenamento da alcuni metalli specifici, possono risultare particolarmente opache.

Non esiste una terapia immediata che liberi il corpo dalla presenza di metalli pesanti, ma in caso di intossicazione vengono prescritti solitamente dei farmaci che assunti per via orale, intramuscolare o intravenosa si legano con dei legami chimici al metallo permettendone così l’espulsione tramite le urine.

Oggi si tende a porre più attenzione ai materiali utilizzati per gli usi quotidiani rispetto a qualche anno fa quando tutte le paste odontoiatriche presentavano tracce di piombo e la benzina (prima dell’avvento di quella “verde”) lasciava abbondanti tracce di metalli pesanti nell’atmosfera; tuttavia in alcuni casi delle intossicazioni possono presentarsi anche nei tempi attuali, specialmente nel caso si utilizzino cosmetici o prodotti per il corpo non certificati o quando si lavora in fabbriche che utilizzano agenti nocivi senza le adeguate protezioni. È quindi sempre opportuno leggere le etichette di ciò che si compra, proteggersi quando si sa di essere in un ambiente a rischio e cercare di acquistare frutta e verdura di cui si conosce la provenienza per evitare che siano vettori di metalli pesanti assorbiti dall’acqua inquinata.


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