Infezione stafilococco Aureo

Nella seconda metà del 2011, come ricorderanno i fan e non solo, il cantante Vasco Rossi fu ricoverato in ospedale. Le voci sul suo stato di salute si susseguirono finché non fu egli stesso a rivelare pubblicamente quale fosse la causa della sua degenza, ovvero l’infezione da stafilococco aureo. Queste furono le parole che diresse ai suoi fan per renderli edotti a riguardo: «Sapete che viviamo grazie a dei batteri che abbiamo dentro e che ci aiutano a vivere. Uno di questi batteri ogni tanto invece di lavorare a favore della vita comincia a cercare di uccidere la persona dentro cui è e comincia a distruggere tutto quello che c’è. Questo batterio è lo stafilococco aureo. Quando c’è un’abrasione, un abbassamento delle difese immunitarie del corpo, il batterio comincia ad assalire il corpo e tira a far fuori la persona dentro la quale è. A questo punto succede che bisogna far fuori il batterio, per farlo fuori ci vogliono degli antibiotici molto potenti e soprattutto per molto tempo. Ma alla fine, ripeto, sarà lui a morire, il batterio, non io!».

Certo, quella del rocker non può essere certo considerata una diagnosi medica, ma le sue parole, grazie alla loro semplicità, ci aiutano a capire molto dello stafilococco aureo, batterio asporigeno gram-positivo. Esso è infatti un batterio presente sulla cute e nel naso di molti di noi, non provocandoci problemi di alcun tipo. A volte però può causare delle infezioni alla nostra pelle, che si manifestano con bolle, foruncoli, rossori e dolori cutanei, potendo essere causa anche di croste e mastiti nelle donne che allattano col seno.

Se le infezioni alla pelle possono essere non troppo problematiche, altrettanto non si può dire per quelle provocate dal batterio quando riesce a penetrare nel nostro organismo o in seguito all’abbassamento delle nostre difese immunitarie o in seguito al suo ingerimento attraverso il cibo (soprattutto latticini, carne cruda e insaccati). Oltre ad essere causa di intossicazioni alimentari, il batterio può arrivare ad essere causa di infezioni all’apparato scheletrico, a quello respiratorio e a quello urinario, oltreché al sistema nervoso centrale.

Per rilevare la presenza dello stafilococco aureo nel nostro organismo è necessario sottoporsi a un antibiogramma, un esame in vitro in grado di rilevare se esso sia reattivo oppure no ad un antibiotico. Le terapie contro le infezioni da stafilococco aureo sono infatti a base di antibiotici, soprattutto penicilline, anche se in alcuni casi può rivelarsi immune ad esse.

In ogni caso è sempre bene ricordare che lo stafilococco aureo è generalmente un compagno di viaggio discreto e benigno e non un nemico pericoloso.

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