Il raffreddore: si può curare a tavola?

Basta un po’ di freddo, un calo di temperatura improvviso o una sciarpa dimenticata a casa che nei mesi invernali (ma non solo) si inizia a starnutire ripetutamente, a sentire freddo, stanchezza e sonnolenza continua. È il tanto odiato raffreddore che non permette di lavorare bene e fa invece desiderare di trascorrere le giornate a letto con la borsa dell’acqua calda.

Che fare quando il raffreddore rovina le giornate?

La prima cosa che le mamme danno al bambino che starnutisce è l’aspirina che blocca subito i sintomi e permette di andare a scuola in condizioni di salute accettabili, quando poi è presente anche un po’ di febbre, il paracetamolo sembra quasi un obbligo per prendersi cura del piccolo. A volte  però sarebbe meglio cercare di contrastare l’avvento di questi piccoli malanni stagionali ed evitare dei farmaci che per quanto consigliati e comunemente usati, possono comunque dare degli effetti collaterali.

Innanzitutto è bene ricordare che la vitamina C contrasta qualsiasi tipo di influenza, quindi un’arancia al giorno per adulti e bambini può senz’altro aiutare a scongiurare qualche giornata da trascorrere davanti alla TV col termometro sotto l’ascella. C’è comunque da sottolineare che la vitamina C è presente anche nei kiwi, nei cachi, nella zucca, negli spinaci e nelle carote (questi ultimi ricchi anche di vitamina A), è quindi possibile preparare dei ricchi contorni in grado di supportare la guarigione e di stimolare la prevenzione del raffreddore.

Vista la quantità di muchi che spesso affliggono il povero malato, anche degli espettoranti naturali possono rendere il tutto più veloce: innanzitutto l’acqua, bere molto aiuta a liberare le vie respiratorie dai muchi in eccesso, ma anche cavoli e broccoli di ogni tipo, così comuni in autunno e inverno, possono dare un valido supporto grazie alla presenza di potenti antiossidanti.

Ma prevenire il malanno di stagione è possibile?

curare raffreddoreSeguendo delle regole di base è possibile limitare il più possibile il rischio di ammalarsi. Innanzitutto i consigli delle madri e delle nonne hanno sempre un valore: il consiglio di coprirsi bene non è solo una mania iperprotettiva, ma serve veramente a impedire la proliferazione virale all’interno del corpo umano, il virus infatti si diffonde con le fredde temperature, quindi sciarpa e guanti (senza esagerare!) possono rivelarsi salvifici in molte situazioni. Lavarsi le mani dopo essere stati sui mezzi pubblici può eliminare il rischio di contagio, specialmente se si ha il vizio di mangiarsi le unghie o comunque di mettersi le mani in bocca. E specialmente se si è ammalati è anche consigliabile rimanere a casa per evitare di diffondere il virus in maniera eccessiva.

La fitoterapia offre dei rimedi utili per la prevenzione dell’influenza stagionale che consistono nel rafforzamento delle difese immunitarie, solitamente mediante echinacea in soluzione idroalcolica, in associazione a dei disinfettanti naturali delle vie respiratorie, come il ribes nero.

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Ricordarsi di prendere 30-50 gocce al giorno secondo il consiglio di un esperto può sicuramente prevenire il raffreddore e tutti i malesseri ad esso collaterali.

Nel caso poi in cui salga la febbre, è meglio aspettare ad assumere un antipiretico, il quale è invece consigliato quando la febbre supera i 38-38,5°C, una febbre medio-bassa infatti crea fastidi sopportabili e uccide i microrganismi patogeni presenti nel corpo influenzato.

Infine prima di rivolgersi agli antibiotici, che in alcuni casi sono senz’altro necessari, è possibile affidarsi ad alcuni cibi naturalmente antibatterici come la cipolla e, soprattutto, l’aglio.

Una tisana preparata con uno spicchio d’aglio e un limone biologico intero fatti bollire insieme per 7 minuti, blocca lo sviluppo del raffreddore e della tosse in tempi brevi, specialmente se assunta 2-3 volte al giorno, e se il sapore può non essere gradevole, è possibile migliorarlo aggiungendo qualche chiodo di garofano, anch’esso antisettico naturale.


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