Gravidanza in età avanzata: aspetti fisici e psicologici

In un Paese in cui la disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni supera il 40%, diventa difficile ed offensivo sindacare sull’età a cui una donna decide di avere il suo primo figlio, ma è senz’altro indiscutibile il fatto che più passa il tempo più la gravidanza può essere difficile.

Che fare dunque? La scelta è complessa ed è bene tenere in considerazione ogni aspetto dell’argomento.

Cosa si intende per “età avanzata”?

Fino a qualche decennio fa l’età in cui le donne avevano il loro primo (e spesso anche il loro secondo) figlio era al di sotto dei 30 anni. Ragazze di 23 o 25 anni rimanevano incinte e la questione non destava alcun turbamento. Col progredire della società le 23-enni vengono considerate ancora bambine dalle madri e dalle nonne e, soprattutto, sono spesso ancora impegnate nel percorso di studi così che è impossibile per loro pensare di avere di un figlio a quell’età.

In seguito la difficile ricerca del lavoro allontana ancora l’idea di diventare madri, così diventa semplice ritrovarsi a 30-35 anni, ancora indecise sul da farsi o comunque in difficoltà all’idea di dover mantenere un figlio, specialmente se una donna vuole giustamente ottenere la propria indipendenza economica e dei riconoscimenti a livello lavorativo.

Oggi quindi sono tantissime le donne che decidono di avere il primo figlio intorno ai 35 anni e molte quelle che ne hanno uno dopo i 40. Coloro che poi vogliono provare la maternità dopo i 50 sono ancora meno, ma sono comunque presenti.

Il corpo della donna e la gravidanza in età avanzata

Inutile dire che dal punto di vista prettamente naturale un corpo femminile è più preparato ad ospitare un bambino a 25 anni, piuttosto che a 35, ma questo non significa che le analisi e i monitoraggi odierni non possano garantire una gravidanza tranquilla e una altrettanto tranquilla maternità. Ecografie, amniocentesi e analisi del sangue sono in grado di osservare con la giusta tempestività eventuali problemi e il proprio ginecologo può senza dubbio fornire consigli specifici per la coppia e soprattutto per la madre.

Le analisi preventive a cui sottoporsi aumentano col passare dell’età (ad esempio l’amniocentesi diventa gratuita, anche se non obbligatoria, dopo i 35 anni) proprio perché dal punto di vista fisico la probabilità di complicanze aumenta.

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Le attenzioni maggiori vanno poste per le eventuali difficoltà ostetriche, fetali o materneL’abortività infatti aumenta col passare del tempo e così i parti prematuri, quindi particolari cautele vanno prese durante tutta la gestazione; anche i problemi al feto come cromosomopatie o anomalie genetiche sono in percentuale più ricorrenti nelle donne di età avanzata e non c’è da sottovalutare i rischi per la madre che può subire danni circolatori a causa dei vasi sanguigni che con l’età perdono elasticità e possono ritrovarsi molto affaticati nel supportare un peso come quello della donna gravida.

Cosa fare allora se si vuole un figlio dopo i 35 anni?

Nonostante debbano aumentare le attenzioni, non è certo infattibile portare avanti una gravidanza anche in età più avanzata, basta sottoporsi più spesso a visite di prevenzione per il nascituro e per se stesse. C’è chi contrasta fortemente le gravidanze dopo i 35 anni  per una questione prevalentemente psicologica. Spesso infatti una madre “grande” ha il timore di non essere al livello delle più giovani, di non avere la forza o la capacità di crescere un figlio al passo coi tempi e ha la sensazione che il proprio bambino cresca con una specie di disagio da dover superare in qualche modo.

Sicuramente quando si prende una decisione come quella di partorire un figlio a 40 anni è bene pensare anche al futuro e non solo al parto e alla gravidanza in sé: ad esempio il bambino vorrà che gli siano organizzate delle feste di compleanno in età scolare ed è certo diverso organizzare una festa per bambini così piccoli se si hanno 40 o 50 anni, ma se si è decisi e si è valutato bene tutto ciò che concerne il futuro prossimo e remoto della propria maternità, avere un figlio a 35 o 40 anni è certamente possibile e il giudizio a un genitore non può certo basarsi sull’età; in fondo una donna più grande ha anche un fardello di esperienza maggiore e può insegnare a un figlio più di quanto non possa fare una ragazza molto più giovane.

Perciò se la salute del corpo può essere affidata ai medici di fiducia, la propria capacità come genitori dipende soltanto dall’impegno e dalla volontà che si ha di fare bene il proprio, difficile lavoro di genitori, a 20 come a 40 anni.


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