Graffietto del gatto? Meglio disinfettare!

I bambini (e spesso anche gli adulti) sono spesso portati ad accarezzare i gatti che si incontrano per strada e che magari si avvicinano in cerca di coccole o di qualcosa da sgranocchiare.

In questo non c’è certo nulla di male, ma è necessario porre qualche piccola attenzione nel caso in cui si ricevano graffi o morsi (si sa, il gatto è imprevedibile, un semplice movimento potrebbe spaventarlo).

I gatti infatti possono ospitare dei batteri, per la maggiorparte totalmente innocui, che a contatto con delle ferite possono entrare in circolo e causare qualche piccolo fastidio.

Cos’è il Bartonella henselae?

Il Bartonella henselae è un batterio che nel gatto spesso non provoca alcuna conseguenza, ma che può passare all’organismo umano in seguito a graffio o morso, dando invece origine a dei sintomi caratteristici.

La malattia da graffio del gatto (Cat Scratch Disease, CSD) viene chiamata anche più semplicemente bartonella ed è diffusa da gattini piccoli, specialmente sotto l’anno di età, o da gatti in condizioni igieniche non adeguate.

Il batterio è infatti trasmesso da gatto a gatto attraverso le pulci, perciò un felino infestato di questi piccoli parassiti è senza dubbio più a rischio di un bel gatto che vive in casa.

Quali sono i sintomi della bartonella?

La sintomatologia della bartonella compare circa 2-3 settimane dopo l’infezione. Il sintomo comune a tutti coloro che ne sono vittime è la linfoadenopatia, cioè un certo gonfiore dei linfonodi vicini al graffio. Sporadicamente può formarsi una pustola e piuttosto raramente si avvertono sintomi paralleli come febbre, mal di gola, inappetenza, affaticamento, splenomegalia (ingrossamento della milza), malessere generale e mal di testa.

Se si riesce a ricordare il graffio subìto il medico non ha normalmente problemi a riconoscere un caso di bartonella, se invece non si riesce a determinare la causa delle manifestazioni sintomatiche è necessario procedere con dei test specifici per individuare la presenza del batterio nel sangue. Quando si voglia escludere la presenza di patologie più gravi, come un tumore, è possibile sottoporsi a una biopsia del linfonodo interessato.

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Come si cura la bartonella?

La malattia da graffio del gatto non ha normalmente bisogno di alcuna cura. Il batterio, completato il suo ciclo infettivo, muore permettendo una totale guarigione del soggetto in 2 – 4 mesi, senza che ci sia bisogno di assumere farmaci, necessari invece quando si tratta invece di bambini molto piccoli o di persone immunodepresse, come i malati di AIDS, che necessitano di un supporto terapico per una completa guarigione di qualsiasi infezione, seppur non grave.

Se nei casi a rischio, l’infezione non viene curata è possibile che si sviluppino delle conseguenze anche gravi, come l’osteopatia, la neuroretinite o la sindrome di Parinoud.

In ogni caso, c’è da stare comunque abbastanza tranquilli. La malattia non viene considerata grave, e benché si stima che ne soffrano il 13% dei gatti randagi, non provoca quasi mai danni seri, né ai felini né agli umani. Dai gatti di casa il contagio è decisamente improbabile, anche se non impossibile, perché le vaccinazioni e il controllo delle pulci rendono l’animale solitamente sano e innocuo per gli altri abitanti della casa.

È possibile prevenire la malattia?

Prevenire la malattia è difficile, perché può sempre capitare di essere graffiati da un gatto, ma è certo possibile rendere difficile l’infezione ponendo attenzione all’igiene. Subito dopo il graffio di un gatto, specialmente se randagio, è bene lavarsi le mani e possibilmente disinfettarsi con dell’acqua ossigenata e questo dovrebbe bastare per tenere l’infezione alla larga.

Non è quindi necessario fuggire ogni volta che ci si trova di fronte a un gatto che è per strada (a meno di problemi gravi al sistema immunitario), né tantomeno evitare di tenere un gatto in casa, che invece è sempre fonte di rilassamento e gradevole compagnia.


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