Fibromialgia: sintomi, cause, rimedi

Se negli ultimi periodi soffrite di stanchezza e affaticamento (astenia), dolori ai muscoli e alle articolazioni, mal di testa e disturbi del sonno, insieme con difficoltà aggiuntive (calo delle facoltà mentali, impossibilità nel concentrarsi) di provenienza incerta, acufeni, è probabile che vi siano i presupposti per una fibromialgia.

Cos’è la fibromialgia? Come si presenta?

La parola fibromialgia deriva dal greco, ed è composta da fibro- (ossia le parti fibrose, tendinee) -mio- (muscoli) e -algia (dolori): il termine parla già da sè delle peculiarità della malattia. Si tratta di un disturbo abbastanza complesso e dai contorni sfuggenti, che colpisce gli apparati muscolari e articolari del corpo, in particolare: spina dorsale, collo, spalle e braccia, glutei, cosce… I principali sintomi manifesti sono delle fitte più o meno dolorose in queste aree (il fatto se siano più o meno dolorose dipende da vari fattori, tra cui anche gli stati psichici ed emotivi momentanei del paziente, i cambiamenti di umore, e perfino la stagione e il meteo): queste fitte provocano rigidità muscolare e ossea, foriera di affaticamento e spossatezza cronica e difficoltà nel movimento. In taluni casi, a ciò si aggiunge insonnia, cefalea e nausea. Anche stress, ansia e nervosismo sono conseguenze – oltre che possibili cause di questo male. Si calcola che questa sindrome affligga tra il 3-5% della popolazione: si manifesta in particolare in persone dai 30 ai 55 anni, soprattutto donne.
Ad oggi le cause della fibromialgia sono pressoché sconosciute alla medicina, tanto che le teorizzazioni a riguardo sono contrastanti. Si ritiene però che vi possano influire, oltre a stress e tensione, anche stili di vita incorretti, eventi di natura traumatica sia sul piano fisico che psichico e altri deficit di natura muscolare e articolare.

Un disturbo dalle cause sfuggenti

E’ difficile riconoscere questo disturbo, non solo perchè le sintomatiche sono vaste e condivise con altre malattie (reumatismi, malattie muscolari o anche infettive), ma anche perché attualmente non esistono analisi cliniche in grado di fornire una diagnosi esaustiva: all’apparenza, il paziente affetto da fibromialgia si presenta come sano. Anche perciò, spesso queste sintomatiche non vengono trattate con la dovuta attenzione e vengono considerate come passeggere o di natura meramente psicologica (e spesso il paziente soffre anche per l’etichetta di “ipocondriaco”, per questo motivo, e viene liquidato con troppa facilità).
Oggi tuttavia la medicina ha raggiunto un grado d’avanzamento tale da poter riconoscere la fibromialgia, anche perché con le moderne tecniche e conoscenze mediche è possibile escludere la presenza di altre malattie che presentano le medesime sintomatiche. Inoltre, oggi è noto che, caratteristici di questa sindrome sono dei dolori localizzati in determinate aree fisiche (tender points) che è possibile individuare anche con digitopressione, a differenza di altri disturbi che presentano sintomi similari.

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Rimedi e trattamenti

Poiché, come già ribadito, la fibromialgia interessa un ampio spettro di sintomi, il trattamento è vario e diversificato: definito in base al caso. Solitamente il medico può prescrivere una cura farmacologica con analgesici o talvolta anche anti-infiammatori. Le attività svolte in proprio o con l’ausilio del fisioterapista, in unione con degli stili di vita corretti e un’alimentazione sana possono risultare di primaria utilità per un decorso del male. In particolare, molto importante è il movimento e lo stretching per abituare i muscoli al movimento e alleviare il dolore, insieme a dei massaggi miorilassanti, per ammorbidire le tensioni muscolari. Da non dimenticare anche, che probabilmente i dolori generati dalla fibromialgia possono assumere un carattere neuropatico, pertanto all’interno della fisioterapia saranno fondamentali tecniche propriocettive e cognitive che migliorino la consapevolezza nei confronti del corpo e la possibilità di recuperare la sua informatività. Anche l’assunzione di estratti come il ginseng o la valeriana possono aiutare a rilassare il corpo. Su un piano psicologico, occorre tenere a bada la tensione e lo stress (facendo anche attività come lo yoga). Sviluppare un’attitudine positiva nei confronti di questo malessere, evitando frustrazione e rabbia, può essere un efficace punto di partenza per un recupero ottimale.


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