Diabete giovanile: cause, sintomi, rimedi

Tra le forme di diabete conosciute, il diabete giovanile – o diabete mellito di tipo I – è al secondo posto in quanto a diffusione: colpisce circa il 3% della popolazione mondiale, soprattutto giovani: oltre la metà dei casi, si manifesta in ragazzi sotto ai 20 anni. In Italia sono attualmente registrati più di 20mila casi.

Diabete giovanile: cos’è?

Il diabete giovanile è caratterizzato da un elevato tasso di zuccheri nel sangue e da scarsa o totale assenza di insulina, ormone addetto al controllo, al riequilibramento, al filtraggio glicemico. Quest’assenza di insulina è dovuta alla distruzione (causata dal sistema immunitario stesso, per motivi non ancora chiari) delle cellule beta – presenti nel pancreas – che la secernono: perciò questa forma di diabete è una malattia auto-immunitaria; risultante di quest’anomalia fisiologica è una cattiva gestione degli zuccheri da parte del corpo: questi si accumulano senza la possibilità di esser tramutati in energia. I liquidi corporei – il sangue, l’urina – si “dolcificano” (da qui l’accezione “mellito”, che significa “al miele”), e ciò crea una serie di scompensi sul piano fisiologico e talvolta psicologico.

Sintomatologia

L’insorgenza di diabete mellito di tipo I è visibile dalla comparsa della sintomatologia tipica dello scompenso da iperglicemia: eccessiva urinazione, sete continua, deperimento e perdita di peso, fiacchezza e difficoltà nel sonno. Mal di testa, dolori addominali, irritabilità e instabilità comportamentale possono accompagnare chi ne è affetto, oltre a una maggiore esposizione alle infezioni e a una maggior lentezza di reazione del sistema immunitario nelle guarigioni da ferite e attacchi di natura virale. Se non curato il diabete giovanile può sfociare in malattie sanguigne, cardiache neurali o ai reni.

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Cure

Oggi è possibile stabilire un certo controllo su questa forma di diabete: è di fondamentale importanza, a tal fine, conoscere la malattia e il proprio corpo, per stabilire delle sane abitudini che permettano di tenere a bada il livello glicemico nel corpo: attività sane, alimentazione controllata, magari sotto consiglio di un dietologo, possono servire in proposito, per regolare il bisogno fisiologico e prevenire complicanze cardio-vascolari. E’ bene avere sempre a portata di mano zuccheri e strumenti di misurazione del tasso glicemico. Inoltre, la distruzione delle cellule beta è permanente, perciò l’insulina deve essere assunta artificialmente (da qui anche il nome di diabete mellito insulino-dipendente), per favorire la fluidità delle attività corporee. In definitiva, sebbene non vi siano cure definitive per questa malattia, alcuni accorgimenti possono permettere di controllarla e conviverci con relativa tranquillità.


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