Colesterolo buono e colesterolo cattivo

Come leggere le analisi?

Il colesterolo, considerato uno dei grandi nemici del corpo umano, ha invece un’importanza fondamentale nell’espletamento di alcune funzioni determinanti per la buona salute dell’individuo.

Sintetizza la bile, la vitamina D, il cortisone ed è importante anche per rendere forte e resistente la struttura della membrana di tutte le cellule umane regolandone fluidità e permeabilità.

Il colesterolo non è quindi qualcosa da eliminare dal nostro sangue, ma un elemento che va tenuto sotto controllo per far sì che non ve ne sia in eccesso accumulandosi nelle arterie e provocando la formazione di placche ateromatosiche, responsabili di gravi problemi, come l’ictus.

Cosa sono il colesterolo buono e il colesterolo cattivo?

Il colesterolo è uno steroide, una sostanza naturale costituita da atomi di carbonio, prodotto per il 66% circa dal fegato e per il resto assunto con l’alimentazione, prevalentemente dai cibi di origine animale: formaggi, carni o latte; per quanto possano essere gustosi, nutrirsi troppo frequentemente con queste pietanze può essere dannoso per la salute.

Il colesterolo prodotto dal fegato viene trasportato nel sangue mediante alcune molecole, le LDL (Low Density Lipoproteins), viene rilasciato sulle pareti delle arterie e viene poi assorbito dai tessuti e dagli organi del corpo. Altre strutture  lipoproteiche, le HDL (High Density Lipoproteins) recuperano il colesterolo in eccesso nel sangue e lo riportano al fegato, funzionando così da regolatrici della colesterolemia.

Quando i medici prescrivono esami che indaghino sulla presenza di colesterolo, in realtà richiedono di valutare la presenza di LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, e di HDL, il colesterolo buonoL’equilibrio tra i due valori determina il benessere fisico della persona.

Di norma comunque le LDL non dovrebbero superare i 160 mg/dl (anche se nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare sarebbe opportuno che non eccedessero i 70 mg/dl), mentre le HDL non dovrebbero essere inferiori ai 40 mg/dl per gli uomini e ai 50 mg/dl per le donne.

Spesso i laboratori rilevano soltanto la presenza del colesterolo totale, delle HDL e dei trigliceridi (i grassi) potendo ricavare il valore delle LDL da una semplice formula, detta Formula di Friedewald: Colesterolo LDL = Colesterolo totale – HDL – (trigliceridi/5).

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Come tenere sotto controllo la quantità di colesterolo cattivo nel sangue?

A meno di patologie specifiche o di disturbi ereditari che provocano l’ipercolesterolemia, solitamente le HDL riescono a tenere a bada la quantità di colesterolo cattivo, ma se si esagera con i cibi di origine animale può capitare che queste non riescano a tenere pulite le arterie in modo adeguato. Quando si raggiunge questo livello è opportuno, ancor prima di assumere farmaci specifici, cambiare le proprie abitudini alimentari e praticare più attività fisica.

Per capire quanto un prodotto confezionato sia ricco di colesterolo è bene imparare a leggerne l’etichetta; spesso infatti tra gli elementi che compongono l’alimento compaiono le percentuali dei  grassi, suddivisi in saturi e insaturi. Dal punto di vista chimico, i grassi saturi sono quelli i cui atomi di carbonio sono legati tra loro solo da legami semplici e sono presenti nella carne, nel formaggio, nel burro, in tutti i grassi idrogenati, nell’olio di cocco e di palma. Questi sono i grassi che aumentano la quantità di colesterolo cattivo nel sangue e di cui sarebbe bene fare a meno il più possibile in caso di ipercolesterolemia, ma anche quando si è perfettamente in salute come prevenzione per le malattie cardiovascolari.

I grassi insaturi sono invece quelli i cui atomi sono legati tra loro da uno o più doppi legami (monoinsaturi o polinsaturi), sono contenuti, ad esempio, nell’olio extravergine di oliva, nei cereali, nella frutta e nella verdura e sono salutari e utili per proteggere cuore e vasi sanguigni.

Anche l’attività fisica è importantissima nel caso di ipercolesterolemia. Praticare sport regolarmente almeno 3 volte a settimana per 30-40 minuti, può contribuire a tenere le arterie pulite dalle placche che vi si possono formare limitando il rischio di trombosi ed embolia.

Quando l’attività fisica e la dieta sana non bastano a migliorare le proprie analisi del sangue è possibile rivolgersi alla medicina ufficiale, con i farmaci che prescrive il medico, o alla fitoterapia che in base all’individualità del paziente e alla gravità della situazione consiglia l’assunzione di riso rosso fermentato, aglio, scorza del frutto di garcinia, chitosano, betulla o Omega 3 – 6 nelle dosi consigliate da un esperto erborista o naturopata.


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